Risultati da 1 a 5 di 5
  1. #1
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    Predefinito Gli scenari economici proposti da Confindustria...

    Il 16 dicembre il Centro Studi della Confindustria (d’ora in poi CSC) ha presentato il suo rapporto trimestrale Scenari Economici che, questa volta, si intitolava “L’economia italiana nella crisi globale. Assetti internazionali, politiche economiche, competitività del paese e reazione delle imprese”. La presentazione dei rapporti del CSC costituisce sempre un evento che merita qualche riga di approfondimento, perché si tratta di studi che vengono preparati apposta per le classi dirigenti economiche e politiche. Lo schema è, ormai, ben rodato...il direttore del CSC, Luca Paolazzi, fa una breve introduzione sulla congiuntura del momento, poi segue un dibattito a cui prendono parte docenti universitari di grido, viene invitata una personalità politica della maggioranza e una dell’opposizione (in quest’occasione Bersani e Ronchi) e, il presidente di Confindustria conclude i lavori. Segue rinfresco con abbondanti libagioni.


    continua

  2. #2
    Omia Patria si bella e perduta
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    Taglio troppo difficile, troppo facile, non mi interessa l'argomento, vorrei una spiegazione?

  3. #3
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    Le analisi economiche sono sempre difficili. Tu riesci spesso a scriverle in modo leggibile.

    Che dirti di più?

  4. #4
    Omia Patria si bella e perduta
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    Citazione Originariamente Scritto da Outis Visualizza Messaggio
    Le analisi economiche sono sempre difficili. Tu riesci spesso a scriverle in modo leggibile.

    Che dirti di più?
    Grazie.... sono intervenuto perché non sapevo se questa discussione non aveva avuto commenti perché non interessava, non c'era niente da aggiungere oppure era troppo astrusa.

    Insomma non sapevo se avevo creato un "prodotto" consumabile sul blog e sul forum.

    Sono aperto a commenti e critiche, anche perché constato che i "padroni
    del vapore" (passatemi questa espressione vaghissima) si pongono TUTTI i problemi dell'Italia e del mondo. E hanno una vera e propria armata di centri studi, pubblici e privati, in seno al quali vengono elaborate non solo analisi, ma anche le proposte che poi diventano le politiche attuate.

    Negli ambienti di coloro che invece non stanno sul ponto di comando, ma bensì sono ammassati nella stiva, le cose sono ben diverse.

    Non ci sono, o meglio non ci sono più, strutture di studio e ricerca paragonabili a quelle per esempio di Confindustria, della Fondazione Agnelli, dell'Aspen Institut, ecc. Ci si è ridotti ad un lavoro quasi individuale che non copre l'insieme delle problematiche dell'Italia e del mondo in cui viviamo.....

    Per esempio, si trovano analisi convincenti, serie e accessibili a tutti solo su alcune problematiche (Palestina, lavoro precario, stato sociale, cultura), mentre in altri campi come la ristrutturazione del sistema produttivo italiano, la costruzione europea, la diplomazia, ecc. siamo completamente scoperti.

    Il risultato è che mancano gli strumenti critici minimi per capire certe problematiche e non si sa dove andarli a cercare, finendo per restare bloccati dal muro dei linguaggi scientifici. Il Centro Studi Confindustria traduce le analisi tecniche degli economisti in un linguaggio comprensibile per gli imprenditori e i politici, con l'aggiunta di proposte chiare ed applicabili. Per noi chi traduce?

  5. #5
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    Citazione Originariamente Scritto da Sandokan80 Visualizza Messaggio
    Grazie.... sono intervenuto perché non sapevo se questa discussione non aveva avuto commenti perché non interessava, non c'era niente da aggiungere oppure era troppo astrusa.

    Insomma non sapevo se avevo creato un "prodotto" consumabile sul blog e sul forum.

    Sono aperto a commenti e critiche, anche perché constato che i "padroni
    del vapore" (passatemi questa espressione vaghissima) si pongono TUTTI i problemi dell'Italia e del mondo. E hanno una vera e propria armata di centri studi, pubblici e privati, in seno al quali vengono elaborate non solo analisi, ma anche le proposte che poi diventano le politiche attuate.

    Negli ambienti di coloro che invece non stanno sul ponto di comando, ma bensì sono ammassati nella stiva, le cose sono ben diverse.

    Non ci sono, o meglio non ci sono più, strutture di studio e ricerca paragonabili a quelle per esempio di Confindustria, della Fondazione Agnelli, dell'Aspen Institut, ecc. Ci si è ridotti ad un lavoro quasi individuale che non copre l'insieme delle problematiche dell'Italia e del mondo in cui viviamo.....

    Per esempio, si trovano analisi convincenti, serie e accessibili a tutti solo su alcune problematiche (Palestina, lavoro precario, stato sociale, cultura), mentre in altri campi come la ristrutturazione del sistema produttivo italiano, la costruzione europea, la diplomazia, ecc. siamo completamente scoperti.

    Il risultato è che mancano gli strumenti critici minimi per capire certe problematiche e non si sa dove andarli a cercare, finendo per restare bloccati dal muro dei linguaggi scientifici. Il Centro Studi Confindustria traduce le analisi tecniche degli economisti in un linguaggio comprensibile per gli imprenditori e i politici, con l'aggiunta di proposte chiare ed applicabili. Per noi chi traduce?

    Con me, come sai, sfondi una porta aperta. Stiamo lavorando proprio in questa direzione. Filosofi, economisti, storici, analisti, geografi, etc. abbiamo bisogno di tutti i campi di ricerca per portare avanti il nostro progetto.

    Mi auguro di leggere sempre più lavori da parte tua.

 

 

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