



'Se uno è stupido stia zitto'
Sfuriata dell'ex segretario dei Ds Piero Fassino contro il collega di partito Pierluigi Mantini, in Transatlantico alla Camera. Oggetto dell'irritazione del ministro ombra degli Esteri del Pd un'intervista a 'Libero' nella quale il deputato ex Margherita ha criticato la gestione economica del Pd.
Mantini sta rilasciando un'intervista a 'Radio Radicale' sui divanetti del Transatlantico. Passa Fassino e va all'attacco: "Hai detto un sacco di cazzate, non basta dichiarare per andare sui giornali, mi sono rotto...". Mantini prova a controbattere: "Ma sono nel comitato dei tesorieri...". Ma la sua autodifesa resta vana, Fassino, entra in Aula attaccando ancora: "Se uno è stupido deve stare zitto". La sfuriata, poi, si ripete in un secondo momento con Fassino che torna a dare a Mantini dell'"irresponsabile". "L'ho visto davvero fuori di sè - dice poi Mantini ai cronisti - e questo punto non so se devo rivedere il rapporto di stima che ho nei suoi confronti". In fondo, aggiunge, "io ho detto cose di cui si discute pubblicamente. E il solo torto che ho è di aver parlato più chiaramente di altri".
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Veltroni: «Prodi aveva venduto la compagnia, questo governo l'ha svenduta»
Alitalia, Bossi: «Lufthansa in campo,
su Malpensa garanzie da Berlusconi»
Due ore di vertice tra il ministro e il premier:
«Hub a Milano o sarà un altro fallimento»
Bossi dopo l'incontro con Berlusconi (Ansa) ROMA - Afferma di aver ricevuto «garanzie» da Berlusconi su Malpensa, ribadendo però che l'opzione Lufthansa (alternativa ad Air France) come partner straniero della nuova Alitalia è «ancora in campo». Al termine del vertice con il presidente del Consiglio a Palazzo Grazioli, il ministro per le Riforme e leader della Lega Nord, Umberto Bossi, mette nero su bianco le conclusioni dell'incontro. Cinque i punti sottolineati dal Senatùr: «Primo: abbiamo riscontrato da parte del presidente del Consiglio la volontà di affrontare e di risolvere il problema di Malpensa. Secondo: prendiamo atto che la scelta del partner di Cai non è ancora definita a fronte della manifestata volontà di Lufthansa. Terzo: abbiamo ottenuto dal presidente Berlusconi assicurazioni circa lo sblocco dei negoziati relativi agli accordi bilaterali che consentono di attirare vettori e destinazioni internazionali su Malpensa. Quarto: abbiamo affidato al sottosegretario Castelli l'esame delle proposte complessive che Cai ci ha fatto con riferimento a Malpensa. Quinto: è evidente che chi pensa di far operare una compagnia aerea senza considerare Milano come un hub è destinato al fallimento e al ripetersi degli stessi errori di Alitalia. Su questo ci pare ci sia una generale condivisione».
LE TENSIONI - Nei giorni scorsi, la scelta del partner straniero di Alitalia aveva provocato tensioni tra Berlusconi e Bossi. Il premier aveva infatti benedetto le nozze Alitalia-Air France, affermando che non c'erano «controindicazioni». Dichiarazioni che avevano provocato l'ira di Bossi. «Il discorso è ancora aperto. È una stupidaggine fare l'accordo con i francesi che chiudono Malpensa e portano i turisti a Parigi». Ora, dopo il vertice, Bossi afferma di aver ottenuto le necessarie rassicurazioni sullo scalo lombardo (dove in giornata si è tenuto il "Malpensa Day" organizzato dalle province e dai comuni dell'area oltre che da Camere di commercio, sindacati e associazioni degli imprenditori e dei consumatori) e rilancia la carta tedesca.
LUFTHANSA - In precedenza, Lufthansa aveva confermato - come dichiarato da Berlusconi - di non aver mai presentato un'offerta per Alitalia, precisando però di aver avanzato «un piano per una possibile cooperazione con la compagnia italiana nell'ambito della star alliance», l'alleanza di code sharing guidata dalla compagnia tedesca. «Non si può escludere - aveva aggiunto - che in futuro avanzeremo una nostra proposta. Bisogna aspettare e vedere cosa succede».
IL PD - Critica l'opposizione. «Il governo Prodi aveva venduto Alitalia - dice Walter Veltroni. - Il governo Berlusconi ha svenduto Alitalia ad Air France». «Siamo sconcertati -prosegue il segretario del Pd - e lo sconcerto conferma le critiche che abbiamo avanzato da tempo al governo per la gestione della vicenda. Il governo Prodi aveva individuato Air France come possibile acquirente di Alitalia e si era profilata un'intesa che avrebbe portato il nostro Paese a far parte di un gruppo che ha un ruolo strategico. Questa procedura era stata fatta nel rispetto delle regole e prevedeva le necessarie risorse per l'acquisto di Alitalia da parte di Air France. Si è fatta però una scelta diversa in nome dell'italianità e si sono caricati sulle spalle degli italiani diversi miliardi di euro ed ora si è arrivati ad una soluzione che ci fa dire che il governo Berlusconi ha svenduto Alitalia», conclude Veltroni. «In un Paese normale - rincara la dose Pierluigi Bersani - non ho mai visto un Governo che ha fatto un'operazione così fallimentare. Questo Governo dovrebbe andarsene a casa».
http://www.corriere.it/politica/09_g...abc_print.html




Credo che il nostro, sia il parlamento più ridicolo di tutti.![]()