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  1. #1
    Comunista democratico
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    Predefinito I campioni del popolo delle libertà: Dell'Utri e Previti

    Marcello Dell'Utri (Palermo, 11 settembre 1941) è un politico italiano. Ricopre la carica istituzionale di Senatore della Repubblica, eletto nelle file del Popolo della Libertà nonostante la condanna in primo grado per concorso esterno in associazione mafiosa e la condanna in Cassazione per frode fiscale, violando dunque la promessa, in campagna elettorale, di non candidatura per chi avesse subito condanne, con una rettifica che invece implicava tutti i gradi di giudizio (secondo la quale Dell'Utri sarebbe in ogni caso dovuto rimanere fuori dalle liste). Collabora attivamente con la formazione politica Il Popolo della Libertà.

    False fatture e frode fiscale
    Ha patteggiato la pena di due anni e tre mesi di reclusione per false fatture e frode fiscale (nell'ambito della gestione di Publitalia '80) a Torino

    Concorso esterno in associazione mafiosa
    Le indagini iniziano nel 1994 con le prime rivelazioni che confluiscono nel fascicolo 6031/94 della Procura di Palermo. Il 9 maggio 1997 il gip di Palermo rinvia a giudizio Dell'Utri, e il processo inizia il 5 novembre dello stesso anno. In data 11 dicembre 2004, il tribunale di Palermo ha condannato Marcello Dell'Utri a nove anni di reclusione con l'accusa di concorso esterno in associazione mafiosa. Il senatore è stato anche condannato a due anni di libertà vigilata, oltre all'interdizione perpetua dai pubblici uffici e il risarcimento dei danni (per un totale di 70.000 euro) alle parti civili, il Comune e la Provincia di Palermo.
    Nel testo che motiva la sentenza si legge:
    « La pluralità dell'attività posta in essere da Dell'Utri, per la rilevanza causale espressa, ha costituito un concreto, volontario, consapevole, specifico e prezioso contributo al mantenimento, consolidamento e rafforzamento di Cosa nostra, alla quale è stata, tra l'altro offerta l'opportunità, sempre con la mediazione di Dell'Utri, di entrare in contatto con importanti ambienti dell'economia e della finanza, così agevolandola nel perseguimento dei suoi fini illeciti, sia meramente economici che politici. »
    http://it.wikipedia.org/wiki/Marcello_Dell'Utri


    Cesare Previti (Reggio Calabria, 21 ottobre 1934) è un avvocato e politico italiano. Ha ricoperto la carica di ministro nel primo governo Berlusconi. Condannato nel 2006 per il processo IMI-SIR, dopo aver beneficiato dell'indulto , attualmente si trova in affidamento ai servizi sociali.
    Processo IMI-SIR



    La sentenza di primo grado, emessa dalla IV sezione penale del Tribunale di Milano il 29 aprile 2003 lo ha riconosciuto colpevole.
    Il 4 maggio 2006 la Cassazione esprime il verdetto definitivo, condannando Previti a 6 anni di detenzione per l'accusa di corruzione nell'ambito del processo IMI-SIR.
    Il giorno successivo, Previti afferma di essersi dimesso dalla carica di parlamentare e si presenta al carcere di Rebibbia, dove viene recluso. Il 10 maggio, ottiene l'affidamento ai servizi sociali ai sensi del comma 1 dell’articolo 47-ter della legge 26 luglio 1975, n. 354, secondo la quale non è prevista la detenzione negli istituti carcerari per un ultrasettantenne, purché non sia stato dichiarato delinquente abituale, professionale o per tendenza né sia stato mai condannato. Il suddetto articolo di legge era stato modificato poco tempo prima, con la legge 5 Dicembre 2005 n. 251 all'art. 7 comma 2, votata anche dallo stesso Previti, ancora parlamentare.


    Processo lodo Mondadori
    Il 13 luglio 2007, la II sezione penale della Cassazione ha reso definitiva la condanna ad un anno e sei mesi per Cesare Previti, ed altri imputati, comminata in secondo grado.
    Questa sentenza stabilisce in modo definitivo che la sentenza del 14 gennaio del 1991 con cui la Corte di appello di Roma (relatore ed estensore della sentenza il giudice Vittorio Metta, anche lui condannato) dava la maggioranza della Mondadori a Silvio Berlusconi era frutto di corruzione. La sentenza di appello del processo Mondadori a carico di Previti, confermata dalla Cassazione, dice esplicitamente che il Cavaliere aveva “la piena consapevolezza che la sentenza era stata oggetto di mercimonio”. Del resto, “la retribuzione del giudice corrotto è fatta nell’interesse e su incarico del corruttore”, cioè di Silvio Berlusconi. Il denaro adoperato per la corruzione proviene dal conto All Iberian, che, secondo i suoi stessi avvocati, era un conto personale di Berlusconi. Berlusconi, nel processo per il lodo Mondadori era stato prescritto avendo ottenuto le attenuanti generiche, ma il reato era stato constatato, né lo stesso Silvio Berlusconi aveva deciso di rinunciare alla prescrizione per essere assolto nel merito. A seguito di questa sentenza l'imprenditore Carlo De Benedetti, a cui la sentenza di Metta portò via la Mondadori, ha annunciato che chiederà il risarcimento di un miliardo di euro.

