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    Predefinito Gli italiani si fidano del governo

    di Vincenzo La Manna

    Italiani e Pdl? Tutto bene, come sempre.
    Silvio Berlusconi prova a voltare pagina, accantonando per un po’ ansie e tensioni, figlie soprattutto di quel filone giudiziario su appalti e prebende non del tutto archiviato.
    D’altronde, ci sarà tempo per soppesare bene accuse e fatti circostanziati, prima di muoversi di conseguenza.
    E valutare, nell’attesa, quanto sia utile, oltre che possibile (già pesa infatti il «niet» di Umberto Bossi), riallacciare in qualche modo il rapporto con l’Udc di Pier Ferdinando Casini.
    Per adesso, l’importante è rivendicare i risultati ottenuti:
    «Siamo il governo del fare e continueremo a lavorare con il profondo amore per il Paese che guida ogni nostra iniziativa».

    È attraverso un messaggio scritto, inviato a Palermo alla manifestazione «Il Pdl per l’Italia del futuro», organizzata dal senatore Carlo Vizzini, che il premier coglie l’occasione per rilanciare i meriti di Palazzo Chigi. E per puntare su un aspetto che acquista un significato politico particolare, alla luce di quanto si muove nelle procure e si legge sui giornali:
    «Gli italiani si fidano di noi, di un governo che raccoglie la loro esigenza di sviluppo, di libertà, di opportunità e che rende l’Italia protagonista in Europa contro l’avanzata della speculazione sull’euro».

    Orgoglio per quanto realizzato, dunque.
    Nella consapevolezza che il Pdl gode sempre di buona salute, quando si presenta alle urne.
    Così - nel discorso preparato per il convegno dei Riformisti europei - il premier rimarca:
    «È proprio dalla partecipazione costante di migliaia di cittadini che un grande partito come il nostro, principale espressione del governo del fare, è il vero protagonista nella democrazia del Paese e riesce, ad ogni elezione, ad essere premiato dai cittadini».
    Un punto fermo, che risponde, seppure in maniera indiretta, anche allo scenario delineato dall’ex segretario del Pd, Dario Franceschini, «pronto a fare qualsiasi cosa» nel caso in cui maturino le condizioni per un governo tecnico o di emergenza, «che superi Berlusconi e vada oltre Berlusconi».

    Speranze «infondate» e «ridicoli sono i suoi timori» verso una «svolta autoritaria alle porte», fa notare Osvaldo Napoli, senza dimenticare che «mai le elezioni, sia pure anticipate, sono state foriere di minacce simili». Parla invece di «astrattezza», Sandro Bondi, in merito all’ipotesi di un governo tecnico, che «equivale a voler sospendere la democrazia».
    E punta l’indice contro l’aspetto «più deleterio» di tale ipotesi: «Baloccarsi in tali inutili elucubrazioni significa di fatto rinunciare a svolgere il ruolo che spetta all’opposizione: quello di occuparsi dei problemi del Paese preferibilmente secondo uno spirito costruttivo e responsabile».
    Ma, al di là di auspici e posizionamenti, non ci sarebbe comunque trippa per gatti, stando alle parole del Cavaliere, pronto a volgere lo sguardo al programma futuro.
    «Nonostante questi grandi risultati - incalza - abbiamo innanzi a noi altre importantissime sfide da vincere, per far diventare l’Italia un Paese moderno ed efficiente. Una di queste è, senz’altro, il rilancio del nostro Mezzogiorno, attraverso quel Piano che porterà il Sud verso una nuova rinascita economica e culturale». Una rinascita che «non può prescindere dalla lotta alla criminalità organizzata, che stiamo portando avanti con provvedimenti efficaci presi dal nostro governo, con risultati straordinari». Lo testimoniano i dati: «Gli arresti di latitanti mafiosi sono aumentati del 77% e i beni confiscati alle cosche hanno visto una crescita del 360%».

