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    Predefinito I lavoratori precari sono quasi tre milioni

    OMNIA SUNT COMMUNIA


    ITALIA

    I lavoratori precari sono quasi tre milioni e la settimana lavorativa si è allungata

    I lavoratori precari a settembre 2008 erano 2.812.700, il 12% del totale degli occupati in Italia: negli ultimi 4 anni sono aumentati del 16,9%, cinque volte di più dei lavoratori a tempo indeterminato. E un terzo, ovvero 940.400, lavorano nel Mezzogiorno. A fornire le cifre del mondo dei lavoratori flessibili in Italia è la Cgia di Mestre, che ha analizzato il mercato del lavoro nazionale concentrando l'attenzione sul mondo dei cosiddetti flessibili costituito da dipendenti a tempo determinato (che include anche gli ex lavoratori interinali), da lavoratori assunti con collaborazioni coordinate e continuative a progetto e da prestatori d'opera occasionali. Il Sud è la ripartizione geografica che ne conta di più.
    "La maggior presenza di precari al Sud - commenta Giuseppe Bortolussi della Cgia di Mestre - è dovuta al fatto che in quell'area sono piu' diffuse che altrove le attività stagionali che per loro natura richiedono contratti a tempo determinato come l'agricoltura, il turismo, la ristorazione e il settore alberghiero. Infine, non va nemmeno dimenticato che una buona parte di questi precari sono assunti nel pubblico che nel Mezzogiorno continua ad essere un serbatoio occupazionale ancora molto significativo".
    Se i 940.400 precari occupati nel Sud costituiscono il 33,4% del totale nazionale, a Nordovest sono 692.600 (pari al 24,6% del totale), nel Centro 606.000 (21,5%) e nel Nordest (ultimo della graduatoria) "solo" 573.700 (20,4%). Ma l'analisi della Cgia di Mestre si è soffermata anche sull'orario medio settimanale di alcune di queste figure. Se un 'co.co.pro.' mediamente ogni settimana lavora 31 ore, un prestatore d'opera occasionale e' occupato per 23, contro una media settimanale di un operaio assunto a tempo indeterminato pari a 37 e di un impiegato sempre con il posto fisso pari a 35 ore. "La cosa interessante - conclude Bortolussi - e' che tra gli impiegati e gli operai con un posto di lavoro stabile oltre il 50%, cioe' 7.669.000 occupati su un totale di 15.181.000, lavora effettivamente piu' di 40 ore settimanali contro una media delle due categorie messe assieme pari a 36. Almeno in linea teorica ci sono le condizioni, per alcuni settori produttivi, di ragionare sull'ipotesi di introdurre la settimana corta in funzione anti-crisi".

    PER LA COMUNITA' UMANA

  2. #2
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    Tutto il contrario di quello che pensano i fautori del Reddito di Cittadinanza.
    Bene, speriamo che ora spariscano.

  3. #3
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    Citazione Originariamente Scritto da bixio_cv Visualizza Messaggio
    Tutto il contrario di quello che pensano i fautori del Reddito di Cittadinanza.
    Bene, speriamo che ora spariscano.
    solo per curiosità:
    perchè sei contro il Reddito di Cittadinanza?
    grazie

  4. #4
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    OMNIA SUNT COMMUNIA

    Boom dei precari in Italia:
    +16,9% negli ultimi 5 anni

    Carro armato israeliano in azione vicino a Gaza Reuters/Baz Ratner
    Roberto Farneti


