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  1. #1
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    Predefinito Camilleri: "Il fondo è sempre più in là"

    Un commento di Camilleri su i fans di Riina e Provenzano su Facebook:

    ROMA - "Se per incanto tutti i mafiosi e i camorristi dovessero sparire dalla faccia della terra in un giorno, il fenomeno mafioso resterebbe, come dimostra il caso di Facebook. Questo significa che questo approccio, queste modalità stanno entrando pericolosamente nel Dna degli italiani".

    È il commento di Andrea Camilleri al fenomeno di gruppi di sostenitori di Toto Riina e, più in generale, della mafia, comparso sul social network Facebook. "Sono esterrefatto - ha proseguito lo scrittore siciliano - si pensa sempre che si è toccato il fondo e invece, come si vede, il fondo è sempre ancora più in là".

    07/01/2009
    http://www.lasicilia.it/index.php?id...e=lasiciliaweb

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  2. #2
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    L'allarme unanime della politica






    PALERMO - "Condividiamo l'allarme del procuratore antimafia Pietro Grasso sul rischio concreto di una 'regia' mafiosa dietro la presenza su Facebook di gruppi che inneggiano a Riina e agli altri boss".

    È quanto afferma, in una nota, il presidente dei senatori dell'Udc e membro della commissione Antimafia, Giampiero D'Alia. "Bisogna impedire le infiltrazioni mafiose e criminali sulla rete, costringendo i gestori di Facebook a ripulire il 'social network' da chi esalta e si mette, non solo virtualmente, a disposizione dei boss mafiosi".

    Per Francantonio Genovese, segretario regionale del Partito Democratico siciliano e segretario della Commissione nazionale antimafia "la politica dovrebbe prendere spunto dalle parole del procuratore Grasso e assumere una linea di contrasto a questo nuovo e pericoloso tentativo di proselitismo attuato da Cosa Nostra che segua parallelamente, e supporti, il percorso tracciato dalla magistratura".

    "La rete, reale o presunta, di solidarietà che si sta creando attorno ai capi della mafia,- aggiunge - è qualcosa che ci indigna e ci addolora, ma, come dice Grasso, non è difficile scorgere la mano stessa di Cosa Nostra dietro questa operazione e, benchè sia necessaria una regolamentazione, censurare il web potrebbe rischiare di alimentare questa catena, causando nuove discussioni e vergognose prese di posizione, invece di spezzarla".

    Un appello a cancellarsi da Facebook se i suoi proprietari "continuassero a tollerare la presenza di gruppi che inneggiano alle peggiori forme di macrocriminalità nazionali ed internazionali" viene rivolta alla propria categoria dall'Unione giovani avvocati italiani, che ipotizza anche la presentazione di un esposto alla magistratura.

    "Non è in alcun modo da escludere la possibile responsabilità dei proprietari del social network 'Facebook' a titolo di concorso in apologia di reato ed istigazione a delinquere ove essi continuassero a rifiutarsi di oscurare i gruppi di ispirazione mafiosa e camorrista presenti sul proprio social network - dice il presidente Gaetano Romano-. Anche se è ovvio che i titolari di Facebook non condividono i gruppi dai 'temi mafiosì , è anche vero che si potrebbe configurare una sorta di responsabilità a titolo di concorso perchè si tollerano sul proprio social newtork gruppi dal contenuto penalmente rilevante".

    Interviene anche il senatore Carlo Vizzini, presidente della commissione Affari costituzionali e componente della commissione Antimafia. "È assolutamente vero - prosegue - che allo stato non vi è notizia di reato ma prima di chiedere la chiusura di tutte queste pagine del social network Facebook meglio sarebbe acquisire tutta la documentazione possibile prima che il fenomeno venga cancellato e ridiventi sommerso".

    "Ci confortano - sostiene Vizzini - i 230mila iscritti al "Falcone fan club", ma nessuno può disconoscere che è un segno di grave arretratezza culturale quello che porta la mafia ad avere ancora assolutamente integra una grande platea di tifosi anche nelle giovani generazioni. Proprio su questo - conclude - occorrerebbe un impegno straordinario della politica che potrebbe cominciare espellendo i tifosi della mafia che ancora si nascondono all'interno dei partiti".

    07/01/2009
    http://www.lasicilia.it/index.php?id...e=lasiciliaweb

  3. #3
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    I mafiosi "incendiano" Facebook
    Nessuna inchiesta della procura di Palermo sui gruppi che inneggiano ai boss sul popolare social network, non si configurano reati perseguibili dalla legge italiana. E la polizia postale annuncia un monitoraggio costante





    ROMA - La Procura di Palermo non ha avviato indagini sui profili apparsi sul social network Facebook intestati a diversi boss mafiosi, tra cui Totò Riina e Bernardo Provenzano, o su gruppi di presunti fan.

    L'assenza di apertura d'indagini, dopo notizie di stampa, è stata precisata da fonti giudiziarie che hanno evidenziato che sui profili, allo stato, "non si configurano notizie di reato".

