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    Red face Fassino: "La sinistra cambi, Nel Paese c'è il rischio di una guerra tra poveri"

    http://www.corriere.it/politica/09_m...4f02aabc.shtml

    L’esponente del Pd: legittimo il respingimento, io stesso ho firmato decine di accordi di riammissione. Ma il premier sbaglia gravemente
    Fassino: "La sinistra cambi, Nel Paese
    c’è il rischio di una guerra tra poveri"
    «No ai senza permesso ma più diritti ai regolari»

    Piero Fassino, le sue dichiarazioni su Lam pedusa — «respingere i barconi non è uno scandalo» — hanno fatto appunto scandalo a sinistra.
    «So bene di aver detto una cosa impopolare a sinistra. Ma credo che sull’immigrazione abbia mo il dovere di avere posizioni credibili e traspa renti. Io come esponente del governo Prodi tra il ’96 e il ’98 ho firmato decine di accordi di riam missione con i Paesi dei Balcani e del Mediterra neo, che prevedono il diritto dell’Italia di rimpa triare nei Paesi da cui erano venuti i clandestini e l’obbligo di questi Paesi di riprenderli. Il respingi mento alle frontiere è un mezzo previsto dagli ac cordi internazionali, e applicato anche dai gover ni di centrosinistra. Se si individua con certezza il luogo da cui è partito un barcone pieno di clan destini è legittimo riportarlo indietro».

    L’Onu ha avanzato un’obiezione, rilanciata da Amato: è stato violato l’obbligo di accertare la presenza di richiedenti asilo.
    «So anch’io che su quei barconi ci sono don ne e uomini che hanno diritto all’asilo, perché vittime di repressioni e persecuzioni. Anche se, non siamo ipocriti, sappiamo bene che invocare immediatamente il diritto di asilo anche quando non se ne ha titolo è un mezzo cui ricorrono mol ti clandestini. In ogni caso, il problema c’è. Sono il primo ad auspicare che chi ne ha diritto sia tutelato, e c’è un mezzo per farlo: distinguere al l’origine chi ha diritto all’asilo e chi è un migran te clandestino. Per questo avanzo una proposta, di cui ho parlato con l’Alto commissario Onu per i rifugiati, il mio vecchio amico Guterres. Chiediamo al governo di aprire uffici in Libia e negli altri Paesi in cui lo si ritenga utile, a cui si possa rivolgere chiunque voglia chiedere asilo. E le commissioni ministeriali che devono valuta*re la concessione si rechino periodicamente sul posto per decidere chi ha diritto e chi no e garan tire che chi dev’essere accolto come 'asilante' abbia subito il visto dai nostri consolati».

    Franceschini si è richiamato alla posizione della Chiesa, molto dura sui rimpatri.
    «Capisco e rispetto la posizione della Chiesa. Ma chi esercita responsabilità politiche e istitu zionali ha il dovere di applicare le leggi e tutelare la sicurezza dei cittadini».

    È giusto introdurre il reato di immigrazione clandestina?
    «No, è un errore. Stiamo riempiendo le carceri di clandestini, rendendo molto più difficoltoso il rimpatrio. Ed è una vergogna impedire l’iscrizio ne all’anagrafe del figlio di un immigrato clande stino. Così come è inaccettabile continuare a ta gliare gli aiuti per la cooperazione: se non voglia mo che vengano tutti qui, sarà bene preoccupar si di farli vivere meglio là. Maroni e il governo stanno usando una misura legittima, come il re spingimento alle frontiere, per coprire tutti gli al tri provvedimenti, che sono sbagliati. Ma se noi facciamo d’ogni erba un fascio, diamo una mano a Maroni e al governo. Affrontiamo invece i pro blemi per quello che sono, e per questa via scon figgiamo l’impostazione della destra».