    Altri procedimenti giudiziari
    L'11 dicembre 2006 viene stabilita la data di un nuovo processo per calunnia a carico di Previti e di Giacomo Borrione, presidente del Comitato Nazionale per la Giustizia (organismo vicino a Forza Italia in Umbria). La vicenda riguarda una querela rivolta dai due presso il tribunale di Brescia contro i magistrati del tribunale di Milano, accusandoli di aver nascosto prove dell'innocenza di Silvio Berlusconi e altri imputati per la vicenda "toghe sporche". In seguito all'indagine risultata nel proscioglimento dei magistrati, è stata disposta l'apertura di un fascicolo a carico di Previti e Borrione per il reato di calunnia, che ha portato al rinvio a giudizio di Previti con sentenza del Gip Eliana Genovese in data 16 novembre 2007.
    http://it.wikipedia.org/wiki/Cesare_Previti
    Myrddin

  2. #2
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    Citazione Originariamente Scritto da Myrddin-Merlino Visualizza Messaggio
    Marcello Dell'Utri (Palermo, 11 settembre 1941) è un politico italiano. Ricopre la carica istituzionale di Senatore della Repubblica, eletto nelle file del Popolo della Libertà nonostante la condanna in primo grado per concorso esterno in associazione mafiosa e la condanna in Cassazione per frode fiscale, violando dunque la promessa, in campagna elettorale, di non candidatura per chi avesse subito condanne, con una rettifica che invece implicava tutti i gradi di giudizio (secondo la quale Dell'Utri sarebbe in ogni caso dovuto rimanere fuori dalle liste). Collabora attivamente con la formazione politica Il Popolo della Libertà.

    False fatture e frode fiscale
    Ha patteggiato la pena di due anni e tre mesi di reclusione per false fatture e frode fiscale (nell'ambito della gestione di Publitalia '80) a Torino

    Concorso esterno in associazione mafiosa
    Le indagini iniziano nel 1994 con le prime rivelazioni che confluiscono nel fascicolo 6031/94 della Procura di Palermo. Il 9 maggio 1997 il gip di Palermo rinvia a giudizio Dell'Utri, e il processo inizia il 5 novembre dello stesso anno. In data 11 dicembre 2004, il tribunale di Palermo ha condannato Marcello Dell'Utri a nove anni di reclusione con l'accusa di concorso esterno in associazione mafiosa. Il senatore è stato anche condannato a due anni di libertà vigilata, oltre all'interdizione perpetua dai pubblici uffici e il risarcimento dei danni (per un totale di 70.000 euro) alle parti civili, il Comune e la Provincia di Palermo.
    Nel testo che motiva la sentenza si legge:
    « La pluralità dell'attività posta in essere da Dell'Utri, per la rilevanza causale espressa, ha costituito un concreto, volontario, consapevole, specifico e prezioso contributo al mantenimento, consolidamento e rafforzamento di Cosa nostra, alla quale è stata, tra l'altro offerta l'opportunità, sempre con la mediazione di Dell'Utri, di entrare in contatto con importanti ambienti dell'economia e della finanza, così agevolandola nel perseguimento dei suoi fini illeciti, sia meramente economici che politici. »
    http://it.wikipedia.org/wiki/Marcello_Dell'Utri


    Cesare Previti (Reggio Calabria, 21 ottobre 1934) è un avvocato e politico italiano. Ha ricoperto la carica di ministro nel primo governo Berlusconi. Condannato nel 2006 per il processo IMI-SIR, dopo aver beneficiato dell'indulto , attualmente si trova in affidamento ai servizi sociali.
    Processo IMI-SIR



    La sentenza di primo grado, emessa dalla IV sezione penale del Tribunale di Milano il 29 aprile 2003 lo ha riconosciuto colpevole.
    Il 4 maggio 2006 la Cassazione esprime il verdetto definitivo, condannando Previti a 6 anni di detenzione per l'accusa di corruzione nell'ambito del processo IMI-SIR.
    Il giorno successivo, Previti afferma di essersi dimesso dalla carica di parlamentare e si presenta al carcere di Rebibbia, dove viene recluso. Il 10 maggio, ottiene l'affidamento ai servizi sociali ai sensi del comma 1 dell’articolo 47-ter della legge 26 luglio 1975, n. 354, secondo la quale non è prevista la detenzione negli istituti carcerari per un ultrasettantenne, purché non sia stato dichiarato delinquente abituale, professionale o per tendenza né sia stato mai condannato. Il suddetto articolo di legge era stato modificato poco tempo prima, con la legge 5 Dicembre 2005 n. 251 all'art. 7 comma 2, votata anche dallo stesso Previti, ancora parlamentare.