    La polizia postale, intanto, sta monitorando il social network ma al momento non sono stati ravvisati reati perseguibili e dunque non c'è stato alcun intervento.

    Secondo quanto si apprende da fonti investigative, i reati d'opinione perseguibili in Italia, commessi anche attraverso Internet, sono quelli legati alla legge Mancino, che condanna l'apologia del fascismo e le discriminazioni razziali.

    E non è questo il caso dei gruppi in favore della mafia. Gli investigatori stanno comunque tenendo sotto controllo Facebook per vedere se siano ravvisabili tipologie di reato diverse, ma al momento non sarebbero stati rilevati comportamenti illegali.

    Anche perchè, viene fatto notare, oltre a quelli inneggianti ai boss mafiosi, vi sono in internet - non solo su Facebook - fan club di pluriomicidi o serial killer.

    E anche in questi casi non vi è stato nessun intervento da parte dell'autorità giudiziaria. In ogni caso, comunque, per rimuovere le pagine dal social network sarebbe necessario agire tramite rogatoria internazionale: il server su cui 'gira' Facebook è a Palo Alto, in California e dunque l'Italia non può intervenire direttamente.

    Diverso il discorso per la sostituzione di persona, quando cioè un utente apre una pagina su Facebook utilizzando i dati e le immagini relative ad un altro soggetto che ne è all'oscuro: questo comportamento è illegale e la polizia postale italiana è già intervenuta almeno in una decina di casi, rivolgendosi con una nota ufficiale a Facebook in seguito alla denuncia degli utenti cui è stata rubata l'identità.

    In quel caso il social network americano ha immediatamente rimosso la pagina, senza che fosse avviata un'attività giudiziaria.


    07/01/2009
    http://www.lasicilia.it/index.php?id...e=lasiciliaweb

  4. #4
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    Voi Amici forumisti, che ne pensate di tutto ciò ?
    Sono iniziative " spontanee " da parte di cretini ed aspiranti mafiosetti , oppure vi intravedete alle spalle una regia ?
    Le pagine ed i gruppi dei fans di Riina e Provenzano su Facebook vanno cancellate, ? Oppure ritenete che devono essere visibili ?

  5. #5
    Una sola Patria
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    Vanno assolutamente cancellate. Si alla libertà di pensiero e di parola, ma tutto ciò che riguarda la mafia è illegale. Quindi, a mio avviso queste vergogne assurde andrebbero chiuse.

  6. #6
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    di che ci meravigliamo? del resto abbiamo un presidente del consiglio considera eroe un boss mafioso ergastolano...

    in ogni caso io indagherei i sostenitori della mafia per apologia di delitto, in questo caso, si stanno esaltando dei boss mafiosi per la loro "mafiosità" e per i delitti da loro commessi...
    sui giornali ho letto che l'individuo che ha fondato quella pagina avrebbe scritto frasi del tipo: "libertà agli uomini d'onore, morte ai pentiti".

  7. #7
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    A mio parere oggi si assite ad una repressione di criminalità locale siciliana come allora successe in quel periodo famoso in cui opero Falcone Borsellino.

    Ma l'Antimafia non è ancora arrivata. Reprimono una criminalità locale come cosanostra ma lasciano lavorare la camorra o la ndrangheta o chissà quale rete criminale civile.

    L'Antimafia a livello Nazionale deve fare di più, quali sono i mandanti occulti delle stragi?
    Come reciclano i soldi la ndrangheta? Quali banche usano?
    Licio Gelli è stato nominato da un pentito come reciclatore di denaro sporco proveniente dalla rete criminale cosanostra corleonese che operò contro cosanostra assieme ai pentiti per dargli una spazzata.
    Si stà indagando sù Licio Gelli?
    Si stà indagando sù come siano stati reciclati i soldi che nella Sanità siciliana venivano dirottati verso cliniche private?

    Ragazzi svagliatevi, la vera Antimafia non è quella che questo Stato illegale in Sicilia vi mostra che stia combattendo per sua immagine e dico per sua immagine perche non poteva fare diversamente.
    Oggi questo Stato che vuole far Antimafia è in mano a chi Borsellino probabilmente avrebbe guardato con sospetto perche vicino ad alcuni esponenti della criminalità locale e civile cosanostra.

    Oggi l'Antimafia chi la fà?
    La dovremmo fare un pò noi nel nostro piccolo anche denunciando queste cose, Giovanni Falcone e Borsellino hanno si lavorato per lo Stato (che comunque era sempre tramite la DC legato a criminalità locale) quando i processi glieli davano con premura ma quando hanno cominciato ad ostacolare lavorarono per il loro senso dello Stato combattendo lo Stato italiano che cercava di trattare infatti il Sisde fù presente nelle stragi.

    La Sicilia deve separarsi da uno Stato che collabora e lavora con la criminalità locale che agevola mentre molti siciliani sono morti per combatterla e cosi pure qualche altro uomo proveniente da altre regioni nel territorio siciliano e non.

 

 

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