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    Predefinito L'Intolleranza Cattolica e lo Stato

    Di Arturo Reghini:

    Il numero di Luglio della rivista "Gerarchia" diretta da Benito Mussolini, contiene al posto di onore un magnifico ed importantissimo articolo di Vilfredo Pareto intitolato "Libertà".
    Per ammaestramento e per godimento intellettuale dei lettori della nostra Rassegna sarebbe bene riportare per intero questo scritto del grande sociologo italiano; ma non ci è consentito, e non possiamo che riprodurne la parte che più direttamente ci sembra per noi interessante, consigliando i lettori a darsi la pena di leggere il resto in "Gerarchia".L'importanza dello scritto deriva sia dall'eccezionale competenza dell'autore, sia dallo speciale carattere della rivista in cui appare, sia ancora dall'interesse dell'argomento in questo momento politico e dalle preoccupazioni che desta in parte del popolo italiano.Vilfredo Pareto, l'insigne pensatore per cui merito la sociologia è assurta a dignità di scienza logico-sperimentale, compiendo il passo che la fisica fece tre secoli or sono per merito di Galileo, lo scienziato che nel ciclopico "Trattato di Sociologia Generale" e negli altri suoi scritti, con poderosa argomentazione, con cultura imponente, con deliziosa ironia, ha demolito errori e pregiudizi di popolo e di scienziati, attaccando in pari tempo la religione umanitaria e quelle cristiane, il mito del progresso e della libertà, il moralismo protestante, l'ideologia hegeliana, i falsi positivismi del Comte, dell'Ardigò e dello Spencer, le pazzie socialistiche e comuniste, ecc;
    in questo articolo batte in breccia il feticcio della libertà e le ideologie che vi si connettono;ed ha occasione frattanto di occuparsi anche dell'attuale ripresa cattolica.
    Ecco quanto egli scrive in proposito:
    "Rimangono altri pericoli, tra cui principali quelli che potrebbero nascere da chi mette la veste di amico per compiere, sia pure involontariamente, opera che di amico non è;che pare e forse vuol fare il bene, ma che riesce invece a fare il male.
    "Per esempio, cè da stare attenti alla via che si apre con il crescere le imposte agli agricoltori ed ai possidenti, od altrimenti deprimerli, sia per soddisfare etici precetti o dogmatismi finanziari.Gli agricoltori sono il principale elemento di stabilità della nazione e per un governo cè poca scelta; conviene o che prenda il suo punto d'appoggio su di essi, o che lo cerchi sui "sovversivi"; e non può rimanere campato per aria tra l'uno e l'altro.
    "Altro esempio.Minacciosa appare una dedizione al partito cattolico, che esige più di quanto voglia e possa dare, e che quindi può essere cagione di danni non lievi, come già fu in altri paesi, per esempio in Francia ai tempi della Restaurazione ed a quelli del secondo Impero, pure tacendo gli altri.In Italia pare più moderato, ma pure accenna a voler trarre la pubblica podestà oltre ai limiti che storicamente appaiono giovevoli ad essa ed alla nazione.Le declamazioni sulla "letteratura immortale", la pretesa di dare veste cattolica alla scuola, e sino il bruciamento delle bibbie protestanti sono eccessi con effetti per ora non gravi ma che potrebbero, crescendo, diventare simili a quelli delle "missioni all'interno" della Restaurazione francese, o in tempi maggiormente prossimi, analoghi a quelli delle manifestazioni clericali sotto la Presedenza del maresciallo di Mac-Mahon.
    "La storia mostra sicuramente che vi è più male da temere che bene da sperare da limitazioni della "libertà" religiosa.Nuoce al sentimento religioso molto più il fanatismo che la tolleranza.Giova che lo Stato rispetti ogni religione, compresa quella che ha nome dal "libero pensiero", e che non tenti menomamente di imporne alcuna.
    "Similmente, se la libertà di insegnamento può essere ristretta nelle scuole elementari, non intera nelle secondarie, conviene invece che non abbia limite nelle Università, e che in queste si possano insegnare le teorie di Newton, come quelle di Einstein, le teorie del Marx come quelle della "scuola storica".Vorrei aggiungere, ma per carità!che non mi sentano i reggitori delle nostre Università, che per la scienza logico sperimentale, tanto valgono le teorie del Marx che quelle di molti avversari del socialismo, oppure di socialisti ufficiali, ben accetti alla demagogia plutocratica;tanto bene tartassati dal compianto G.Sorel, oppure ancora degli "umanitari" e dei Tolstoiani".
