Mutuo agevolato agli onorevoli
"Quel benefit ci fa comodo"
Il prestito a tasso bassissimo viene sfruttato anche per acquistare i locali delle segreterie politiche. Proteste sul web: "A noi le banche negano i soldi". Storace attacca "Che scandalo". Caputo: "Pago 900 euro di affitto per una sede, tanto vale comprarmela"
di Emanuele Lauria
Il presidente della commissione Attività produttive, Salvino Caputo, il suo bel mutuo a prezzi stracciati l´ha chiesto un mese fa: «Sa com´è, pago 900 euro al mese per l´affitto dei locali della mia segreteria politica. Tanto vale acquistarla, una sede, specie con un tasso d´interesse così vantaggioso». Il numero uno della commissione Antimafia regionale, Calogero Speziale, il prestito super-agevolato l´ha invece ottenuto una quindicina d´anni fa: 150 milioni di allora, utilizzati per un appartamento a Palermo. Anche Salvatore Cintola, ex capogruppo dell´Udc a Palazzo dei Normanni e oggi senatore, non fa mistero di averne usufruito: si è impegnato sino al 2023. Il deputato questore dello stesso partito, Giovanni Ardizzone, fa professione di onestà: «Se capiterà l´occasione, farò richiesta di questo beneficio. Come si dice: non mi chiamo mica giocondo...».

Eccoli, i beneficiari dell´ultimo privilegio emerso dalle nebbie sempre meno fitte del Parlamento siciliano: i componenti dell´Ars possono accedere a un mutuo per l´acquisto della casa con un tasso fisso al due per cento, il resto a carico di un fondo speciale nel bilancio del Parlamento siciliano. Gli onorevoli che ne hanno approfittato non si nascondono: «Voglio solo sfruttare un´opportunità prevista da una convenzione con il Banco di Sicilia», dice Caputo, esponente del Pdl. E Speziale, deputato del Pd, rimarca: «È un benefit che esiste da molti anni, fu previsto per soddisfare le esigenze dei deputati che venivano dalle province più lontane e, viste le difficoltà dei collegamenti, elevavano residenza a Palermo».

Con il tempo le maglie si sono fatte più larghe se è vero che, come ricorda il "veterano" Speziale , «negli anni della presidenza Lo Porto (dopo il 2001, ndr) il contributo fu portato da 150 milioni a 150 mila euro e vennero riconosciute, fra le spese ammissibili, quelle per l´acquisto di una segreteria». Poi, sotto la gestione Micciché, il tetto del prestito è stato elevato da 150 a 300 mila euro. Ma la grande maggioranza dei parlamentari ha ottenuto il mutuo negli anni passati: sono decine, anche se al momento non esiste un dato ufficiale. «Negli anni ´90 il mutuo agevolato lo chiedevano quasi tutti - ricorda ancora Speziale - Oggi, obiettivamente, non so se abbia ancora un senso mantenere questo beneficio. Se lo abolissimo d´un tratto, creeremmo però una discriminazione nei confronti dei deputati neo-eletti».

La pensano in modo decisamente diverso i lettori di Repubblica che ieri hanno inviati numerosi messaggi di indignazione al sito internet del giornale. Uno di essi, che si firma Gabrigold, annota: «Un comune mortale oggi si vede negare sempre più spesso un mutuo o, peggio ancora, rischia di perdere la propria casa acquistata con sacrifici, solo perché, essendo in difficoltà, è costretto a pagare in ritardo una rata». La notizia del mutuo agevolato per gli inquilini di Sala d´Ercole, insieme a quella del contributo da 5 mila euro per i funerali di deputati ed ex deputati, ha scatenato polemiche. Ma non nel mondo politico.

L´unico intervento ufficiale è stato quello del leader de La Destra Francesco Storace: «Quanto accade all´Ars è disgustoso e spiega gli effetti dello sbarramento in politica. Eliminando le voci scomode, si evita che qualcuno possa impedire sconti casa per i deputati e sussidi per i funerali degli onorevoli parenti».

Anche al Senato vengono concesse delle agevolazioni per gli eletti che vogliono acquistare casa. Ma, sottolinea Benedetto Adragna, esponente del Pd e componente del collegio dei questori di Palazzo Madama, «il beneficio figlio di una convenzione con la Bnl non grava in alcun modo sui bilanci del Senato». La domanda resta lì: ha senso che un parlamentare abbia diritto a un mutuo agevolato solitamente concesso a giovani coppie o cittadini meno abbienti? «La risposta è ovviamente no - dice l´ex deputato Franco Piro - Nei primi anni ´90, in un clima di diffidenza nei confronti della politica, il consiglio di presidenza guidato da Capitummino cominciò a mettere mano a questi privilegi. Ho l´impressione che negli ultimi tempi le maglie si siano nuovamente allargate».
Il nuovo presidente dell´Ars Francesco Cascio ha cercato di porre un freno, cancellando una norma di favore per le pensioni dei membri del consiglio di presidenza e annunciando una modifica del rimborso viaggi dei deputati, oggi pagato in modo forfettario con diecimila euro annui. Il deputato del Pd Giuseppe Apprendi promette battaglia: «Chiedo che venga pubblicato sul sito dell´Ars l´elenco dei parlamentari e degli accompagnatori che si sono recati in missione, con i relativi costi». E la proposta finale la fa Baldo Gucciardi, anche lui democratico, membro del collegio dei questori dell´Assemblea: «La verità, le giuro, è che molte di queste agevolazioni non li conosciamo neppure noi, perché derivano da disposizioni che si perdono nella notte dei tempi. È bene che gli uffici dell´Ars raccolgano tutti gli atti che concedono questi benefit in un testo unico. Sì, il testo unico dei privilegi. Così sapremo cosa abrogare e cosa, in quest´epoca di crisi, si può salvare senza
(03 gennaio 2009)

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