    Processo lodo Mondadori
    Il 13 luglio 2007, la II sezione penale della Cassazione ha reso definitiva la condanna ad un anno e sei mesi per Cesare Previti, ed altri imputati, comminata in secondo grado.
    Questa sentenza stabilisce in modo definitivo che la sentenza del 14 gennaio del 1991 con cui la Corte di appello di Roma (relatore ed estensore della sentenza il giudice Vittorio Metta, anche lui condannato) dava la maggioranza della Mondadori a Silvio Berlusconi era frutto di corruzione. La sentenza di appello del processo Mondadori a carico di Previti, confermata dalla Cassazione, dice esplicitamente che il Cavaliere aveva “la piena consapevolezza che la sentenza era stata oggetto di mercimonio”. Del resto, “la retribuzione del giudice corrotto è fatta nell’interesse e su incarico del corruttore”, cioè di Silvio Berlusconi. Il denaro adoperato per la corruzione proviene dal conto All Iberian, che, secondo i suoi stessi avvocati, era un conto personale di Berlusconi. Berlusconi, nel processo per il lodo Mondadori era stato prescritto avendo ottenuto le attenuanti generiche, ma il reato era stato constatato, né lo stesso Silvio Berlusconi aveva deciso di rinunciare alla prescrizione per essere assolto nel merito. A seguito di questa sentenza l'imprenditore Carlo De Benedetti, a cui la sentenza di Metta portò via la Mondadori, ha annunciato che chiederà il risarcimento di un miliardo di euro.

    Altri procedimenti giudiziari
    L'11 dicembre 2006 viene stabilita la data di un nuovo processo per calunnia a carico di Previti e di Giacomo Borrione, presidente del Comitato Nazionale per la Giustizia (organismo vicino a Forza Italia in Umbria). La vicenda riguarda una querela rivolta dai due presso il tribunale di Brescia contro i magistrati del tribunale di Milano, accusandoli di aver nascosto prove dell'innocenza di Silvio Berlusconi e altri imputati per la vicenda "toghe sporche". In seguito all'indagine risultata nel proscioglimento dei magistrati, è stata disposta l'apertura di un fascicolo a carico di Previti e Borrione per il reato di calunnia, che ha portato al rinvio a giudizio di Previti con sentenza del Gip Eliana Genovese in data 16 novembre 2007.
    http://it.wikipedia.org/wiki/Cesare_Previti


    Non rompere le palle, ora stiamo vivendo solo per commentare il fatto GRAVISSIMO del figlio di DI PIETRO che è stato toppato al telefono mentre CONSIGLIAVA qualche suo amico nei posti di amministrazione.

    Cosa vuoi che siano:

    Frode fiscale e fatture false

    Concorso esterno con la mafia

    Corruzione


    nei confronti di una telefonata in cui Cristiano Di Pietro raccomanda un amico!

    Vergognati!



    Ora aspettiamo che oggi ci dia un titolone Giordano su Il Giornale, chessò, che Fassino ha fanculizzato la donna delle pulizie, sennò la vedo dura...

    max
    La chiesa dice che la Terra è piatta, ma io so che è rotonda, perché ne ho visto l'ombra sulla Luna, ed ho più fiducia in un'ombra che nella chiesa.
    Ferdinando Magellano

  3. #3
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    Citazione Originariamente Scritto da Max69 Visualizza Messaggio
    Non rompere le palle, ora stiamo vivendo solo per commentare il fatto GRAVISSIMO del figlio di DI PIETRO che è stato toppato al telefono mentre CONSIGLIAVA qualche suo amico nei posti di amministrazione.

    Cosa vuoi che siano:

    Frode fiscale e fatture false

    Concorso esterno con la mafia

    Corruzione


    nei confronti di una telefonata in cui Cristiano Di Pietro raccomanda un amico!

    Vergognati!



    Ora aspettiamo che oggi ci dia un titolone Giordano su Il Giornale, chessò, che Fassino ha fanculizzato la donna delle pulizie, sennò la vedo dura...

    max
    Eh eh eh, allora domina l'ipocrisia e la menzogna nel dibattito pubbhlico italiano, come sempre ...
    Myrddin

 

 

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