    Fassino, c’è qualcosa da rivedere nella linea della sinistra sull’immigrazione?
    «Bisogna vedere il fenomeno nella sua com plessità. L’Italia vive un passaggio delicato: sino a poco tempo fa, la quantità di extracomunitari residenti non superava il 5% della popolazione, una dimensione tutto sommato marginale e quindi governabile. Ma oggi essa sta rapidamen te aumentando. Ora siamo al 7%. Nel 2020, cioè tra pochi anni, saremo tra il 10 e il 15%. Una di mensione che peraltro c’è già oggi nel Nord, a Brescia, a Reggio Emilia, nel Modenese, nel Nord-Est. È una presenza strutturale e necessa ria. Senza immigrati il sistema produttivo italia no avrebbe gravi buchi: nelle cascine tra Berga mo e Verona i lavoratori che mungono le muc che hanno tutti il turbante; nell’Agro campano i pomodori sono raccolti da stagionali del Sene gal; nell’edilizia molti sono romeni, moldavi, al*banesi; due terzi delle colf sono sudamericane, somale, filippine».

    Berlusconi ha appena detto che non vuole una società multietnica.
    «Sbaglia, e gravemente. Prendiamo atto con onestà che l’Italia — come lo sono già Francia e Germania — diventerà un Paese multietnico, multiculturale, multireligioso. Va respinta que sta fobia, che la Lega agita di continuo, per cui ogni immigrato è un pericolo per la sicurezza dei cittadini. Le statistiche dicono che il 95% degli immigrati sono persone perbene. Sulle proposte alla Salvini che cavalcano la paura dobbiamo essere durissimi: basta con l’idea che bisogna difendersi da chiunque abbia la pelle di colore diverso».

    Tutto bene così, allora?
    «No. Con altrettanta onestà, dobbiamo rico noscere che quando il fenomeno assume quel le dimensioni diventa più importante ancora gestirlo bene. Occorre vedere i due corni del problema. Il primo: nel momento in cui gli im*migrati aumentano sempre più, bisogna esse re rigorosi nella lotta alla clandestinità. La sini stra non deve leggerla come una forma di per secuzione; anzi, la lotta alla clandestinità e ai trafficanti è una delle condizioni per poter go*vernare bene l’immigrazione legale. E quindi si devono usare i mezzi che la legge consente, compreso il rimpatrio: se non siamo d’accordo su questo, apriamo un’autostrada a chi usa la polemica sui clandestini per criminalizzare qualunque immigrato».

    E il «secondo corno?»
    «La stessa immigrazione legale, assumendo di mensioni sempre più rilevanti, apre una contrad dizione nuova: la parte più povera della popola zione italiana vede gli immigrati regolari come competitori per il mantenimento delle condizio ni di vita».

    Sta dicendo che il prezzo dell’immigrazione lo pagano i ceti popolari?
    «Si rischia una guerra tra poveri — per l’allog gio, il letto in ospedale, il posto nell’asilo nido per i bambini — che va disinnescata. Le racconto un episodio. Qualche mese fa, un sindaco di un comune di provincia, in cui il Pd ha preso il 52%, viene a pormi una questione: 'Ho fatto dieci al loggi popolari, ho fatto un bando, e tutti e dieci sono andati a immigrati'. Nella mia ingenuità gli ho chiesto: e dov’è il problema? 'È che il paese è in rivolta'. Ora, quei cittadini non sono razzisti. Ci obbligano a cercare risposte».

    Lei cos’ha risposto a quel sindaco?
    «La destra avrebbe sostenuto di dare le case solo agli italiani. Io sono per rifiutare discrimina zioni, costruire un metodo per quote, inventarsi soluzioni in grado di tutelare i diritti di tutti: se gli immigrati sono il 20% degli aventi diritto, avranno il 20% delle case popolari. Lo stesso vale per gli asili nido e le scuole materne: respingo l’idea che siano vietati agli extracomunitari, ma anche l’idea che gli italiani non riescano a man darvi i loro bambini. Serve un grande piano per costruirne di nuovi. Più in generale, occorre una politica che liberi l’immigrazione dalla paura che porta con sé».

