http://www.bambinicoraggiosi.com/?q=node/680

Rignano Flaminio, abusi all'asilo: Per 4 sarà chiesto il rinvio a giudizio. Decisivi i racconti degli alunni sulle maestre


[center]
Chiusa l'inchiesta, possibili tre proscioglimenti
Rignano, abusi all'asilo Per 4 sarà chiesto il rinvio a giudizio
Decisivi i racconti degli alunni sulle maestre

Articoli correlati: Rignano Flaminio: i racconti dei bambini /Stampa e Rignano Flaminio: l'istinto dell'ignoranza

di Roberta Lerici
(Il titolo è del Corriere della Sera) La notizia di chiusura indagini anticipata dall'Ansa ormai du mesi fa, viene oggi confermata dai principali quotidiani nazionali: le indagini sul caso di abusi sugli alunni dell'asilo Olga Rovere sono chiuse, e per alcuni indagati si profila il rinvio a giudizio. Per quanti di loro? I quotidiani parlano di un probabile rinvio a giudizio per 4 maestre e di un possibile proscioglimento per 3 indagati, ma tutti usano il condizionale, quindi nessuno sa quale sia la verità con precisione. Di seguito troverete gli articoli usciti oggi e i link ad alcuni articoli passati. Lascio a voi riflessioni e commenti sul secondo articolo di Repubblica che sottolinea i costi delle analisi dei Ris e che non hanno portato i risultati sperati. All'anonimo giornalista autore dell'articolo, evidentemente interessa più il risparmio che l'accertamento della verità sull'asilo di Rignano che, oltre ad essere un caso giudiziario, è una vera e propria tragedia. In tempi in cui in tutta Italia la magistratura indaga sul malaffare diffuso nella pubblica amministrazione, che tra ruberie e costi sociali raggiunge cifre incalcolabili, in tempi in cui la vendita Alitalia costerà ai contribuenti più di tre miliardi di euro, c'è un giornale che si scandalizza per i 79.000 euro spesi per gli accertamenti dei Ris sui peluches descritti dai bambini di Rignano e trovati in casa di una delle maestre dell'asilo.Quelle perizie hanno detto che forse non si sono trovate tracce riconducibili ai bambini perchè potrebbero essere stati lavati e che sulla maggior parte di questi non c'erano impronte neppure dei padroni di casa (vedi articolo). Del resto, alcuni giornalisti avevano auspicato l'archiviazione del caso già un anno fa e, forse, l'idea che oggi si parli di rinvii a giudizio, può non aver fatto loro piacere. Quello che, invece, dovrebbe essere l'auspicio della società intera, oltre che della stampa e dei media, è che sui tanti casi di abuso sessuale nelle scuole materne, si stabilisca la verità. Sono certa che nessun giornalista genitore di un bambino che frequenta l'asilo, vorrebbe trovarsi, un giorno, a vivere il calvario di Rignano Flaminio o delle altre città. Ricordo che, finora, i casi giudiziari emersi e che riguardano presunti o accertati abusi sessuali sui bambini delle scuole materne sono almeno 13. Di questi, solo due sono giunti a sentenza definitiva con la condanna dei responsabili (asilo provincia di Prato, cassazione del 2004 e Calabritto, cassazione nel 2007). Gli altri casi sono ancora aperti, essendo in corso i processi. Cito i principali: Vallo della Lucania, Bergamo, Brescia, Verona, Asti, Torino-La Loggia (condanna in appello). Ma davvero esiste qualcuno, al mondo, a cui non interessa conoscere la verità su questi casi che coinvolgono almeno duecento bambini? Un giorno una madre mi ha scritto:"Vorrei che si stabilisse la verità per salvare altri bambini, visto che per i nostri ormai è troppo tardi". Non era una madre di Rignano Flaminio.Di seguito, gli articoli di oggi.Rignano Flaminio, abusi all'asilo: Per 4 sarà chiesto il rinvio a giudizio.
L'indagine sulla materna Olga Rovere iniziò a luglio 2006. Ma 9 mesi dopo sono state demolite le tesi dell'accusa ROMA — La Procura di Tivoli ha concluso l'inchiesta sui presunti abusi sessuali subiti dai bimbi di Rignano. Dopo più di due anni di accertamenti — e di serate televisive, cortei e striscioni pro e contro, polemiche che hanno spaccato in due anche il paese sulla Flaminia— la Procura di Tivoli ha inviato gli avvisi di chiusura delle indagini preliminari, atto che in genere prelude alla richiesta di rinvio a giudizio. A rischiare il processo sarebbero però solo quattro indagati: per gli altri tre il pm Marco Mansi sarebbe pronto a chiedere l'archiviazione. L'inchiesta sulla materna Olga Rovere inizia nel 2006, con una una mamma che nota «strani » comportamenti nella figlia, la filma, si confida con altri genitori.
Panico nella famiglie, altri video, denunce, indagini. Fino al 24 aprile dell'anno successivo, quando i carabinieri arrestano le maestre Patrizia Del Meglio, Silvana Magalotti e Marisa Pucci, la bidella Cristina Lunerti, l'autore televisivo Gianfranco Scancarello (marito della Del Meglio) e il benzinaio cingalese Kelum De Silva. Un'altra insegnante, Assunta Pisani, è solo indagata. Le manette fanno rumore, ma il caso esplode davvero quando, dopo un paio di settimane, gli arrestati riguadagnano la libertà: il 10 maggio 2007 il tribunale del riesame annulla gli ordini di custodia cautelare con un provvedimento che demolisce le ipotesi dell'accusa: «indizi insufficienti e anche contraddittori», scrivono i magistrati. Un giudizio duro, poi confermato in Cassazione. E la Suprema corte aggiunge che i bimbi potrebbero essere stati manipolati dagli adulti. «Interrogati con domande inducenti» osservano gli ermellini, i piccoli «tendono a conformarsi alle aspettative dell'interlocutore».
Sembra che le scarcerazioni decretino la fine dell'inchiesta, ma non è così. Soprattutto, non bastano a placare le angosce e i dubbi dei genitori, tanto che, su 24 bimbi, venti vengono iscritti all'asilo di un altro paese, Calcata. Nel frattempo la procura inizia a cercare nuovi indizi attraverso l'incidente probatorio disposto dal gip Elvira Tamburelli. Nelle udienze, che si protraggono per mesi, 22 bimbi tra i 4 e i 5 anni raccontano del «gioco della patatina, con un peluche facevano fare il solletico alla patatina»; della «bua ai bambini», delle «cose brutte» che avvenivano in un «castello cattivissimo». «Ci menavano tutti, Patrizia, l'incappucciato, il marito e l'altra maestra » ricorda una piccola testimone. E un'altra: «C'era una strega che si chiamava Patrizia, stava in un castello. Il castello era nero e ci andavamo con la macchina. La macchina era di Marisa, un'altra strega». Un maschietto: «Le bidelle Cristina e Patrizia facevano i giochi brutti, bruttissimi; mi picchiavano, mi facevano le punture sul pisellino e sul sedere, facevano il gioco della sedia».
Gli avvisi di chiusura delle indagini preliminari sarebbero basati sugli elementi emersi da questi racconti. Gli unici su cui l'accusa può contare, perché le analisi del dna effettuate sugli oggetti sequestrati nelle case delle maestre hanno dato esito negativo. È un punto per la difesa (non è il solo, poiché alcune testimonianze danno ragione agli indagati e altre sono contraddittorie) pronta ormai a dare battaglia in aula.
Corriere della Sera Lavinia Di Gianvito 06 gennaio 2009