    Da un messaggio all’altro, in linea con la contingente strategia comunicativa.
    Ma stavolta il tema è molto più delicato e la seconda dichiarazione arriva in occasione della V Giornata nazionale del malato oncologico.
    «Il nostro governo sta facendo di tutto per fare in modo che un male considerato a lungo incurabile diventi sempre più curabile, fino alla sua definitiva sconfitta», scrive Berlusconi, nel testo letto da Gianni Letta (premiato nella fattispecie con il «Cedro d’oro»).
    Per il presidente del Consiglio, che trascorre la domenica ad Arcore, i tantissimi volontari delle associazioni impegnate nell’assistenza sono «l’espressione di un’Italia generosa e altruista, di un’Italia che ama il prossimo e al prossimo si dona».
    Una «bandiera dell’Italia migliore, di quell’Italia che mi fa pensare che l’amore vince sempre sull’invidia e sull’odio».

    dalla pg. 4 de ilgiornale.it 17 05 2010

    saluti

  2. #2
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    Predefinito Rif: Gli italiani si fidano del governo

    Citazione Originariamente Scritto da mustang Visualizza Messaggio
    di Vincenzo La Manna

    Italiani e Pdl? Tutto bene, come sempre.
    Silvio Berlusconi prova a voltare pagina, accantonando per un po’ ansie e tensioni, figlie soprattutto di quel filone giudiziario su appalti e prebende non del tutto archiviato.
    D’altronde, ci sarà tempo per soppesare bene accuse e fatti circostanziati, prima di muoversi di conseguenza.
    E valutare, nell’attesa, quanto sia utile, oltre che possibile (già pesa infatti il «niet» di Umberto Bossi), riallacciare in qualche modo il rapporto con l’Udc di Pier Ferdinando Casini.
    Per adesso, l’importante è rivendicare i risultati ottenuti:
    «Siamo il governo del fare e continueremo a lavorare con il profondo amore per il Paese che guida ogni nostra iniziativa».

    È attraverso un messaggio scritto, inviato a Palermo alla manifestazione «Il Pdl per l’Italia del futuro», organizzata dal senatore Carlo Vizzini, che il premier coglie l’occasione per rilanciare i meriti di Palazzo Chigi. E per puntare su un aspetto che acquista un significato politico particolare, alla luce di quanto si muove nelle procure e si legge sui giornali:
    «Gli italiani si fidano di noi, di un governo che raccoglie la loro esigenza di sviluppo, di libertà, di opportunità e che rende l’Italia protagonista in Europa contro l’avanzata della speculazione sull’euro».

    Orgoglio per quanto realizzato, dunque.
    Nella consapevolezza che il Pdl gode sempre di buona salute, quando si presenta alle urne.
    Così - nel discorso preparato per il convegno dei Riformisti europei - il premier rimarca:
    «È proprio dalla partecipazione costante di migliaia di cittadini che un grande partito come il nostro, principale espressione del governo del fare, è il vero protagonista nella democrazia del Paese e riesce, ad ogni elezione, ad essere premiato dai cittadini».
    Un punto fermo, che risponde, seppure in maniera indiretta, anche allo scenario delineato dall’ex segretario del Pd, Dario Franceschini, «pronto a fare qualsiasi cosa» nel caso in cui maturino le condizioni per un governo tecnico o di emergenza, «che superi Berlusconi e vada oltre Berlusconi».

    Speranze «infondate» e «ridicoli sono i suoi timori» verso una «svolta autoritaria alle porte», fa notare Osvaldo Napoli, senza dimenticare che «mai le elezioni, sia pure anticipate, sono state foriere di minacce simili». Parla invece di «astrattezza», Sandro Bondi, in merito all’ipotesi di un governo tecnico, che «equivale a voler sospendere la democrazia».
    E punta l’indice contro l’aspetto «più deleterio» di tale ipotesi: «Baloccarsi in tali inutili elucubrazioni significa di fatto rinunciare a svolgere il ruolo che spetta all’opposizione: quello di occuparsi dei problemi del Paese preferibilmente secondo uno spirito costruttivo e responsabile».
    Ma, al di là di auspici e posizionamenti, non ci sarebbe comunque trippa per gatti, stando alle parole del Cavaliere, pronto a volgere lo sguardo al programma futuro.
    «Nonostante questi grandi risultati - incalza - abbiamo innanzi a noi altre importantissime sfide da vincere, per far diventare l’Italia un Paese moderno ed efficiente. Una di queste è, senz’altro, il rilancio del nostro Mezzogiorno, attraverso quel Piano che porterà il Sud verso una nuova rinascita economica e culturale». Una rinascita che «non può prescindere dalla lotta alla criminalità organizzata, che stiamo portando avanti con provvedimenti efficaci presi dal nostro governo, con risultati straordinari». Lo testimoniano i dati: «Gli arresti di latitanti mafiosi sono aumentati del 77% e i beni confiscati alle cosche hanno visto una crescita del 360%».