    Noi condividiamo interamente quanto abbiamo citato.Il Pareto, che ha mostrato nelle sue opere l'importanza preponderante dei fattori illogici sentimentali, dei "residui" e delle "derivazioni", nei fenomeni politici, considera qui coll'occhio spregiudicato dell'osservatore superiore e competente queste manifestazioni dell'intolleranza cattolica, e la sua coscienza di italiano e di storico lo porta a mettere il governo in guardia contro il pericolo.
    La Massoneria è stata la pria grande organizzazione che storicamente da più di due secoli ha preso a cardine della sua attitudine la tolleranza religiosa.Il congresso di Wilhelmstadt del 1780, insistendo sopra questo atteggiamento, non fece che seguire ed applicare le Costituzioni del 1723.La Massoneria è una associazione eminentemente spiritualista, aconfessionale, tollerante.Essa non combatte nè la religione, nè le religioni e neppure le Chiese.Essa combatte solo l'intolleranza religiosa da qualunque parte venga e le sopraffazioni che l'intolleranza presumerebbe commettere nel terreno sociale.
    Tra lo spirito di serena tolleranza massonica ed il demone dell'intolleranza cattolica il contrasto è fatale; ma non è colpa della Massoneria se in fatto di intolleranza la Chiesa cattolica, il partito cattolico, la mentalità cattolica eccellono sopra a tutti.La tradizione massonica e l'amore per la patria concordano dunque nell'indurci ad una giustificata opposizione contro l'intolleranza e l'invadenza cattolica.
    E poichè sappiamo in quale alta estimazione Benito Mussolini tenga meritatamente il grande sociologo, di cui seguì i corsi all'università di Losanna, riteniamo che il pensiero del Maestro, espresso nella rivista di Mussolini, collimi, sostanzialmente almeno, col pensiero del Duce, e quindi ci è gradito constatare che il monito autorevole del Pareto può rivestire un carattere ufficioso se non ufficiale.
    Che i cattolici, i nazionalisti, i gesuiti e tutti i figli di preti si diano un gran da fare nel paese, nei partiti, in Vaticano per imporsi al governo, per sfruttare il momento e la debolezza nostra, si comprende; ma che una dedizione della politica italiana alle pretese clericali possa essere nelle intenzioni di Mussolini non ci sembra dunque che possa sostenersi onestamente.Perciò la campagna contro di noi e contro Mussolini a base di pettegolezzi e di pretese rivelazioni oltre ad essere indegna ed inopportuna massonicamente e patriotticamente, è errata alla base.I dissidenti che, d'accordo con Palazzo Giustiniani, vanno conducendo tale campagna, ragionano così: Mussolini è un gesuita perchè protegge i preti e condanna la Massoneria per far loro piacere, Palermi è un gesuita perchè sostiene Mussolini, lo scrittore di queste pagine è un gesuita perchè sostiene Mussolini e Palermi, il lettore di queste pagine è un gesuita perchè le legge, ed avanti di questo passo.
    A noi pare che questo ragionamento sia sbagliato alla base.
    Non possiamo tacciare Mussolini di gesuitismo perchè segue una politica conciliante.Comprendiamo bene che Mussolini si ponga di fronte alla Chiesa cattolica in posizione diversa da quella tenuta da una associazione universale, secolare, iniziatica come la Massoneria.Altro compito ed altra funzione.Egli è un uomo di stato e dal punto di vista della scienza o dell'empirismo politico deve tenere nel debito conto, per il bene della nazione, che la religione cattolica ha tutt'ora una grande importanza in Italia.
    Noi non pensiamo che nella realtà della vita spirituale essa possa giustamente ritenersi la religione dominante in Italia.Rari ci sembrano oggi i credenti per i quali l'assistenza dell'angelo custode, la tentazione del demonio, l'incubo della dannazione, le preoccupazioni spirituali costituiscano delle realtà quotidiane intensamente vissute.Gran parte della credenza cristiana è caduta in prescrizione nella coscienza stessa dei fedeli; e, come il Pareto ha mostrato, quel che oggi può dirsi vivente, cattolicamente vivente perchè da tutti o quasi professata e riverita, è soltanto la morale cristiana, la morale della foglia di fico, il mito virtuista con tutti i suoi pregiudizi.Quanto al resto, in Italia almeno, domina l'indifferentismo religioso.E una vecchia caratteristica nazionale che ci ha permesso di restare indifferenti alle lotte religiose dei secoli scorsi cui Germania, Inghilterra, Francia han partecipato con tanta passione.
    L'eredità pagana ed i fasti delle Chiesa, vista ed apprezzata da vicino, spiegano, secondo il Machiavelli, questo fatto.
    (Fine prima parte)

