Tratto dal libro di A. Di Pietro "Il Guastafeste":
INIZIANO PER LEI GLI ANNI PIU' DIFFICILI.
ATTACCHI; DOSSIER; DENUNCE,
INCHIESTE...
Aveva già cominciato Craxi a sfoderare presunti poker coprirmi di fango.I primi dossieraggi contro di me, tra il 1992 e il 1994,erano nati in ambito craxiano, il "dossier Achille"; poi la raccolta d'informazioni messa insieme da Paolo Simonetti, il finanziere che lavorava nell'ufficio del PM Tiziana Parenti; poi ci sono i tabulati telefonici delle mie chiamate che arrivano nelle mani di Craxi e le intercettazioni telefoniche abusive che subiamo io e l'avvocato Giuseppe Lucibello.
Vengo da subito spiato,la mia vita viene rivoltata come un calzino;parte la raccolta sistematica di anonimi, di falsità, di veleni... A un certo punto,nel 1994,alle manovre di Bettino si unisce Berlusconi.
All'inizio, Berlusconi lavora su due piani: da una parte mi blandisce, mi corteggia, cerca di portarmi dalla sua parte e addirittura dentro il suo governo; dall'altra comincia a raccogliere tutta la spazzatura che trova contro di me, per usarla in caso di rifiuto.
Inizia Paolo Berlusconi, il fratello minore, già sotto indagine. Comincia a collezionare tutti i dossier,gli anonimi,le voci e le calunnie su di me in circolazione già dal 1992. Alla fine di luglio del 1994, qualcuno assembla il tutto in un volume dattiloscritto intitolto "Riepilogo abusi D.P.". Ci sono notizie di favoritismi che io avrei fatto a questo o a quell'indagato, c'è la notizia (falsa) che il banchiere Pierfrancesco Pacini Battaglia avrebbe pagato cinque miliardi di franchi svizzeri a un mio amico, l'avvocato Lucibello, in cambio di un trattamento giudiziario di favore.
Poi nasce la fase A, l'operazione Gorrini. Con Giancarlo Gorrini sono stato per anni in buoni rapporti, ma lui a un certo punto si mette in contatto con Paolo Berlusconi, gli promette di raccontargli i suoi passati rapporti con me, sperando di avere in cambio da Berlusconi un aiuto per la sua socieà d'assicurazione, la MAA,che era sull'orlo del fallimento. Racconta di avermi regalato una Mercedes usata, di avermi fatto un prestito di cento milioni, di aver ripianato, dietro mia richiesta, i debiti di gioco di Eleuterio Rea,un poliziotto poi diventato comandante dei vigili urbani a Milano. Il tutto,non per spontanei gesti d'amicizia, ma perchè velatamente costretto da me.
Stia attento alle date: il 3 ottobre 1994 io porto in dibattimento, nel processo Enimont, il teste Giorgio Tradati, amico e cassiere di Craxi, che racconta il sistema dei suoi conti esteri, aprendo cosi la via futura scoperta anche dei conti All Iberian, che erano di Berlusconi; la mattina dopo, il 4 ottobre, inizia l'operazione Gorrini. Proprio quel giorno, l'assicuratore consegna a Paolo Berlusconi cinque fogli manoscritti e firmati intitolati "Promemoria" che contengono le sue accuse contro di me. Paolo Berlusconi ne fa subito una copia, la allega al dossier "Riepilogo Abusi D.P." e la manda agli ispettori del Ministero della giustizia. Alla fine di ottobre del 1994, tutto il fango raccolto su di me è nelle mani del capo degli ispettori, Ugo Dinacci.
LA COPIA DEL DOSSIER CONTRO DI LEI, CHE PAOLO BERLUSCONI SI ERA TENUTO, FA UN LUNGO GIRO. PAOLO LA DA' IN CUSTODIA ALLA SUA EX MOGLIE, CHE PASSA ALLA FIGLIA, CHE LA CEDE AL FIDANZATO, CHE LA GIRA A UN ESPERTO IN ARTI MARZIALI, LUCIANO PANCIROLI, CHE TENTA DI VENDERLA PER RICAVARCI DEI SOLDI. LA OFFRE ALLA LEGA, MA IL SUO SEGRETARIO ROBERTO CALDEROLI, A FINE 1995, INTERROMPE LA CATENA (E IL RICATTO) DENUNCIANDO ALLA POLIZIA IL TENTATIVO DI METTERE IN CIRCOLO "CARTE DAL CONTENUTO GRAVISSIMO CONTRO DI PIETRO"
Si, Calderoli, allora blocca la manovra contro di me.
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