La ‘leggenda nera’ di Hamas e il vicolo cieco dell’antifascismodi Coordinamento Progetto Eurasia (CPE).
Perché nel campo "filo-palestinese" molti fanno fatica a riconoscere in Hamas il legittimo rappresentante del popolo palestinese.
st1\:*{behavior:url(#ieooui) }Chi segue le iniziative del Coordinamento Progetto Eurasia(CPE) sa che alcuni giorni fa abbiamo elaborato una “messa a punto” su Sionismoe Palestina: st1\:*{behavior:url(#ieooui) }
st1\:*{behavior:url(#ieooui) }Chi segue le iniziative del Coordinamento Progetto Eurasia (CPE) sa che alcuni giorni fa abbiamo elaborato una “messa a punto” su Sionismo e Palestina: http://www.cpeurasia.org/?read=16587
Pensiamo, infatti, che l'unica cosa nelle nostre concrete possibilità come cittadini italiani ed europei che non vivono in Palestina ma che intendono apportare un contributo alla causa della Giustizia, e perciò della Pace, su tutto il “Vecchio mondo”, sia cambiare registro nella cosiddetta “guerra dell'informazione”, smettendola di utilizzare categorie e linguaggio “dell'avversario”, perdenti già in partenza e perciò decisamente spuntati come ‘arma culturale’.
Si nota infatti da vari commenti presenti in rete che le ultime ‘imprese’ del Sionismo stanno facendo perdere di vista a molti di quei pochi ‘desti’ rimasti in mezzo alla maggioranza lobotomizzata il fatto che tutti siamo occupati dall'America, che certo si appoggia in maniera privilegiata alla "lobby ebraica", ma di certo non siamo occupati "dagli ebrei", né da un “esercito israeliano”!
Detta ancora più chiaramente, si sta verificando che l'americanismo e l'occupazione (militare, economica, politica, culturale: in una parola, “dominio”) plasticamente rappresentata dalle oltre cento installazioni Usa-Nato disseminate sul nostro territorio svanisce dietro una cortina fumogena sempre più spessa, col risultato che, attaccando "gli ebrei", ci si espone invariabilmente alle accuse di "antisemitismo" e simili, con tutte le conseguenze note. Questo non significa che si debba far finta che in Italia ed in Europa non esista un’occhiuta e potente “lobby ebraica”, ma la sua azione, ipermediatizzata e perciò irritante, non deve far perdere di vista che tutto ciò può avvenire perché l’America ci occupa militarmente e ci domina col suo “modello”, altrimenti anche “gli ebrei” smetterebbero di fare la “voce grossa” e si adatterebbero a vivere da italiani ed europei, decidendosi finalmente a piantarla con la loro “doppia fedeltà”. Dunque, alla “lobby” egregiamente sputtanata da Maurizio Blondet su “Effedieffe.com” è bene dare l’importanza che merita, poiché è evidente a chiunque che in ogni tempo e luogo “gli ebrei” non possono fare alcunché se le redini del potere sono saldamente in mano ad elementi autoctoni.
Per di più, denunciando il Sionismo per quel che è, quantomeno a livello geopolitico, ed indicandone chiaramente i protettori occidentali, in primis d’Oltreoceano, si fornisce qualche 'argomento' in meno a chi sistematicamente utilizza "l'ebreo" come paravento per fare la moralina a chi espone solidi argomenti critici coi quali, regolarmente, i soliti benpensanti, dal “Giornale” al “Manifesto”, passando per “Repubblica” e il Corriere”, evitano di confrontarsi.
Che l'America utilizzi "l'ebreo" (come viene utilizzato "l'omosessuale", stabilendo "categorie" a tavolino utilizzabili come arma ricattatoria di comodo) è dimostrato dal fatto che tutta la giudeofilia riscontrabile nelle tv, nei giornali, nella scuola eccetera è presente solo nei Paesi dominati dall'America (o dall'"Occidente", il che è lo stesso): significativamente, il parlamento della Repubblica Serba di Bosnia (rara eccezione in un'Europa asservita e, a sua volta, ascaro dell’America) non ha approvato una “legge antirevisionista”... E se andiamo in Russia, dove il dominio occidentale è assente, non va in scena tutto questo "scandalo" in un perenne teatrino di navigati finti tonti che straparlano di “libertà d’espressione” ma fanno andare in galera gli storici, pontificano di “diritti umani” ma ‘non vedono’ dove vengono sistematicamente calpestati, impongono la “memoria” ma ‘si scordano’ di quello che accade ogni giorno, e via doppiopesando.
La realtà è che è stato inventato un giochino perfetto, dove ogni ruolo - se se ne accettano gli assunti di base - è preordinato, e dove non esiste praticamente ‘scampo’. Il “Bene”, qualsiasi cosa faccia, lo fa per il Bene, il “Male”, qualsiasi cosa faccia, lo fa per il Male. E il “Bene” sono l’America, il Sionismo, “gli ebrei”; il “Male” i palestinesi, gli arabi, i musulmani.
Va da sé che l'unico modo per uscire da questa situazione disperante è tornare ad individuare IL problema, che è politico-culturale, o meglio “di civiltà”, e non semplicemente "mediatico", dato che nei media si agitano dei buffoni di corte che – come i politici - da un padrone passano in un batter d’occhio a servirne un altro, come tutti i buffoni della storia. La verità è che, volenti o nolenti, tutti coloro che hanno una “posizione” (economia, finanza, politica, cultura, professioni ecc.) sono servi dell'America, dal 1945, e che tutti quelli che in un modo o nell’altro non sono “soddisfatti” dell’andazzo possono essersi fatti un'idea “positiva” o “negativa” sul Fascismo e le “cause” della Seconda guerra mondiale, ma ciò non cambia una virgola sulla realtà oggettiva del 2009 che tutti quanti – “di destra”, “di centro”, “di sinistra”, credenti o atei - ci troviamo ad affrontare.
Il problema, come già da noi rilevato in passato (http://www.cpeurasia.org/?read=7479), è l’antifascismo, ovvero il suo essere la necessaria posizione che chiunque intenda fare carriera deve assumere. Quindi, l’unico modo per uscire dal vicolo cieco in cui ogni posizione “antagonista” è destinata a ficcarsi è piantarla con l'antifascismo (come chiave di lettura del mondo attuale, perché quello dell'epoca in cui il Fascismo c’era - 1922-1945 - poteva avere una sua dignità). Non ci vuole infatti molto acume per accorgersi delle ricadute dell’antifascismo eretto a ‘dottrina ufficiale’: "l'Iran è fascista", "Saddam era fascista", Hezbollah pure e ora anche Hamas... e non per i burattini della politica e dell'informazione – il che si può capire - ma anche per i "filo-palestinesi" che prediligendo una fantasiosa "Palestina laica", proiezione dei loro desideri, contribuiscono alla ‘leggenda nera’ su Hamas che, concretamente, è l'organizzazione che conduce la "resistenza".
Si capisce dunque che si vive completamente immersi in una fiera dell'equivoco, cominciata proprio nel 1945, perché se istituzionalmente – come ci ricordano ogni 25 aprile - "





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