Sapienza, Frati difende Alemanno:
«Quella del sindaco solo una battuta»


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ROMA (5 gennaio) - Luigi Frati, rettore della Sapienza, difende Gianni Alemanno. Dopo le dichiarazioni del sindaco, secondo il quale l'università romana è «tenuta in ostaggio da 300 piccoli criminali» e «terroristi rossi», oggi il rettore dell'ateneo capitolino tenta di smorzare i toni della polemica: «Credo che quella del sindaco Alemanno sia stata solo una battuta - dice Frati -. Comunque non so in che contesto è stata fatta, non ero presente e non sono in grado di commentarla». Intanto, scende in campo la politica. Plauso unanime da Giro e Marsilio (Pdl), condanna per le parole del sindaco invece dal presidente del X municipio Mastrorillo, Medici (Verdi) e Fiore (Forza Nuova).

Il rettore: «Da Alemanno solo una battuta». Frati ha ipotizzato che il riferimento alla criminalità
potrebbe essere alle persone senza casa che occupano abusivamente il Regina Elena, una struttura non distante dalla Sapienza, a forme di microcriminalità diffusa o a occupazioni
di strutture universitarie. «Comunque non faccio commenti», ha ripetuto il rettore, ribadendo il suo impegno perché nell'ateneo ci sia spazio solo per ricerca e didattica.

Fiore: Sapienza suddita delle convenienze. Il segretario di Forza nuova punta il dito contro «l'evidente sudditanza dei vertici dell'Università verso la convenienza politica del momento». Insomma, secondo Fiore «sbaglia Alemanno a stigmatizzare l'invito a Morucci», perché, spiega «l'ideale sarebbe un ateneo che non teme la presenza di nessuno, e che di ogni ospite rilevante fa un asso nella manica del prestigio». Fiore del resto non assolve neanche «i dirigenti della Sapienza» che, secondo il lui, «non hanno cura dello sviluppo del dialogo culturale».

Presidente X Municipio: da Alemanno «volontà repressiva». Una condanna senza mezzi termini arriva da Sandro Medici, presidente del X Municipio, che parla di «volontà repressiva»: «Capisco - afferma - quanto sia difficile per il sindaco Alemanno contenere i suoi impulsi fascisti che attribuiscono a chi la pensa diversamente un profilo criminale, ma certo le sue incaute dichiarazioni contro studenti e docenti della Sapienza alludono chiaramente a una volontà repressiva».

Dello stesso tono il commento del presidente dei Verdi della Capitale, Riccardo Mastrorillo, secondo il quale «non è accettabile la richiesta di epurazione fatta dal sindaco di Roma con una farneticante dichiarazione». Quindi un consiglio: «Alemanno facesse attenzione ai facinorosi neofascisti, che impunemente rialzano la testa dopo la su elezione».

Pdl con Alemanno. Roma «non può essere lasciata nelle mani di un gruppo oltretutto minoritario di irresponsabili che a diverso titolo esercitano una pressione e un controllo sulla vita dell'ateneo». Lo dichiara il sottosegretario ai Beni culturali Francesco Giro, paventando il rischio di un ritorno agli anni di piombo. «Se oggi qualcuno arriva addirittura a proporre seminari e lezioni tenute da ex terroristi c'è da inorridire».

Approvazione anche da Marco Marsilio, deputato del Pdl, secondo il quale «il sindaco Alemanno ha sollevato un problema vero», perché, dice, «la libertà di espressione e il confronto democratico sono impediti da piccoli, ma violenti gruppi di facinorosi estremisti di sinistra».