    •   Alt 

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    Predefinito

    Ma pur tenendone conto, una religione cattolica cè, cè una Chiesa, una mentalità, ci sono dei bisogni sentimentali cui essa soddisfa, degli effetti sociali che essa determina.Il capo del Governo da tutto questo non può nè deve prescindere pur senza asservire il governo: ma da questo all'esser gesuiti ci corre.
    Il popolo, dicesi, ha bisogno di una religione o di un suo surrogato.E se presenta pericoli il fanatismo religioso, abbiamo pure veduto che pericoli e danni ci sono anche nel fare appello ai soli bisogni del ventre, i soli riconosciuti dal "determinismo economico".Bastano dunque delle considerazioni puramente sociali e patriottiche per giustificare il proposito di Mussolini di vivificare i valori spirituali, capaci di rinsaldare la compagine sociale e di aumentare la forza morale nazionale.E il nostro Ordine, che ha per base la conoscenza spiritualistica iniziatica ed il sentimento patriottico, è tratto per sua stessa natura a favorire ogni intendimento di questo genere.
    Ma tutti coloro che pur essendo profondamente spiritualisti non appartengono alla confessione cattolica, sia perchè ne seguono altre, sia perchè al credere preferiscono il cercare od il sapere, non possono naturalmente lasciarsi turlupinare dalla pretesa affacciata dai cattolici, per i quali ristabilire i valori spirituali significa costituire con espedienti materiali una posizione di privilegio alla Chiesa cattolica, accodare lo Stato alla Chiesa, combattere gli ebrei, i protestanti, lo spiritismo, la teosofia, vilipendere Mazzini e sciogliere la Massoneria.L'identificazione dei valori spirituali colle credenze cattoliche sarebbe una truffa ai danni della nazione.
    Tra le altre esiste ancora, in Italia, una tradizione spiritualista indigena, pura, pitagorica, romana, non esotica per origine e per carattere.E una gloriosa catena spirituale che da Pitagora, Virgilio, Ovidio, Boezio, Dante, Bruno, Campanella, sino al Caporali, si perpetua ancor oggi.E lo spiritualismo dei misteri massonici, di origine tradizionalmente pitagorica, nella coscienza di molti fratelli si riconnette ai misteri classici della epoca imperiale, ed è più che mai vivo, italianamente, paganamente vivo.Se mai, sarebbe logico che la preferenza venisse accordata a questi valori spirituali, italianamente puri.
    Ma noi non pitocchiamo appoggi.Noi non pretendiamo di possedere la verità, nè che fuori di noi non vi sia salvezza; non proclamiamo di avere assistenza sovrumana, nè di avere un capo infallibile, e neppure di essere la religione dominante; ma abbiamo però fiducia, per davvero, in noi stessi e nel valore della nostra scuola e sapienza; non siamo come taluno pensa o vorrebbe una società in disgregazione; e perciò non sentiamo il bisogno di carpire artatamente posizioni privilegiate; nè di farci sostenere dal governo e mantenere coi denari di tutti i contribuenti dello Stato, anche di quelli che la pensano diversamente da noi.
    Senza il sostegno del braccio secolare e delle commendatizie celesti, senza sbandierare la privativa del salvataggio, compiamo la nostra opera di illuminazione spirituale, e ci basta che il fanatismo cattolico non trovi nel governo l'aiuto di cui abbisogna per soffocare colle persecuzioni la grande e libera tradizione spiritualista massonica ed italiana.E questo chiediamo non per noi, usi a superare nei secoli l'incomprensione, l'intolleranza e l'odio profano e teologico, ma per la futura grandezza della patria nostra, per la gloria e la potenza della civiltà occidentale, che non può pienamente manifestarsi senza il libero fiorire della mentalità, dell'anima, dell'antichissima sapienza italica.
    L'Impero per essere degno del nome, per essere giustamente erede e continuatore dello Impero romano, occorre che si riallacci coscientemente a tutta quella via imperiale, pagana, profondamente spirituale, che, sommersa da sedici secoli or sono dalla barbarie nordica e dalla democrazia ebraica, ancora permane nell'intimo della stirpe. Questo sentiva e pensava Napoleone, pur servendosi del concordato.
    L'articolo di Vilfredo Pareto, autorevolmente ammonitore, ci conforta nelle nostre speranze, e ci permette di prevedere che l'intollerante fanatismo cattolico non troverà complicità nel governo.
    Ecco perchè, come italiani e come liberi muratori diamo il nostro consenso a Benito Mussolini.Egli è un grande "costruttore", e perciò, per natura, deve trovarsi d'accordo con tutti noi costruttori.

 

 

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