User Tag List

Risultati da 1 a 6 di 6

Discussione: Hitlerismo e Romanitas

  1. #1
    IlProscritto
    Ospite

    Predefinito Hitlerismo e Romanitas



    Hic niger est hunc tu Romanae caveto!


    Il 21 Aprile del 753 a.c. sotto il segno della Stella Venere viene fondata ROMA. Non si tratta di un semplice avvenimento umano, bensì di un’azione sacra voluta dagli Dei. E’ l’inizio del compimento di un Destino, il destino della Razza di Roma.
    In quel tempo, dopo la fine del ciclo iperboreo e atlantideo, i popoli Ari avevano preso diverse direzioni e diversi stanziamenti, nel Mediterraneo si erano viste le vestigia di Sparta e dei Dori, e gli Ari erano giunti fino al dominio dell’Egitto da quelle misteriose “Isole d’Occidente”. Nonostante ciò, il bacino mediterraneo si trovava in piena decadenza spirituale, rispetto alla sua origine: non più società virili e guerriere, rette da culti Solari ma decadenti sistemi mercantili che vedevano protagoniste oscure genti come Etruschi e Fenici e società matriarcali.
    E’ qui, in questo momento di maggiore crisi che appare un raggio di luce Iperborea, è il Sangue Nordico di Romolo. Uno sparuto gruppo di guerrieri dediti alla pastorizia , poveri e senza donne, si stanzia nel Latium, la Saturnia Tellus, l’ Hesperia, antico nome dell’Italia derivato appunto dalla stella Lucifero. Questi sono circondati da pomposi e presuntuosi popoli ricchi di materia, ma poveri di forza divina. La Gens Romulea è vista dal resto dei popoli della zona come dei barbari, dei barbari pericolosi.
    Ma, essi trionfarono, per un unico motivo, erano portatori di un Destino Divino, e le loro azioni storiche sono segnate tutte dalla stessa Sacralità. Un Diritto che proviene dall’alto, dalla propria discendenza divina, e che spazza via qualunque cosa gli si opponga. In poco tempo gli Etruschi, genti orientali, degenerati materialisti lunari, dediti a ogni sozzura vengono sconfitti dalla luce Solare del Romano. Nella scacciata di Tarquinio il Superbo, e quindi nell’inizio della Repubblica si sancisce l’evento fondamentale della vittoria della Romanitas sul suolo che fu benedetto dal solco tracciato da Romolo.
    E questo destino, questo archetipo, della vittoria dell’elemento superiore, ario, su quello tellurico e meridionale stà alla base stessa della nascita di Roma: Remo viola il Sacro Confine, beffandosi di Romolo, beffandosi della sua ispirazione divina, viene inesorabilmente punito. Questo principio entra a far parte dell’inconscio di ogni vero Romano a ricordare sempre che a nessuno, sia pure il proprio fratello, sia pure il fratello di Romolo, è concesso violare il nome di Roma, e vediamo in tutti i nemici di Roma il ripetersi del ruolo inferiore svolto da Remo, ecco ancora e sempre la vittoria della Luce sulle Tenebre, ed è questo il punto focale a determinare la natura della razza nordica romana, natura comune a tutte le genti indoeuropee.
    La Fondazione di Roma è già in sé una lotta razziale contro gli elementi oscuri, rappresentati principalmente all’inizio dagli etruschi, poi dai fenici, dai cartaginesi (Carthago delenda est!) infine dai cristiani. Roma nasce combattendo l’antieuropa, combattendo razze protoindoeuropee ed orientalidi e cade (come impero materiale) sconfitta da queste stesse forze, soffocata dalla plebe siriana che infettava l’aria di Roma con il puzzo dei morti che si alzava dal sottosuolo, delle catacombe oscure in cui quei caldei erano dediti riunirsi per fugare la luce del Sole.
    Roma è quindi l’incarnarsi più forte del principio eterno dell’universo, della lotta tra Dei e Demoni, e quindi tra i figli rispettivi di questi incarnati su questa terra, è l’archetipo che viene rappresentato dallo stesso Solstizio d’Inverno: vittoria del Sole sull’oscurità. Un Culto Solare, Eroico e Virile, di contro a culti matriarcali, lunari, orgiastici. La Luminosità Ariana, Nordica, che si dimostra nella grandezza del genio di Roma e nella Vir del Romano, di contro a tutto ciò che è niger.