Rignano, le maestre rischiano il processo
Abusi sui bimbi all´asilo, chiuse le indagini. La procura pronta a chiedere i rinvii a giudizio
di Marino Bisso
Nessuna archiviazione. Chiusa l´indagine sui presunti abusi sessuali alla scuola materna Olga Rovere di Rignano Flaminio, ora la procura è pronta a chiedere i primi rinvii a giudizio per le maestre sospettate delle violenze nei confronti di alcuni loro ex alunni. Il procuratore capo di Tivoli, Luigi De Ficchy, e il pm Marco Mansi hanno firmato prima di Natale i 415 bis, gli avvisi che normalmente preludono alla richiesta del processo.Gli atti verranno consegnati nei prossimi giorni. La controversa inchiesta sui presunti episodi di pedofilia di cui sarebbero stati vittime una ventina di bambini della Olga Rovere prese avvio l´estate di tre anni fa e divise tra colpevolisti e innocentisti gli abitanti del piccolo comune alle porte della capitale. Sono quattro le insegnati finite al centro dell´inchiesta per pedofilia ma non tutte potrebbero ricevere le comunicazioni giudiziarie. Alcune posizioni, infatti, potrebbero essere stralciate e essere archiviate su richiesta degli stessi pm. Le maestre che invece rischiano di finire sotto processo sono le stesse che sono state indicate dai bambini della Olga Rovere ascoltati dal gip Elvira Tamburelli in sede di incidente probatorio in presenza di una neuropsichiatra. Anche in questo caso non è scontata la richiesta di rinvio a giudizio. Le insegnanti dopo aver ricevuto il 415 bis avranno, infatti, la facoltà di farsi ancora sentire dalla procura e di produrre nuovi elementi a propria difesa e di conseguenza i pm potrebbero ancora decidere di ritirare le accuse. In ogni caso le singole posizioni degli indagati saranno valutate da un nuovo giudice, differente dal gip Tamburelli che aveva firmato gli arresti delle maestre.Il giudice dell´udienza preliminare, dovrà decidere se processare o meno le insegnati indagate che erano state scagionate dagli accertamenti del Ris sui peluche e le tracce repertare nelle loro abitazioni. Nell´aprile 2007, la procura chiese e ottenne l´arresto delle maestre Patrizia Del Meglio, Marisa Pucci, Silvana Magalotti, della bidella Cristina Lunerti, di Kelum De Silva e dell´autore televisivo Gianfranco Scancarello, marito della Del Meglio e del benzinaio cingalese Kelum Weramumi De Silva. Gli arresti venero poi annullati dal Riesame la cui decisione venne confermata dalla Cassazione.

