Sarà perché non ho mai letto il contenuto delle intercettazioni riguardanti Berlusconi e la Carfagna, sarà perché non sono assatanato come certi sinistroidi e ne ho solo sentito parlare...
Sarà che ho un po' di tempo da perdere stavolta ho deciso di andarle a cercare.

Per cui, Google... "conversazioni berlusconi carfagna" e salta fuori al primo posto 'sta roba qui:

http://politica20.wordpress.com/2008...agna-e-i-blog/


Pubblichiamo un interessante articolo de “LOpinione delle Libertà” che racconta molto bene attraverso un esempio, quanto oggi i blog possano condizionare la politica e l’informazione.Dopo la falsa intercettazione

Il mondo dei blog fa paura

di Stefano Magni

La privata repubblica” è un blog. Non è uno di quei blog seriosi, ma è caratterizzato da una gran dose di creatività, di spirito polemico e di umorismo. Chi lo va a leggere non ha alcuna possibilità di prenderlo sul serio.

Non può credere che sia il sito di un nuovo movimento estremista, quando vede che il suo amministratore ha postato una serie di finti manifesti elettorali “Per il prossimo golpe del 2008”. In uno prende di mira la nuova Dc, con la foto del ritrovamento del corpo di Moro e lo slogan dell’Udc “Io c’entro”. O la foto di Pinochet e lo slogan veltroniano “Non cambiate governo. Rovesciatelo”.

Non si può credere di trovarsi di fronte a un sito di un movimento eversivo, quando si trova una parodia dell’allarme lanciato da Magdi Allam sulle minacce di Al Qaeda, con tanto di citazioni (più o meno) esilaranti di una serie di finti forum jihadisti.

Eppure, quando in questo sito è stata pubblicata una conversazione pecoreccia tra Fedele Confalonieri e Silvio Berlusconi su Mara Carfagna (e insulti agli alleati del Cavaliere), in tanti si sono subito convinti che si trattasse di documenti autentici, usciti direttamente dai cassetti dei magistrati.

L’amministratore del sito “La privata repubblica” è uno studente padovano ventiduenne di giurisprudenza, uno che nell’intervista rilasciata a “Il Riformista” non vuole rivelare il suo nome, si definisce una persona “che non è niente”: non è di sinistra, ma non si identifica in questa destra.

Nella notizia che era circolata su AdnKronos si leggeva che il sito fosse registrato alle Antille, una cosa torbida e misteriosa, dunque.
Quando invece si trattava di un normalissimo blog registrato presso la società Aruba.it, Arezzo.

“Dietro di me non ci sono i servizi segreti” tiene a precisare il blogger in un’altra intervista.
Lo scherzo è durato poche ore.
Dopodiché il sito è scomparso dalla rete.

“Sito web in manutenzione” si leggeva.
Il giorno dopo è riapparso, ma senza il post con la conversazione incriminata.

Il mondo dei bloggers è entrato in allarme perché temeva che fossero
intervenute le autorità, pur senza alcun avviso.
In un secondo momento è circolata la notizia dell’oscuramento effettuato dalla polizia postale.

Poi è stato lo stesso blogger a far cessare l’allarme: è il server che non ha retto, non è stato un oscuramento. Ma le minacce di querela di Nicolò Ghedini, legale di Berlusconi, fanno pensare a possibili future azioni legali. E tra i blogger infuria il dibattito.

Si va dallo scherno, per chi ha abboccato: “Ieri Dagospia e AdnKronos cascano in una burla organizzata da un ragazzo: roba da far impallidire quelli che fecero le finte teste di Modigliani”.

Alla paura di chi teme un nuovo regime repressivo su Internet, come in Cina: “Berlusconi vada sereno alle Olimpiadi di Pechino, si sentirà a casa”, si legge sul blog del romanziere Antonio Pagliaro.
Il resto ve lo risparmio perché abbastanza palloso.

Magari voi siete più informati e questa roba già la conoscete ma adesso aspetto che qualche sinistroide fissato mi dii qualche spiegazione in merito.



Che goduria...