    E’ questo il vero centro di differenziazione tra razze ariane e non ariane nel mediterraneo, e quindi la base delle future lotte di Roma, e dell’odio che tutti i popoli del bacino mediterraneo provavano per essa. Tutti la vollero distruggere, gelosi della sua luminosità, tutti sentivano il loro destino decadente farsi sempre più soffocante, sentivano la propria agonia farsi sempre più forte e sapevano che nulla avrebbero potuto fare per salvarsi, così popoli un tempo nemici storici si allearono per giungere fino al cospetto delle Mura, ma la Triade Capitolina fu ben più forte di qualche donna-rapace, e conobbero l’inesorabile riscossa della razza di Roma, furono cancellati da quelli che un tempo erano le loro città più fiorenti, e su quelle terre fu sparso il sale.
    Questa è la fine dei nemici di Roma. Nemici dell’Europa, nemici degli Arii. Questa fu la fine di Cartagine, l’antieuropa per eccellenza del mondo antico. Ancora una volta, nel Solstizio d’Inverno si potette celebrare la Vittoria Solare di Roma. Nella stessa campagna di Gallia, nello sterminio dei Druidi per opera di Cesare non c’è una vittoria del sud sul nord, ma si tratta totalmente dell’opposto: i druidi di quel tempo non erano più la casta gotica dei primordi, ma i golen infiltrati (si veda La Cronaca di Ura Linda a cura di Hermann Wirth) ultimi rappresentanti delle forze lunari, basate sul sacrificio umano, tanto è vero che in quella lotta si videro Romani e Germani alleati contro i Galli (Galen, Golen), non a caso.
    Ma vediamo come si svolgeva un particolare rito del Solstizio nella Roma arcaica: Alcune donne Patrizie, ossia Romane, sono riunite nel tempio di Vesta conducono con esse delle schiave, che nel culmine della cerimonia venivano scacciate fuori dal tempio. Le schiave rappresentavano l’oscurità scacciata dal Sole. La razza ariana, olimpica scaccia le razze oscure, infere, e tutta la vita sociale di Roma, e quindi quella spirituale erano basate su questa differenziazione razziale.
    I Romani erano infatti gli appartenenti alle 300 gens discendenti dal clan di Romolo, e il Senato era il custode della Legge di Roma, composto da 300 senatori, uno per ogni famiglia, così i romani erano gli unici che potevano appartenere all’Ordine dei Pretoriani. Stiamo parlando di una società divisa in caste, in cui all’inizio la differenziazione razziale era nettissima, tanto da basarsi semplicemente sul colore di capelli: biondo per i Romani, ossia il Patriziato, scuro per i non romani.
    Abbiamo visto come nella vita romana, ossia lo svolgersi del suo destino di dominio e di stabilire l’ordine divino sul mondo, lo spirito non si scerne dalla materia, come i simboli dei riti, centrali nella vita romana, siano appunto rappresentazioni delle azioni di Vittoria di Roma. Ed è appunto il Sole e la Vittoria (la Sieg, e il suo culto centrale nei Romani e nei Germani, Sieg Heil) di questo, inteso in ogni ambito metafisico e fisico (i due aspetti sono l’uno dipendente all’altro) dell’esistenza a costituire il fulcro della visione del mondo delle genti Arie.
    Ciò è riassunto in un simbolo eterno: lo SWASTIKA. Il simbolo del Sol Invictus, simbolo che segna le migrazioni ariane in tutti i continenti. Lo Swastika è portato nella Saturnia Tellus appunto dai Romani, e da altri popoli cosiddetti Latini ed Italici di provenienza Nordica, che quindi segna la sacralità romana ancor prima del fascio littorio (di derivazione etrusca..). Si potrebbe dire che Roma rappresenta la vittoria dello Swastika sul culto della luna.
    Se è certo che la prima vera manifestazione Iperborea, o forse neo-iperborea, post-diluviana, nel mediterraneo fu Sparta è certo che questa fu solo la precognizione di Roma, questo eterno centro della Tradizione Primordiale. Sparta deve sacrificarsi perché poi sorga Roma, ricordiamoci i 300 Spartani delle Termopili, essi sono gli Avi Mitici dei 300 capi clan della gens romulea, poiché non c’è solo una genealogia fisica ma anche una metafisica.