    Qualcuno nel governo l'ha presa male, ma l'allarme lanciato domenica scorsa da Papa Ratzinger, dopo l'Angelus, «per l'aumento di forme di lavoro precario» nel nostro paese non era per nulla infondato. Nell'occasione Benedetto XVI lanciò anche un appello «affinchè le condizioni lavorative siano sempre dignitose per tutti». Parole "sante", è proprio il caso di dire, visto che ormai in Italia è sempre più difficile trovare chi ti assume con un contratto a tempo indeterminato, soprattutto se sei giovane e vivi al Sud. L'ultima conferma di un fenomeno che da alcuni anni caratterizza il mercato del lavoro italiano arriva da uno studio condotto dalla Cgia di Mestre su dati Istat, reso noto ieri, da cui emerge che dal 2004 al settembre scorso i precari sono aumentati del 16,9%: «Ben cinque volte di più - sottolinea l'associazione degli artigiani - dell'incremento registrato dai lavoratori dipendenti a tempo indeterminato che sono cresciuti, nello stesso periodo, del 3,1%».
    In valori assoluti i precari sono diventati, afferma la Cgia, quasi tre milioni: alla fine del mese di settembre erano 2.812.700, pari al 12% del totale degli occupati in Italia. Secondo altri studi, invece, l'esercito dei cosiddetti "atipici" attualmente o recentemente occupati supererebbe addirittura i 4 milioni, il 15% della forza lavoro, e sarebbe così composto: 800mila collaboratori a progetto, 600mila lavoratori "a somministrazione" (ex interinali), due milioni e 250mila lavoratori a tempo indeterminato, 125mila collaboratori occasionali, 190mila professionisti con partita Iva considerati, però, come dei "finti autonomi", in quanto spesso prestano la loro opera per una sola azienda, in modo esclusivo.


    Liberazione

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  5. #5
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    Citazione Originariamente Scritto da Sabotaggio Visualizza Messaggio
    solo per curiosità:
    perchè sei contro il Reddito di Cittadinanza?
    grazie


    1 le analisi da cui partono non sono reali:
    Secondo loro stanno diminuendo le ore dedicate al lavoro e si va verso un "lavoro imateriale"..se si vive fuori dai libri e dai dati statistici è tutto il contrario.

    2. Per una buona possibilità di poter riuscire a gestire uno stato (comunista o capitalista) senza che si verifichino "effetti collaterali" (disparità, conti in rosso...) si deve sempre dire dove si prendono i soldi per dare 1.000 euro a tutti ( da Berlusconi a me).

    3. Tutto è figlio dell' operaismo e di quellla scuola dipensiero, che pone tutto su uno scontro economicista tra proletari e borghesi. La storia evidentemente ha dimostrato, che tutti gli atteggiamenti "sindacali/economicisti" slegati da una "egemonia" politica è evidentemente anticomunista.
    La lotta economica non è l'inizio della politica, anzi ne è il suo contrario.
    Le persone che iniziano ste lotte non fanno mai il salto al livello superiore.

    Difatti non fanno nemmeno il primo passo.
    Ao mica lo dico io...Lenin 1902 già se ne era accorto (Che fare? cap. 1-2-3) anche se non amo le citazioni centenarie.

  6. #6
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    Citazione Originariamente Scritto da bixio_cv Visualizza Messaggio
    1 le analisi da cui partono non sono reali:
    Secondo loro stanno diminuendo le ore dedicate al lavoro e si va verso un "lavoro imateriale"..se si vive fuori dai libri e dai dati statistici è tutto il contrario.
    Un mio amico, sostenitore del reddito di cittadinanza, sostiene che qualsiasi attività noi facciamo, anche solo guardare la tv o aiutare i figli a fare i compiti è in realtà un lavoro per il sistema, e che quindi andrebbe pagato.
    Io sostengo che non ha tutti i torti, ma che se il sistema ci usa in questo modo, di essere stipendiato non ho nessun'interesse, anzi.
    Anche da un punto di vista pragmatico, una sorta di "miglioramento delle condizioni economiche" potrebbe diminuire radicalmente la "coscienza politica rivoluzionaria", già ora al minimo.


    Citazione Originariamente Scritto da bixio_cv Visualizza Messaggio
    2. Per una buona possibilità di poter riuscire a gestire uno stato (comunista o capitalista) senza che si verifichino "effetti collaterali" (disparità, conti in rosso...) si deve sempre dire dove si prendono i soldi per dare 1.000 euro a tutti ( da Berlusconi a me).