    Quindi la paura c’è.
    «In ogni tempo, il fenomeno migratorio pro duce due opposti stati d’animo. Gli immigrati arrivano carichi di aspettative, sperando di tro vare tutto quello che non avevano là da dove sono partiti. Noi che li accogliamo, invece, ve*diamo arrivare gente che parla un’altra lingua, pratica un’altra religione, mangia altre cose, ha altre abitudini, e il primo moto istintivo verso persone che non conosciamo è la diffidenza e anche la paura. Dobbiamo evitare che questi due stati d’animo entrino in conflitto. Per que sto da una parte si deve contrastare l’afflusso dei clandestini e dall’altra lavorare per l’integra zione, in modo che gli italiani non percepiscano l’immigrazione come riduzione dei loro diritti e delle loro opportunità».

    Dice questo anche per ritrovare quella sintonia con i ceti popolari che la sinistra ha smarrito?
    «Sì. Spesso coloro che manifestano maggiore paura sono coloro che hanno meno, e temono di perdere anche quel poco. E non ce la caviamo di cendo che non bisogna essere razzisti e che biso gna essere solidali. Dobbiamo riconoscere i dirit ti e le opportunità degli immigrati regolari ma senza ledere i diritti e le opportunità di chi è nato e vissuto qui; altrimenti non dobbiamo stupirci se i diritti degli stranieri vengono negati. Noi per primi dobbiamo adoperarci per governare bene il fenomeno, se vogliamo che sia la solidarietà e non la paura a vincere».

    Aldo Cazzullo
    10 maggio 2009
    Gli Arya seggono ancora al picco dell'avvoltoio.

  2. #2
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    Predefinito Riferimento: Fassino: "La sinistra cambi, Nel Paese c'è il rischio di una guerra tra

    Finalmente è iniziata la campagna elettorale per le europee...
    Ma il PD continua sugli stessi errori: finchè si fa dettare l'agenda politica da Silvio e dalla Lega, perderà sempre, sarà sempre una seconda scelta.
    Vorrei tanto che quel pò di sinistra che è rimasta torni a occuparsi delle persone per cui è stata fondata, per cui molti compagni sono morti...
    “Io sono un principe libero ed ho altrettanta autorità di fare guerra al mondo intero quanto colui che ha cento navi in mare"

  3. #3
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    Predefinito Riferimento: Fassino: "La sinistra cambi, Nel Paese c'è il rischio di una guerra tra

    si dimettesse, farebbe meglio lui che è rappresentante di un partito di criminali che non pensa al bene dello stato. lui come altri a montecitorio.
    Driver - Msn fvel@hotmail.it

  4. #4
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    Predefinito Riferimento: Fassino: "La sinistra cambi, Nel Paese c'è il rischio di una guerra tra

    Citazione Originariamente Scritto da Eckhart Visualizza Messaggio
    http://www.corriere.it/politica/09_m...4f02aabc.shtml

    L’esponente del Pd: legittimo il respingimento, io stesso ho firmato decine di accordi di riammissione. Ma il premier sbaglia gravemente
    Fassino: "La sinistra cambi, Nel Paese
    c’è il rischio di una guerra tra poveri"
    «No ai senza permesso ma più diritti ai regolari»

    Piero Fassino, le sue dichiarazioni su Lam pedusa — «respingere i barconi non è uno scandalo» — hanno fatto appunto scandalo a sinistra.
    «So bene di aver detto una cosa impopolare a sinistra. Ma credo che sull’immigrazione abbia mo il dovere di avere posizioni credibili e traspa renti. Io come esponente del governo Prodi tra il ’96 e il ’98 ho firmato decine di accordi di riam missione con i Paesi dei Balcani e del Mediterra neo, che prevedono il diritto dell’Italia di rimpa triare nei Paesi da cui erano venuti i clandestini e l’obbligo di questi Paesi di riprenderli. Il respingi mento alle frontiere è un mezzo previsto dagli ac cordi internazionali, e applicato anche dai gover ni di centrosinistra. Se si individua con certezza il luogo da cui è partito un barcone pieno di clan destini è legittimo riportarlo indietro».