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Cronaca

Università/ Di nuovo polemiche alla Sapienza dopo parole Alemanno

Per il sindaco l'ateneo è in mano a "300 piccoli criminali"

postato 20 ore fa da APCOM ARTICOLI A TEMA



Roma, 5 gen. (Apcom) - E' di nuovo al centro delle polemiche l'università La Sapienza di Roma, dopo le parole pronunciate dal sindaco della Capitale, Gianni Alemanno, che ieri a 'Cortina Incontra' ha parlato di un ateneo "ostaggio di 300 piccoli criminali', cioè i collettivi universitari e alcuni docenti. Nodo del contendere il nuovo invito avanzato dal neo rettore Luigi Frati al Papa dopo il caso scoppiato mesi fa proprio attorno alla partecipazione, poi annullata, di Benedetto XVI alla inaugurazione dell'anno accademico del prestigioso ateneo. Al nuovo invito è seguita una presa di posizione, contraria, da parte di docenti e studenti: poi è arrivato l'annullamento, deciso dal rettorato, della lezione dell'ex brigatista rosso Valerio Morucci che si sarebbe dovuta tenere alla Sapienza il prossimo 12 gennaio, annullamento che è parso una 'vendetta' per l'atteggiamento tenuto sull'invito fatto al Papa. "Alla Sapienza - ha detto ieri Alemanno - vengono invitati i terroristi rossi e al Papa è impedito di parlare. La Sapienza è tenuta in ostaggio da gente di cui ci dobbiamo liberare. E bene ha fatto il nuovo rettore Frati a prendere di petto la questione".
A sostenere la posizione dei fisici de La Sapienza, che si sono nuovamente opposti alla visita del papa all'università e sono stati, per questo, definiti dal sindaco "trecento piccoli criminali", è l'associazione degli atei italiani. Nel portare il loro sostegno ai fisici romani, gli atei "ricordano ad Alemanno che se ci liberassimo di loro il nostro paese perderebbe uno dei settori di eccellenza della ricerca italiana e che dunque non è proprio il caso di incoraggiarli alla fuga verso paesi più rispettosi e aperti al dialogo. Siamo tutti criminali - dicono gli atei - anche perché i fisici della Sapienza sono stati ospiti del Darwin Day 2008, dedicato proprio alla bufera sugli universitari che si era rifiutata di far aprire l'anno accademico al pontefice. E siamo tutti criminali, perché ci ostiniamo a pensare che il sindaco di Roma non abbia nessun potere sull'università né mai dovrebbe averne".
Quanto alla visita papale, restano le stesse perplessità del 2008, spiega Raffele Carcano, segretario generale della Uaar: "Siamo convinti che possa trattarsi di una splendida occasione di dialogo, purché non sia una lectio magistralis, tenuta dal capo di una confessione religiosa nel regno della ricerca scientifica. E purché vi sia un vero contradditorio". Altrimenti, "sarebbe una violazione della laicità dell'istituzione e una infrazione grave alla libertà di insegnamento e di espressione: libertà che, ne siamo certi, né il papa né il rettore vogliono limitare".
Appoggio alle parole di Alemanno, invece, da Marco Marsilio, deputato del Pdl-An e componente della Commissione bilancio del Comune di Roma, secondo il quale il sindaco "ha sollevato un problema vero. Era ora che qualcuno stracciasse il velo di ipocrisia che circonda questo argomento. Ma la questione non è solo romana, ci sono altri atenei in Italia, come Firenze, Padova e Bologna ad esempio, dove la libertà di espressione e il confronto democratico sono impediti da piccoli, ma violenti gruppi di facinorosi estremisti di sinistra". "La situazione è ormai inaccettabile - aggiunge Marsilio - e dopo le dichiarazioni del sindaco di Roma, ci auguriamo che la stessa condanna e presa di consapevolezza con le necessarie assunzioni di responsabilità, arrivi anche dal rettore Frati, dalle Forze dell'ordine, e da tutte le forze politiche a cominciare da quelle che hanno negli anni colpevolmente spalleggiato questi gruppi di violenti".
E sull'argomento è intervenuto anche Roberto Fiore, segretario di Forza Nuova, secondo il quale "quello che preoccupa è l'evidente sudditanza dei vertici dell'Università verso la convenienza politica del momento. Una Università che prima invita e poi nasconde le mani, e lo fa in qualsiasi occasione gli ospiti invitati suscitino reazioni politiche. Ormai La Sapienza, anzichè essere luogo di confronto e di dibattito culturale, è luogo dove il dibattito non sorge nemmeno perchè viene boicottato quando si rivela scottante".




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