    Citazione Originariamente Scritto da bixio_cv Visualizza Messaggio
    3. Tutto è figlio dell' operaismo e di quellla scuola dipensiero, che pone tutto su uno scontro economicista tra proletari e borghesi. La storia evidentemente ha dimostrato, che tutti gli atteggiamenti "sindacali/economicisti" slegati da una "egemonia" politica è evidentemente anticomunista.
    La lotta economica non è l'inizio della politica, anzi ne è il suo contrario.
    Le persone che iniziano ste lotte non fanno mai il salto al livello superiore.
    mi puoi spiegare meglio questo passaggio sull'operaismo?
    grazie

    Difatti non fanno nemmeno il primo passo.
    Ao mica lo dico io...Lenin 1902 già se ne era accorto (Che fare? cap. 1-2-3) anche se non amo le citazioni centenarie.[/quote]

  7. #7
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    Guarda che pure io fino a poco fa ero molto operaista.
    Considero comunque moltissimi compagni che seguono ancora qul modo di intendere politica molto genuini e veramente ottime persone.

    Ma questo non basta.
    L'operaismo pone come principale base del suo agire politico il rapporto nella sola dimensione di produzione (anche se hanno sensibilità verso argomenti politici) e con una visione tradeunionista delle rivendicazioni politiche, ovvero si pensa che dallo scaturire delle rivendicazioni economiche (stipendio, orario, condizioni) si passi poi alle fasi successive ( e politiche) delle lotte.

    Non è mai stato così e mai lo sarà (anche se le rivendicazioni sono giustissime ma vanno fatte con alcune modalità..comuniste appunto).

    Fatto è che "il reddito di cittadinanza" è una versione nuova di quella scuola di pensiero.
    Chi lo professa pensa che sganciandosi dal problema di dover reperire soldi, si sganci dal ricatto/controllo da parte del capitale che si troverebbe con le gambe sgretolate.

    Ma poi quando gli si domanda come fai "a sgretolargli le gambe" la risposta è : Se poi vuoi che lavoro mi devi pagare quanto dico io e quanto tempo dico io" credendo che il capitale si inginocchi a chi prende 1.000 euro al mese.

    Nessuno accenno all'organizzazione comunista della società.


    Tra l'altro è poco (anzi per niente) comunista rivendicare il solo incremento economico della stipendio (ma vale anche per il reddito).
    Ovvero: più soldi sullo stipendio, più le persone comprano, più le persone comprano più le cose aumentano di prezzo (legge del mercato).

  8. #8
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    "Tra l'altro è poco (anzi per niente) comunista rivendicare il solo incremento economico della stipendio (ma vale anche per il reddito).
    Ovvero: più soldi sullo stipendio, più le persone comprano, più le persone comprano più le cose aumentano di prezzo (legge del mercato)"

    Infatti l'Operaismo è nato all'interno del Socialismo Italiano, mosse i primi passi con la rivista <<Quaderni rossi>> nel '61, Panzieri, Tronti, Negri, Asor Rosa, ecc...ecc...


    PER LA COMUNITA' UMANA

  9. #9
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    Citazione Originariamente Scritto da Muntzer Visualizza Messaggio
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    Infatti l'Operaismo è nato all'interno del Socialismo Italiano, mosse i primi passi con la rivista <<Quaderni rossi>> nel '61, Panzieri, Tronti, Negri, Asor Rosa, ecc...ecc...


    PER LA COMUNITA' UMANA
    Infatti!

    E quali e quante sono le organizzazioni che oggi riprendono quel pensiero?
    Facciamo un 80%?

  10. #10
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    Citazione Originariamente Scritto da bixio_cv Visualizza Messaggio
    Infatti!

    E quali e quante sono le organizzazioni che oggi riprendono quel pensiero?
    Facciamo un 80%?

    riusciresti a segnalarmi alcuni articoli o testi sul dibattito?

    Conosci Fumagalli? Il mio amico si rifà alle sue teorie..

 

 
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