    L’Onu ha avanzato un’obiezione, rilanciata da Amato: è stato violato l’obbligo di accertare la presenza di richiedenti asilo.
    «So anch’io che su quei barconi ci sono don ne e uomini che hanno diritto all’asilo, perché vittime di repressioni e persecuzioni. Anche se, non siamo ipocriti, sappiamo bene che invocare immediatamente il diritto di asilo anche quando non se ne ha titolo è un mezzo cui ricorrono mol ti clandestini. In ogni caso, il problema c’è. Sono il primo ad auspicare che chi ne ha diritto sia tutelato, e c’è un mezzo per farlo: distinguere al l’origine chi ha diritto all’asilo e chi è un migran te clandestino. Per questo avanzo una proposta, di cui ho parlato con l’Alto commissario Onu per i rifugiati, il mio vecchio amico Guterres. Chiediamo al governo di aprire uffici in Libia e negli altri Paesi in cui lo si ritenga utile, a cui si possa rivolgere chiunque voglia chiedere asilo. E le commissioni ministeriali che devono valuta*re la concessione si rechino periodicamente sul posto per decidere chi ha diritto e chi no e garan tire che chi dev’essere accolto come 'asilante' abbia subito il visto dai nostri consolati».

    Franceschini si è richiamato alla posizione della Chiesa, molto dura sui rimpatri.
    «Capisco e rispetto la posizione della Chiesa. Ma chi esercita responsabilità politiche e istitu zionali ha il dovere di applicare le leggi e tutelare la sicurezza dei cittadini».

    È giusto introdurre il reato di immigrazione clandestina?
    «No, è un errore. Stiamo riempiendo le carceri di clandestini, rendendo molto più difficoltoso il rimpatrio. Ed è una vergogna impedire l’iscrizio ne all’anagrafe del figlio di un immigrato clande stino. Così come è inaccettabile continuare a ta gliare gli aiuti per la cooperazione: se non voglia mo che vengano tutti qui, sarà bene preoccupar si di farli vivere meglio là. Maroni e il governo stanno usando una misura legittima, come il re spingimento alle frontiere, per coprire tutti gli al tri provvedimenti, che sono sbagliati. Ma se noi facciamo d’ogni erba un fascio, diamo una mano a Maroni e al governo. Affrontiamo invece i pro blemi per quello che sono, e per questa via scon figgiamo l’impostazione della destra».

    Fassino, c’è qualcosa da rivedere nella linea della sinistra sull’immigrazione?
    «Bisogna vedere il fenomeno nella sua com plessità. L’Italia vive un passaggio delicato: sino a poco tempo fa, la quantità di extracomunitari residenti non superava il 5% della popolazione, una dimensione tutto sommato marginale e quindi governabile. Ma oggi essa sta rapidamen te aumentando. Ora siamo al 7%. Nel 2020, cioè tra pochi anni, saremo tra il 10 e il 15%. Una di mensione che peraltro c’è già oggi nel Nord, a Brescia, a Reggio Emilia, nel Modenese, nel Nord-Est. È una presenza strutturale e necessa ria. Senza immigrati il sistema produttivo italia no avrebbe gravi buchi: nelle cascine tra Berga mo e Verona i lavoratori che mungono le muc che hanno tutti il turbante; nell’Agro campano i pomodori sono raccolti da stagionali del Sene gal; nell’edilizia molti sono romeni, moldavi, al*banesi; due terzi delle colf sono sudamericane, somale, filippine».

