UNITI CONTRO LO STRAPOTERE DEL “PALAZZO”

Scritto da Andrea Mazzeo








Catania reagisce alla nuova campagna che è sembrata essere stata scatenata contro la città e contro la società all’indomani della vittoria in campionato contro la Roma. La società rossazzurra ha preso atto del provvedimento del giudice sportivo, della pesante multa inflitta per quel che è successo nel dopo partita, come se tutte le responsabilità fossero solo dei tesserati del Catania che avrebbero litigato da soli, non provocati, non insultati. Infine è arrivata anche la beffa del deferimento per Catania-Roma dell’ultimo campionato, una concomitanza temporale quanto meno curiosa, se non sospetta, quasi si sia voluto con il secondo provvedimento dare maggiore forza al primo. Ma la società ha deciso di contrattaccare. Il Catania si difenderà nelle sedi opportune, spiegando atti alla mano che cosa accadde il 18 maggio scorso e che cosa è successo alla vigilia di Natale. La società sta preparando una memoria difensiva con cui illustrerà nel dettaglio l’organizzazione della sicurezza allo stadio Massimino, un lavoro che vede impegnati, per tutta la settimana che precede la partita interna, i responsabili di questo settore, in diretto e costante collegamento con la prefettura e la questura di Catania. Nulla è lasciato al caso, c’è un controllo del personale adibito alla sicurezza, c’è una dislocazione strategica degli uomini, c’è un servizio di accompagnamento per tutti i tesserati ospiti che prendono posto in tribuna autorità. E rispetto al passato anche alla fine della gara non c’è più nessun estraneo che possa entrare sul terreno di gioco. La sortita di Antonio Matarrese che ha suggerito di mettere un recinto allo stadio, oltrepassa i limiti dell’offensivo per la città. Ma da sempre il Presidente della Lega è infelice nelle sue uscite su Catania e il Catania, dunque anche questa amareggia, ma lascia il tempo che trova. La società rossazzurra, non ha potuto far altro nei giorni scorsi che ribadire che negli spogliatoi del Massimino al termine di Catania-Roma c’erano sì persone non autorizzate, ma si trattava di tre guardie del corpo della società giallorossa, di familiari del presidente della Roma, di Pradè e Tempestilli, fatti accomodare nell’area riservata per senso di ospitalità. Nessun altro non autorizzato. Quel che brucia ora, con il campo catanese diffidato, è che ci sia un procedimento avviato sul Catania, dopo che il giudice sportivo ha ignorato del tutto quel che il romanista Mexes ha fatto dal momento dell’uscita di Morimoto dal campo sino al dopo partita. Per il giudice avrebbe fatto tutto il Catania, provocazioni, risposte, spintoni, sputi e tutto il resto. Il lavoro che si sta facendo in questi giorni consentirà alla società rossazzurra di prendere eventuali contromisure per migliorare ulteriormente il servizio di sicurezza, laddove dovessero, secondo i responsabili della società e delle forze dell’ordine, emergere piccole smagliature.




Da.www.catania46.net