    Roma non è altro che Thule che risorge dalle acque che l’hanno sommersa, è il fuoco che vince l’acqua. E’ la Luce che illuminerà i secoli e si reincarnerà nelle lotte degli ariani. I Romani erano figli di Lucifero, erano i Vir-a, erano uomini contro il tempo, dèi incarnati, Angeli Caduti. E’ questo il nostro Archetipo eterno. In esso vediamo sorgere quello dell’Imperium e del Pontifex Maximus, il Führer, poiché anche qui non si tratta come molti pensano di un sistema basato su una piramide a gradoni, no, la comunità Romana è un Circolo, e Augusto, il Pontefice, è Primus inter pares.
    Ma vediamo cosa intende la cosmovisione Hitlerista per IMPERO, per REICH. Julius Evola scrive in “Imperialismo Pagano”:
    Impero in primo luogo su se stessi, per una razza di Capi, superbi dominatori delle loro anime, e non femminucce dagli occhi volti al cielo e prese dal semitico timor di Dio; per una razza di uomini che sdegna la contaminazione del fraternalismo mistico preconizzato dalle ecclesie cristiane, forte in quella virus, che è irriducibile all’umiltà, alla carità, alla rinuncia, alla grazia; per una razza di uomini che sdegna la pace e dichiara:
    La Guerra è Bene, nella guerra non intendendo odio, prepotenza o bruta violenza, ma qualcosa di Sacro, qualcosa di trascendente, una via per il superamento, per la liberazione, per il possesso apicale del proprio essere, come nella consacrazione dell’eroismo della Bhagavad-gita, e risuonante nel giuramento superbo dei soldati di Fabio: non di vincere o morire, ma di tornare vincitori;
    pur restando, la guerra, come portatrice di un tale valore essenzialmente spirituale, il mezzo per cui si, Romanamente – non in nome del pallido fantasma del diritto o per risibile espansione pacifica, coloniale o migratoria, ma per superiorità e dignità – una stirpe luminosamente e gloriosamente si espande su terre e popoli, come una volontà profonda di organizzazione”

    Aggiungiamo noi: volontà divina di ristabilire l’Ordine Cosmico tramite l’azione di un Pontifex, di un Avatar.
    Non si perda mai di vista il senso profondo di tutto questo, non stiamo parlando di azioni “politiche”, o “ideologiche”, bensì quando affermiamo la Sacralità del sistema castale noi affermiamo una realtà immanente, che si giustifica a sé, nel suo essere mandato divino, in quanto azione di una razza di Signori, una razza discendente da Marte: i Romani. Punto.
    Così ogni azione svolta da questa gens, nella creazione dell’Imperium, prima di cadere in contaminazioni etniche, ha un valore che và oltre l’umano, e di cui le vestigia materiali (le grandezze architettoniche, il genio dell’urbanistica, le strade, i codici ecc..) sono solo il suo lato più basso, più essoterico, e non a caso facilmente esaltato dalle masse odierne, che riescono a vederci solo ciò.
    Noi abbiamo bisogno di qualcosa di più, abbiamo bisogno del ritorno all’originario ethos ariano, alle forze pure della tradizione nordico-romana, al simbolo imperiale dell’Aquila” scriveva Evola in “Imperialismo pagano”, apparso in “tempi non sospetti” per quanto riguarda il maldestro arrangiamento “razziale” del fascismo.
    Ed è per questo che noi vediamo vero erede della Romanità nel XX secolo il Nazionalsocialismo, e rigettiamo qualunque supposta opposizione tra germanesimo e romanità. Niente di più falso: Hitler non accettò mai tale dualismo, portato avanti forse da qualche ignorante figura presente anche nel Terzo Reich come nel Fascismo Italiano, anzi, aveva una chiara visione di superamento dei concetti nazionali odierni nel guardare alla storia del passato e quindi del futuro, e la sua visione della società e dell’uomo era totalmente Romana, se ci teniamo a usare questo termine.
    V’è un’ origine metafisica anche in tutto questo, Roma è giunta nelle sue vittorie fin là dove doveva giungere, e si è fermata là dove si doveva fermare, cioè il Reno, poiché là altri Numi avrebbero poi raccolto le insegne Imperiali, prima con i regni Goto-Romani, poi negli apogei del Ghibellinismo e dei Cavalieri del Graal, fino alla resurrezione nel Terzo Reich. E in questo noi vediamo incarnarsi quegli stessi principi della Roma arcaica.