    Da un messaggio all’altro, in linea con la contingente strategia comunicativa.
    Ma stavolta il tema è molto più delicato e la seconda dichiarazione arriva in occasione della V Giornata nazionale del malato oncologico.
    «Il nostro governo sta facendo di tutto per fare in modo che un male considerato a lungo incurabile diventi sempre più curabile, fino alla sua definitiva sconfitta», scrive Berlusconi, nel testo letto da Gianni Letta (premiato nella fattispecie con il «Cedro d’oro»).
    Per il presidente del Consiglio, che trascorre la domenica ad Arcore, i tantissimi volontari delle associazioni impegnate nell’assistenza sono «l’espressione di un’Italia generosa e altruista, di un’Italia che ama il prossimo e al prossimo si dona».
    Una «bandiera dell’Italia migliore, di quell’Italia che mi fa pensare che l’amore vince sempre sull’invidia e sull’odio».

    dalla pg. 4 de ilgiornale.it 17 05 2010

    saluti
    ---------
    Ma il Pd sogna un esecutivo di emergenza!

    RomaIl Pd è «pronto ad un governo che superi Berlusconi e vada oltre Berlusconi», annuncia Dario Franceschini. Sul come e con chi farlo, il capogruppo democratico a Montecitorio si tiene sul vago, ma una cosa è chiara: mancando all’opposizione i numeri in Parlamento, il governo «oltre Berlusconi» andrebbe costituito con pezzi di maggioranza, tra Pdl e Lega, disponibili al «superamento».
    Sarebbe, spiega Franceschini, una necessaria «risposta di emergenza» nel caso in cui il governo entrasse in crisi. Ma, soprattutto, nel caso in cui Berlusconi «decidesse un colpo di mano per tornare sul terreno su cui è più bravo, quello delle elezioni anticipate». Ecco: davanti allo scenario di una fine prematura della legislatura e all’ipotesi che Berlusconi cerchi di «andare al voto per liberarsi degli ultimi ingombri, di Fini, di tutti quelli che gli danno fastidio e per avere un mandato totale», il Pd dovrebbe accantonare le proprie diatribe su «prospettiva, coalizioni, vocazione maggioritaria» ed essere pronto a «difendere la democrazia e le regole di convivenza comune». Insieme a chi ci sta.
    Ad esultare è l’Udc: «Finalmente anche dalle parti del Pd qualcuno si sveglia», celebra il segretario Lorenzo Cesa. Esattamente una settimana fa, e dal medesimo studio di In mezz’ora, la trasmissione di Lucia Annunziata, Pier Ferdinando Casini aveva lanciato l’idea di un «governo di salute pubblica», ovviamente per fare «le riforme», con dentro di tutto un po’: destra, centro e sinistra. A stretto giro era arrivata la doccia fredda di Pierluigi Bersani: «Meglio lavorare per l’alternativa», aveva detto il segretario Pd. Ma nel suo partito, nell’ultima settimana, si sono moltiplicati i segnali di disponibilità, da Matteo Colaninno (che indica Tremonti come possibile perno di un «esecutivo amplissimo» chiamato a gestire la crisi) al veltroniano Enrico Morando che apre al dialogo su «riforme economiche strutturali». Di possibile «governo di unità nazionale» parla con chiarezza anche l’ex Ppi Peppe Fioroni, che avverte che è «irresponsabile seguire la cetra del novello Nerone, Antonio Di Pietro, che continua a strattonarci perché pensa di lucrare se si andasse al voto anticipato». Oggi Fioroni constata soddisfatto che anche Franceschini si è convertito al «senso di responsabilità» che deve spingere il Pd a «anteporre la salvezza dell’Italia ai propri interessi». Ora, aggiunge l’ex ministro - sottolineando che l’ala ex Ppi è con lui - «tocca a Bersani» dare un segnale. Il segretario del Pd intanto attacca sulla corruzione: invita alle dimissioni chi è colpito da inchieste e liquida il centrodestra come un «cesto di mele marce». Toni più da pre-campagna elettorale che da larghe intese.

    di LCes alla pg. 4 de ilgiornale.it 17 05 2010

    saluti

 

 

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