Salve, dulcis in fundo segnalo che è stata proposta per la cancellazione da wikipedia anche la voce "fiscalità monetaria". A proposito, mi è stato suggerito che la persona che si accanisce su questo tipo di voci ne abbia un interesse particolare per via dell'"ente" per cui lavora... chissà... dopotutto guardando il tipo di attività che fa su wikipedia, un pò di sospetto viene...
http://it.wikipedia.org/wiki/Wikipedia:Pagine_da_cancellare/Fiscalit%C3%A0_monetaria
Ve la incollo prima che venga persa.
La fiscalità monetaria è un sistema di imposizione fiscale che si propone di colpire l'emissione monetaria oppure le singole unità monetarie attraverso il denaro di decumulo. Il meccanismo consiste nell'imporre per ogni unità monetaria un tasso di imposizione fiscale che andrà a diminuirne progressivamente il valore, tramite una data di scadenza apposta alle banconote oppure un conteggio inverso progressivo in una moneta elettronica.
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Un sistema monetario di questo tipo è quello vigente a Cuba, dove il Peso cubano convertibile viene a costituire la moneta a valore costante, mentre il Peso cubano semplice è la valuta "sacrificabile" paragonabile ad una moneta di ghiaccio. Grazie a questo sistema, in un'economia quale quella cubana, la sua moneta principale (la convertibile) riesce ad essere la 13esima moneta di maggior valore nel mondo, e la seconda moneta come valore delle Americhe dopo il dollaro statunitense.
Scopo [modifica]
Lo scopo principale è eliminare il concetto di "pagamento delle tasse" e sostituire il finanziamento della spesa pubblica (la liquidazione dei creditori) tramite l' emissione di moneta a svalutazione progressiva. Lo scopo secondario è eliminare l' inflazione della moneta "costante" e quindi aumentarne indirettamente il valore sui mercati esteri. Conseguentemente verrebbe automaticamente anche ad annullarsi il debito pubblico.
La teoria è nata sulla base di un concetto semplice, ovvero che è la produzione a "creare" il denaro, e quindi il denaro circolante ed il suo valore rimangono indissolubilmente legati alla produzione. Quindi a qualunque legislazione si voglia sottoporre il sistema economico, comunque sempre sottostarrà a tale regola e ci si adatterà. Ragion per cui è possibile poter proporre soluzioni fiscali basate sulla semplificazione ed equità senza intaccare la ricchezza generale.
Essa si basa sulla constatazione che se lo stato crea valore nominale (moneta) ciò provoca inevitabilmente inflazione, ma eliminando il prelievo fiscale e sostituendolo con l' emissione di "moneta di ghiaccio" questo surplus si annulla in quanto il mancato peso fiscale compensa la ipotetica e artificiale maggiorazione dei prezzi fino ad arrivare ad una stasi monetaria perpetua (variabile solo a causa di fluttuazioni del PIL), regolabile a volontà bilanciando il rapporto tra beni esistenti e denaro circolante. Secondo i suoi fautori ciò renderebbe più equa la distribuzione delle ricchezze in quanto non esisterebbe più il concetto stesso di evasione fiscale e i costi pubblici sarebbero automaticamente ripartiti sulla base degli scambi monetari e cioè sui consumi personali. Ciò involontariamente realizzerebbe lo slogan marxista "da ognuno secondo le sue capacità, ad ognuno secondo i suoi bisogni", e raggiungerebbe fiscalmente ambiti impossibili da tassare normalmente, quali le attività illecite ed abusive (soprattutto in quanto implicitamente costrette a basarsi sugli scambi monetari in contanti). Inoltre verrebbe meno la necessità dell' apparato burocratico statale finalizzato alla riscossione e gestione delle tasse, e di una contabilità aziendale rigorosa (abolizione dello scontrino fiscale).