    Gli Hitleristi sono stati i portatori dello Swastika in una Europa coperta dalle tenebre di dottrine asiatiche come il bolscevismo, essi erano dei barbari, dei poveri barbari pericolosi, tutti ridevano di loro, in una Germania di Weimar che somigliava molto all’Etruria, coperta di cabaret e spettacoli sensualistici e orgiastici, una vita fondata sulla degenerazione morale, sul demonismo delle masse.
    Ecco una Männerbünde, come i primi Romani, che si impone, per destino, e ogni azione del movimento nazionalsocialista acquisterà un valore di Rito, proprio come nella storia romana, in cui la storia si fonde con la leggenda. Come nell’Antica Roma anche nel Terzo Reich il Rito era alla base di tutto, ed era fondamentale rispettare i tempi e le modalità dello svolgimento, sia nei riti pubblici (come ai congressi), che in quelli privati (codificati soprattutto dalla ).
    Su tutto splende la luce dell’Augusto, il Führer, il Pontifex Maximus, l’Avatar: Adolf Hitler. L’Aquila Imperiale, ora, ghermisce lo Swastika, come a voler significare una vittoria universale dell’Arianità in tutte le sue varie manifestazioni, ancora una volta quindi la vittoria del Sole sulle Tenebre, questo celebravano gli nei Solstizi quando si trovavano nelle pianure dell’est, combattendo contro l’Asia, contro l’oriente, eterno nemico di Thule.
    I Bolscevichi, d’oriente o d’occidente, nelle vesti della finanza mercantile, hanno incarnato il ruolo degli etruschi, dei cartaginesi, mossi dall’odio contro lo splendore del Reich e dal suo Diritto all’Imperium sui popoli slavi, che, sottomessi, come per la Lex Romana, avevano perso il favore dei loro dèi, i loro numi, e in questo stava la ragione della loro sconfitta, per cui una sottomissione non dovuta all’azione umana, ma allo stabilirsi del Cosmos, l’Ordine. E una Casta di Signori si Impone. Quindi distruzione del Nemico prima di tutto come compito cosmico, come dovere spirituale, come Guerra Sacra, questo è il senso della Grande Guerra.
    Ed è questo concetto di Ordine e di Dominio, prima di tutto sul Sé, che è la via Tantrica dell’Hitlerismo, che è la Via Romana al Sacro, a incarnarsi superbamente nell’Ordine , nella sublimazione dell’elemento Marte, ereditato da quegli Ordini Cavallereschi, che pongono inesorabilmente le proprie radici nei Pretoriani di Augusto: poiché se è ovvio che lo stesso spirito Ario si trovava nei contemporanei guerrieri Germanici, verso cui mai da parte del vero Romano ci fu disprezzo, ma sempre ammirazione e rispetto, è vero d’altra parte che solo Roma per prima dà la FORMA, ed è questo il suo ruolo fondamentale che nessuno potrà mai ignorare.
    Guardiamoli marciare, gli elmi splendono, infiniti stendardi con simboli solari, ognuno appare uguale all’altro, si percepisce un marmoreo senso di disciplina totale, di fermezza olimpica, Marziale ed Apollinea, celebrano un trionfo marciando sotto un Arco, il Capo stende il braccio nel Saluto Romano (non a caso…), potrebbe trattarsi di Roma antica come di Berlino 1939.
    Al fascismo Italiano mancarono invece i fondamentali elementi di distinzione aristocratica del Romano, superbamente portati dalla : “Nel silenzio, nella dura disciplina, per dominio e superamento di sé, noi dobbiamo creare con uno sforzo tenace e alacre di individui una elitè, in cui riviva la Sapienza Solare: quella virtus che non si lascia parlare, che sorge dal profondo dei sensi e dell’anima e non si testimonia con argomenti e libri, ma con atti creativi”.
    In realtà nell’Italia del primo dopoguerra vediamo fronteggiarsi ancora una volta le forze superiori goto-romane, rappresentate dalla parte migliore del fascismo, e quelle infere, cattoliche ed etrusche rappresentate dal fronte anti-fascista, ma, il vero dramma è che queste stesse forze si sono infiltrate, astutamente, all’interno del fascismo, forse per una mancanza che sta all’origine, per un pericolo sempre presente in tutto quello che nasce in Italia anche se all’origine vi è una volontà umana Solare e Romana: è il pericolo dell’Etruschizzazione.
