Tratto da www.wikipedia.it (voce: Bettino Craxi):
[...] Craxi stesso cumula una ventina d'avvisi di garanzia e dopo aver attaccato la Procura di Milano di muoversi dietro "un preciso disegno politico", si presenta alla Camera il 29 aprile del 1993 e in un famoso discorso tuonò: "Basta con l'ipocrisia!", tutti i partiti –secondo Craxi– si servivano delle tangenti per autofinanziarsi, anche quelli "che qui dentro fanno i moralisti". La sua linea di difesa fu incentrata sulla tesi secondo cui i finanziamenti illeciti sarebbero stati necessari alla vita politica dei partiti e delle loro organizzazioni per il mantenimento delle strutture e per la realizzazione delle varie iniziative; il suo partito non si sarebbe discostato da questo generale comportamento [25] e, quindi, più che dichiarare se stesso innocente, Craxi giungeva a sostenere che egli era colpevole né più né meno di tutti gli altri.
Le risultanze processuali finali della vicenda giudiziaria di Craxi si incaricheranno poi di smentire almeno in parte tale assunto: in un caso (sentenza ENI-SAI) la sua condanna definitiva fu per corruzione, e non solo per finanziamento illecito di partito (ciò spiega l'insistenza dei suoi eredi nell'attaccare la procedura di quella sentenza dinanzi alla Corte di Strasburgo); in altri casi sentenze - non passate in giudicato solo per il decesso dell'imputato - sostennero in motivazione che Craxi aveva utilizzato parte dei proventi delle tangenti (circa 50 miliardi di lire) per scopi personali (Finanziamento del canale televisivo Gbr di proprietà della sua amante Anja Pieroni, acquisto di immobili, affitto di una casa in costa Azzurra per il figlio)[26]; infine, a dimostrazione del fatto che l'utilizzo delle casse del partito non era finalizzato solo all'attività amministrativa ordinaria del Psi, durante le indagini (dopo un fallito tentativo di farli rientrare in Italia, bloccato dal nuovo segretario del Psi Ottaviano Del Turco) Craxi li versò sul conto di un prestanome, Maurizio Raggio [27] .
Le sentenze di condanna [modifica]
Craxi è stato condannato con sentenza passata in giudicato:
[30]
- a 5 anni e 6 mesi per corruzione nel processo Eni-Sai;
- a 4 anni e 6 mesi per finanziamento illecito per le mazzette della metropolitana milanese
Per tutti gli altri processi in cui era imputato (alcuni dei quali in secondo od in terzo grado di giudizio), è stata pronunciata estinzione dopo il suo decesso.
Chi dice sia stato un grande statista (quelli che versavano soldi Fininvest al PSI attraverso i conti All Iberian), chi invece lo considera un grande ladro pluri-pregiudicato e latitante (quelli che leggono le sentenze e le confessioni e le prove schiaccianti).
Par condicio.





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