L´avvocato Franco Coppi, difensore con Roberto Borgogno, della maestra Del Meglio e di Gianfranco Scancarello hanno sempre ribadito «l´inesistenza di riscontri fisici sui presunti abusi» e soprattutto hanno contestato la «validità delle testimonianze rese dai piccoli». «Esistono solo testimonianze e una perizia psicologica - hanno più volte spiegato i difensori - Ma manca del tutto l´indagine psicologica per capire se i bambini siano stati suggestionati». L´avvocato Giosuè Naso, difensore della maestra Silvana Malagotti, ha sempre parlato di «psicosi collettiva».Repubblica, 6 gennaio 2009Dalle costose analisi del Rispoche tracce utili all´inchiesta
Ottantamila euro ai carabinieri, altrettanti a una psicologa
«Quei reperti privi di tracce biologiche e dattiloscopiche sono stati ripuliti. L´inchiesta sulle maestre di Rignano Flaminio non è affatto conclusa». Questa è la tesi da sempre sostenuta dagli avvocati Franco Merlino e Antonio Cardamone, difensori delle famiglie che hanno denunciato le violenze. «È sbagliato aver parlato di perizia che scagiona le maestre - incalzano i due penalisti - Non si spiega ad esempio come mai nessuna impronta sia stata rinvenuta sul cavallo a dondolo, sulla pompa e sulla piscina che erano a casa degli indagati».Per quegli esami sono stati pagati oltre 79 mila euro, per le spese sostenute, a favore dei carabinieri del Ris di Messina incaricati, nell´ambito dell´inchiesta sui presunti abusi sessuali compiuti sui bimbi della scuola materna «Olga Rovere» di Rignano Flaminio, di compiere «accertamenti dattiloscopici e tecnici sulle cose in sequestro consistenti in prelievi, esami biologici e verifiche di compatibilità genetica con gli indagati e le persone offese, previa acquisizione di idonei campioni biologici di riferimento».Anche se gli esperti hanno poi ritenuto che le impronte rilevate sugli orsetti, peluche e giocattoli e il materiale genetico, tra i reperti sequestrati dalla procura di Tivoli, non fossero riconducibili ad alcun minore, il giudice Tamburelli ha dato atto «della particolare complessità e difficoltà degli accertamenti dattiloscopici e biologici effettuati consistiti in ispezioni, in analisi di laboratorio di tracce in analisi biochimiche e genetiche diversificate e nella successiva comparazione genetica con un numero elevato di soggetti previa acquisizione e valutazione di idonei campioni di riferimento».A beneficiare della liquidazione, tenuto conto anche delle spese di viaggio, pasti e pernottamenti, dell´utilizzo di strumenti scientifica e delle spese per il fotografo, sono il capitano Carlo Giovanni Romano (comandante della sezione) e i marescialli Salvatore Spitalieri e Ignazio Ciuna (biologi), e il maresciallo Giuseppe Polimeni, dattiloscopista. I quasi 80 mila euro liquidati ai Ris si vanno ad aggiungere agli altri 80mila spesi per la consulenza della psicologa Marcella Fraschetti, incaricata dalla Procura di Tivoli di condurre la prima perizia sulle presunte violenze ai bambini. Che l´inchiesta costasse caro lo avevano capito subito i difensori degli indagati. A gennaio i legali dei coniugi Scancarello avevano fatto sapere di voler rinunciare a chiedere copia integrale degli atti registrati su 50 dvd (con le registrazioni delle audizioni dei bambini e i loro incontri con il collegio di psicologhe) e di quelli depositati al tribunale del riesame perché l´esborso, alla fine, avrebbe toccato i 25mila euro.
Repubblica 6 gennaio 2009
Articoli correlati:
Rignano Flaminio: i racconti dei bambini