Intervista al presidente, Luciano Maiani, che traccia le prospettive future dell'istituto (da Italia Oggi)
Previste mille assunzioni, a tempo pieno, nel 2009
L' aria di crisi sembra essere solo un lontano ricordo al Centro nazionale delle ricerche. Perché, se è vero che in Italia la ricerca è in affanno, la fuga di scienziati oltre confine continua e i finanziamenti spesso inadeguati, a piazzale Aldo Moro si respira un'aria diversa. Complice, forse, anche quel ritocchino sul Fondo del finanziamento ordinario stabilito dal ministero dell'Università che ha assegnato all'ente circa 560 milioni di euro per il 2008, più del 2% rispetto all'anno precedente e che nel complesso di altre risorse permette al Cnr di poter contare così per il 2009 su oltre 900 milioni di euro. Un piatto non ricchissimo che consentirà però all'ente di tenere il naso fuori dal pelo dell'acqua e di concentrarsi su obiettivi precisi. Che vanno dal rafforzare i rapporti con il sistema produttivo, all'inserire giovani meritevoli nel mondo della ricerca, dal potenziare le collaborazioni internazionali fino al valorizzare l'amministrazione centrale. Obiettivi ambiziosi che per il presidente del Cnr Luciano Maiani puntano a trasformare l'ente in un organismo in linea con le esigenze della ricerca e degli investitori pubblici e privati.
Domanda. Presidente come si chiude questo 2008?
Risposta. Con un bilancio sostanzialmente in pareggio nonostante il mantenimento immobiliare sulla cui dismissione abbiamo deciso di soprassedere. Ma soprattutto oggi il nostro Cda ha approvato un bilancio preventivo per il prossimo anno che supera i 900 milioni di euro.
D. Risorse che provengono da diversi committenti?
R. Allo stato attuale le risorse che arrivano da committenti esterni ammontano in circa 150 milioni di euro, poi ci sono quelle a gestione diretta delle strutture scientifiche che da 51,4 milioni di euro diventano 54,1, al netto di 14 milioni circa a destinazione vincolata (Laboratorio di Luce di Sincrotrone di Grenoble e Iter). Quanto alle risorse da fonti interne, pur in questo contesto di incertezza economica, siamo riusciti a garantirne circa 655 milioni di euro.
D. Un sospiro di sollievo ve lo ha dato anche il ministero dell'università e della ricerca scientifica con l'incremento di oltre il 2% del Fondo di finanziamento ordinario?
R. Un segnale questo che dimostra che proprio in tempo di crisi una buona politica è capace di avere una visione anche sulla centralità della ricerca scientifica.
D. Sollievo anche rispetto alla possibilità di procedere alle stabilizzazioni dei ricercatori, che la manovra estiva prima della conversione aveva previsto.
R. La modifica ci consentirà anche di procedere a circa un migliaio di ingressi tra stabilizzazioni e assunzioni. Nel dettaglio assumeremo oltre 600 ricercatori e tecnici che sono però già inseriti nelle attività del Cnr, ne inseriremo altri 200 con la conclusione di concorsi in svolgimento e altrettatanti 200 con l'avvio di un nuovo piano di assunzioni.
D. Il Cnr ha attraversato in questi anni un periodo difficile: riordinato da una legge nel 2003, senza attendere i risultati del riordino del 1999, e dotato poi nel 2005 di regolamenti. Una grande confusione per un ente che necessiterebbe di un po' di pace. Quali le previsioni per il futuro?
R. Il Cnr è impegnato nella semplificazione delle procedure amministrative e nella riorganizzazione dell'amministrazione centrale prevedendo modifiche al regolamento per garantire alla comunità scintifica un supporto più efficace e una maggiore partecipazione ai processi decisionali.
D. Si parla tanto di spazio europeo della ricerca, ma in concreto cosa si farà?
R. L'internazionalizzazione è uno degli obiettivi che intendo perseguire integrando le ricerche svolte dal Cnr nella più vasta rete scientifica nazionale, europea e internazionale attraverso la partecipazione alle infrastrutture dell'Area Europea della ricerca. Inoltre il Cnr intende allinerasi a tutti gli enti di ricerca di maggiore rilevanza internazionale attivando iniziative nel settore dell'etica della ricerca e della research integrity.
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