    Berlusconi ha appena detto che non vuole una società multietnica.
    «Sbaglia, e gravemente. Prendiamo atto con onestà che l’Italia — come lo sono già Francia e Germania — diventerà un Paese multietnico, multiculturale, multireligioso. Va respinta que sta fobia, che la Lega agita di continuo, per cui ogni immigrato è un pericolo per la sicurezza dei cittadini. Le statistiche dicono che il 95% degli immigrati sono persone perbene. Sulle proposte alla Salvini che cavalcano la paura dobbiamo essere durissimi: basta con l’idea che bisogna difendersi da chiunque abbia la pelle di colore diverso».

    Tutto bene così, allora?
    «No. Con altrettanta onestà, dobbiamo rico noscere che quando il fenomeno assume quel le dimensioni diventa più importante ancora gestirlo bene. Occorre vedere i due corni del problema. Il primo: nel momento in cui gli im*migrati aumentano sempre più, bisogna esse re rigorosi nella lotta alla clandestinità. La sini stra non deve leggerla come una forma di per secuzione; anzi, la lotta alla clandestinità e ai trafficanti è una delle condizioni per poter go*vernare bene l’immigrazione legale. E quindi si devono usare i mezzi che la legge consente, compreso il rimpatrio: se non siamo d’accordo su questo, apriamo un’autostrada a chi usa la polemica sui clandestini per criminalizzare qualunque immigrato».

    E il «secondo corno?»
    «La stessa immigrazione legale, assumendo di mensioni sempre più rilevanti, apre una contrad dizione nuova: la parte più povera della popola zione italiana vede gli immigrati regolari come competitori per il mantenimento delle condizio ni di vita».

    Sta dicendo che il prezzo dell’immigrazione lo pagano i ceti popolari?
    «Si rischia una guerra tra poveri — per l’allog gio, il letto in ospedale, il posto nell’asilo nido per i bambini — che va disinnescata. Le racconto un episodio. Qualche mese fa, un sindaco di un comune di provincia, in cui il Pd ha preso il 52%, viene a pormi una questione: 'Ho fatto dieci al loggi popolari, ho fatto un bando, e tutti e dieci sono andati a immigrati'. Nella mia ingenuità gli ho chiesto: e dov’è il problema? 'È che il paese è in rivolta'. Ora, quei cittadini non sono razzisti. Ci obbligano a cercare risposte».

    Lei cos’ha risposto a quel sindaco?
    «La destra avrebbe sostenuto di dare le case solo agli italiani. Io sono per rifiutare discrimina zioni, costruire un metodo per quote, inventarsi soluzioni in grado di tutelare i diritti di tutti: se gli immigrati sono il 20% degli aventi diritto, avranno il 20% delle case popolari. Lo stesso vale per gli asili nido e le scuole materne: respingo l’idea che siano vietati agli extracomunitari, ma anche l’idea che gli italiani non riescano a man darvi i loro bambini. Serve un grande piano per costruirne di nuovi. Più in generale, occorre una politica che liberi l’immigrazione dalla paura che porta con sé».

    Quindi la paura c’è.
    «In ogni tempo, il fenomeno migratorio pro duce due opposti stati d’animo. Gli immigrati arrivano carichi di aspettative, sperando di tro vare tutto quello che non avevano là da dove sono partiti. Noi che li accogliamo, invece, ve*diamo arrivare gente che parla un’altra lingua, pratica un’altra religione, mangia altre cose, ha altre abitudini, e il primo moto istintivo verso persone che non conosciamo è la diffidenza e anche la paura. Dobbiamo evitare che questi due stati d’animo entrino in conflitto. Per que sto da una parte si deve contrastare l’afflusso dei clandestini e dall’altra lavorare per l’integra zione, in modo che gli italiani non percepiscano l’immigrazione come riduzione dei loro diritti e delle loro opportunità».

