Cartomanzia scettica e divagazioni politiche di Francesco Alliette.
– Prima puntata: IL MATTO.
Il Matto è il corrispettivo del Jolly: può rappresentare tutte le carte a piacere, senza identificarsi con nessuna di esse. Scrive Jodorowsky, regista e studioso dei Tarocchi: “La frase chiave del Matto potrebbe essere: “Tutte le strade sono la mia strada”.
Accostando il senatore Riccardo Villari a questo personaggio voglio manifestare la mia ammirazione per un uomo che, libero da qualunque asservimento, sceglie di seguire la via della libertà totale, quella che svicola ogni regola di partito e proprio per questo, agli occhi orbati della cementata casta, non può che apparire un folle portatore di disordine e caos.
L’articolo 67 della Costituzione precisa che i parlamentari rappresentano la nazione ed esercitano le loro funzioni senza vincolo di mandato. Traducendo: ogni parlamentare non è obbligato a eseguire pedissequamente le direttive del suo partito, ma solo a comportarsi nel modo che ritiene opportuno per assecondare i bisogni della nazione.
Come molti di voi sapranno, il 13 novembre scorso, Riccardo Villari è stato eletto presidente della commissione di Vigilanza sulla Rai. E’ prassi che quel posto spetti a un esponente dell’opposizione, e Villari lo era, almeno fino al giorno della sua elezione, perché il fatto di essere stato votato dalla maggioranza e non dai suoi colleghi di partito, ha creato un rebus politico-istituzionale di non facile soluzione.
Subito dopo la bizzarra elezione, Walter Veltroni, in qualità di presidente del maggiore partito d’opposizione, dichiarava: “Mi ha telefonato ora il senatore Villari, per comunicarmi che andrà dai presidenti di Camera e Senato per dimettersi.”
Chissà, forse la linea era disturbata e i due non si sono capiti bene, perché il giorno dopo, Villari sembra pensarla diversamente: “Voglio svolgere un ruolo di garanzia e ricostruire un dialogo tra maggioranza e opposizione per giungere a un nome su cui far convergere i voti di tutti. Solo allora formalizzerò le mie dimissioni”.
Un modo piuttosto democristiano per dire che, forse, si dimetterà.
Una promessa di dimissioni con molti ‘se’ e troppi ‘ma’, eppure a qualcuno sembra bastare: il 14 novembre, Massimo D'Alema afferma: “Non ho dubbi che Villari si dimetterà”.
Forse qualche dubbio ce l’ha proprio Villari, che il 15 novembre, con frase sibillina, dichiara: “Sto lavorando a una soluzione più avanzata.”
Il 16 novembre è domenica. Il Napoli, la squadra di cui Villari è tifoso, perde 3-1 a Bergamo. E al senatore i palloni cominciano a girare. Si sente sotto attacco e parla di “inaudite pressioni” alle quali è sottoposto.
Non ha torto.
I presidenti di Camera e Senato lo invitano a dimettersi, e il 17 novembre, un altro esponente del Partito Democratico, Paolo Gentiloni, spara ad alzo zero: “Villari ha un solo modo per confermare che è ancora la persona seria che ho conosciuto in questi anni: dimettersi”.
E Anna Finocchiaro, ancora del Pd: “Villari? Dovrebbe dimettersi domani”.
Ma quel domani passa invano. Il senatore non si schioda, è seccato: “Io non lascio, i partiti facciano un passo indietro. Serve un atto di coraggio”.
Un coraggio che il Pd manifesta con l’espulsione del ribelle dal partito. Villari non fa una piega e si iscrive al gruppo misto, ma per ribadire la propria appartenenza allo schieramento d’opposizione, sceglie il sottogruppo dei radicali.
Mossa scaltra, che fa dire al presidente della nuova DC Gianfranco Rotondi: “Non escludo che Villari resti presidente e porti il Pd in tribunale. Al posto di Veltroni eviterei lo scontro con un presidente che non ci sta a farsi scaricare come un incidente di percorso”.
Ma torniamo ai Tarocchi, carte parlanti, rivelatrici di segreti che le mura di Montecitorio ossequiosamente provano a celare.
In secoli di tarotologia, nella figura del Matto sono stati visti Don Chisciotte, Orfeo, l’Ebreo Errante, Amleto, Faust. La mancanza di un numero sulla sua carta ha fatto pensare che questa figura di apparente vagabondo, nella vorticosa ruota delle trasformazioni si trova perennemente al centro, fuori dalla mobilità, dal divenire e dal cambiamento.
Immobile, robusto, inamovibile, il Matto non si schioda dal suo posto, mentre tutto gli ruota attorno, vorticosamente e forsennatamente.
Un celebre antropologo e illustre studioso dei Tarocchi, Sir James Frazer, ricorda che il Matto ha il carattere, nei sacrifici umani rituali, di vittima sostitutiva, di capro espiatorio di gruppo.
Perciò mi chiedo: il 13 gennaio, quanto la Giunta per il Regolamento dovrebbe esaminare lo spinoso caso, assisteremo al sacrificio di Villari?
E che posso saperne io? Qui non si fanno previsioni. Questa è cartomanzia scettica.




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