Applicazione [modifica]
La fiscalità monetaria si presta alla sua attuazione in un sistema in cui le divergenze economiche siano notevolmente appianate. Anche per questa ragione fu preso in considerazione solamente dal fascismo di Salò. Difatti eliminare le imposte dirette progressive comporta un livellamento che favorirebbe chi percepisce i redditi più alti. D' altro canto, questo sistema sostituisce la tassazione su reddito e la sposta sui consumi effettivi, ragion per cui chi più consuma più sentirà il peso fiscale, mentre chi risparmia lo sentirà meno, a prescindere da quanto guadagni o possegga. Colpisce quindi l' edonismo consumista ma rispetta una reale meritocrazia produttiva.
Diverse possibili applicazioni sono state proposte, alcune prevedono l' abolizione totale delle imposte, altre l' abolizione di solo quelle dirette, altre di solo quelle progressive. Quest' ultima prevede di far pagare a tutti una tassa fissa ogni anno, far fronte alla rimanente spesa pubblica con le imposte indirette, e quel che ancora manca, con l' emissione di moneta di decumulo.
Una teoria estrema prevede non solo di abolire ogni imposta, ma addirittura di fornire ad ogni cittadino da parte dello Stato un "reddito di cittadinanza"[1]; tuttavia si fa notare come ciò sarebbe di disincentivo al lavoro, e quindi contrario alla base stessa della teoria "fiscale monetaria": la produzione.
Difatti una conferma di questa teoria è basata sul paragone con l' economia statalizzata: nei paesi ad economia statalizzata il problema dell' economia non era un problema di organizzazione, ma un problema che stava alla base del sistema statale stesso, ovvero che la produzione diminuisce a causa della filosofia "lavora bene o lavora male sempre lo stesso salario percepisci", senza comprendere l' inevitabile logica conseguenza che se tutti lavorano male (ovvero producono poco) quel salario "uguale" varrà sempre meno; oppure pur valendo uguale per convenzione pianificata, non potrebbe essere speso per mancanza di beni disponibili all'acquisto. Questa era la con-causa delle lunghe code davanti ai negozi tipiche dei paesi comunisti.
Storia [modifica]
Questo sistema di imposizione fiscale è basato sulla teoria economica del credito sociale di Clifford Hugh Douglas, e sull' analisi di Silvio Gesell, e venne presa come base fiscale per il sistema distributista adattandosi perfettamente ad esso.
Venne riconsiderata dalla Repubblica Sociale Italiana su proposta del poeta Ezra Pound in relazione al progetto di socializzazione, una forma di distributismo.
Oggi la proposta di introdurre questo tipo di imposizione fiscale viene avanzata da gruppi antisignoraggio come Afimo di Domenico De Simone e Giacinto Auriti, ed è sostenuta da alcuni movimenti anarchici facenti capo all'antropocrazia. Essi la vedono come una forma di collettivizzazione del signoraggio bancario.
Una proposta di legge che potrebbe introdurre la fiscalità monetaria è quella che da anni avanza l'onorevole Teodoro Buontempo de La Destra che prevede la proprietà popolare della moneta con relativa distribuzione di un reddito di cittadinanza a tutti i cittadini.
Note [modifica]
- ^ Domenico De Simone, "Un milione al mese a tutti, subito!", Castelvecchi Editoria & Com
Bibliografia [modifica]
- Jeremy Rifkin, "La fine del lavoro", Baldini & Castoldi, Milano, 1997 [1995], I nani 6
- Auriti, Giacinto, Il paese dell'utopia. La risposta alle cinque domande di Ezra Pound, Tabula Fati, Chieti, 2002. ISBN 88-87220-36-0
- Accame, Giano (1995). Ezra Pound economista. Contro l'usura. Roma: Settimo Sigillo.
- Domenico De Simone, "Un milione al mese a tutti, subito!", Castelvecchi Editoria & Com.
- Gesell, Silvio. L' ordine economico naturale. Edizioni Peter Owen. Londra, 1958.
- Douglas, Clifford Hugh. Economic Democracy (1920) new edition: December 1974; Bloomfield Books; ISBN 0-904656-06-3
- Carminucci, Gianfranco (2007). Teoria generale dei sistemi economici. Napoli: Grafica Elettronica; ISBN 978-88-95300-15-3





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