    Dice questo anche per ritrovare quella sintonia con i ceti popolari che la sinistra ha smarrito?
    «Sì. Spesso coloro che manifestano maggiore paura sono coloro che hanno meno, e temono di perdere anche quel poco. E non ce la caviamo di cendo che non bisogna essere razzisti e che biso gna essere solidali. Dobbiamo riconoscere i dirit ti e le opportunità degli immigrati regolari ma senza ledere i diritti e le opportunità di chi è nato e vissuto qui; altrimenti non dobbiamo stupirci se i diritti degli stranieri vengono negati. Noi per primi dobbiamo adoperarci per governare bene il fenomeno, se vogliamo che sia la solidarietà e non la paura a vincere».

    Aldo Cazzullo
    10 maggio 2009
    questo post è da incorniciare.
    l'avevo letto sul Corriere di oggi, e volevo postarlo, ringrazio chi lo ha fatto prima di me.

    tutta l'intervista è la dimostrazione lampante, sconvolgente, terrificante di quali e quanti danni abbia fatto il cattocomunismo falsamente buonista in italia.

    E QUESTI SIGNORI, DOPO ANNI, SI STANNO ACCORGENDO DEI DISASTRI CHE HANNO PRODOTTO CON LE LORO SCIAGURATE POLITICHE


    MA IO MI CHIEDO: MA QUANDO IN ITALIA SARTA' POSSIBILE NON SUBIRE SULLA NOSTRA PELLE GLI ERROTI DI QUESTI BAMBOCCI?

  5. #5
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    Predefinito Riferimento: Fassino: "La sinistra cambi, Nel Paese c'è il rischio di una guerra tra

    Fassino sparisci!!
    "Quante persone ci sono in questa strada, un centinaio? Quante sono le persone intelligenti, sette, otto? Bene, io lavoro per le altre novantadue" Phineas Taylor Barnum

    UE, mondo, futuro Michio Kaku:
    https://www.youtube.com/watch?v=7NPC47qMJVg

  6. #6
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    Predefinito Riferimento: Fassino: "La sinistra cambi, Nel Paese c'è il rischio di una guerra tra

    eh, una volta tanto fassino dice qualcosa di intelligente

  7. #7
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    Predefinito Riferimento: Fassino: "La sinistra cambi, Nel Paese c'è il rischio di una guerra tra

    Citazione Originariamente Scritto da Razionalista Visualizza Messaggio
    Fassino sparisci!!
    ti ha diturbato nelle tue certezze progressiste?

    informaci dove ha detto cose non condivisibili.

  8. #8
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    Predefinito Riferimento: Fassino: "La sinistra cambi, Nel Paese c'è il rischio di una guerra tra

    Citazione Originariamente Scritto da svicolone Visualizza Messaggio
    ti ha diturbato nelle tue certezze progressiste?

    informaci dove ha detto cose non condivisibili.
    Si vive di speranze, si muore di certezze. (Mia, penso)
    "Quante persone ci sono in questa strada, un centinaio? Quante sono le persone intelligenti, sette, otto? Bene, io lavoro per le altre novantadue" Phineas Taylor Barnum

    UE, mondo, futuro Michio Kaku:
    https://www.youtube.com/watch?v=7NPC47qMJVg

  9. #9
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    Predefinito Riferimento: Fassino: "La sinistra cambi, Nel Paese c'è il rischio di una guerra tra

    Citazione Originariamente Scritto da Razionalista Visualizza Messaggio
    Si vive di speranze, si muore di certezze. (Mia, penso)
    va bene, d'accordo.

    però ti chiedevo quali punti sono , a tuo avviso, sbugiardabili nell'intervista di fassino.

  10. #10
    Nemico del *****
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    Predefinito Riferimento: Fassino: "La sinistra cambi, Nel Paese c'è il rischio di una guerra tra

    sostanzialmente è l'ammissione di aver sbagliato tutto negli ultimi vent'anni.

    almeno uno che ha il coraggio di dirlo.

 

 
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