    Siamo di fronte ad un principio oscuro che affonda le sue radici nella notte dei tempi, forse nei maghi neri di Atlantide, e che se pur vede sconfitti sul momento i suoi rappresentanti umani, non si è riusciti a scacciare del tutto; quelle forze oscure, poi rievocate e potentizzate dal cristianesimo, che in un atto satanico ha preso come sede propria Roma.
    Il famoso episodio dell’operazione Ekatlos, in cui il Gruppo di Ur operò su un antico fascio littorio etrusco, per rievocare le forze della tradizione romana, e che secondo Evola avrebbe determinato sia la vittoria della prima guerra mondiale che il sorgere del fascismo, potrebbe essere stato in realtà qualcosa di estremamente deviante, proprio per il fatto di non essersi collegato a forze puramente Ariane, ma Etrusche.
    E così diede adito all’antigermanismo di cui furono rappresentanti Futuristi e D’Annunzio, che di certo non possono essere definiti Romani per quanto si riempissero la bocca della parola “roma”, e che in fondo minò quello che poteva essere un destino ben più luminoso, che finì invece nell’inevitabile tradimento dell’8 settembre e che segna sempre quell’ambiguità “italiana”, come se manchi sempre qualcosa di veramente superiore. Ciò che è mancato al fascismo è ciò che è mancato finora a qualunque gruppo o movimento si sia presentato sul suolo italico, cioè la piena coscienza di una purezza Romana, scarna da qualunque contaminazione.
    Gli Hitleristi Italiani devono sempre stare in guardia di fronte a questo, forze oscure, demetriche, e feminee sono sempre pronte a infiltrarsi, contaminare, agendo tramite elementi inconsapevoli, così anche le cose più alte in questa terra possono decadere a causa di ciò.
    Si notino per esempio alcuni elementi del fascismo: assume come simbolo il fascio littorio, che se pur è stato un simbolo anche romano, non lo è stato esclusivamente, bensì è prima un simbolo etrusco (e abbiamo visto quale è il ruolo di questo popolo), resta legato alle forze decadenti dell’Italia: la monarchia sabauda (il periodo monarchico etrusco-romano?), di ispirazione massonica e soprattutto alla chiesa cattolica, forze totalmente anti-romane.
    Altro elemento, di importanza fondamentale, è il rapporto di Mussolini con le donne, quale differenza anche in questo aspetto tra lui e Hitler! In Mussolini ci sono da questo punto di vista i più bassi aspetti della “mediterraneità”, che mai il fascismo riuscì a cancellare, e mai lo volle fare, per porre come centro della vita la vera Romanitas (che troviamo solo nello spirito prussiano del Nazionalsocialismo), poiché non è possibile creare un tipo umano superiore, che incarni la Virtus, se gli stessi Capi non sono realmente tali e cioè incarnino in tutto e per tutto questa natura superumana, questo è il confine netto tra la natura di Mussolini e quella di Hitler.
    E questo è il motivo centrale della mancanza fin ora in Italia di un serio discorso di creazione di un Uomo Nuovo. Se guardiamo al fondo dei simboli vediamo quindi quel sensualismo lunare, quell’azione della donna nel suo aspetto inferiore (non ario), che in Italia ha un’ origine fisica e metafisica in quella determinata decadenza orientalide, di culti lunari legati a Diana e Dioniso, di matrice pre e post-romana, che giunge a determinare le azioni dei Capi.
    Quale differenza totale tra un Hitler che dice “la mia donna è la Germania!”, e un Mussolini che ospitava le sue amanti a Palazzo Venezia! Un Hitler che si toglie romanamente la vita insieme alla sua unica compagna, solo negli ultimi minuti dell’apocalisse di Berlino, e un Mussolini che fugge travestito e poi fucilato, insieme alla sua amante, mentre sua moglie magari preparava la colazione per i suoi figli, in una tranquilla casa borghese: tutto questo non ha nulla di Divino, di Superiore, come nel caso del Nazionalsocialismo e di Hitler, ma è davvero un grottesco “umano troppo umano”.
    Potremo oggi immaginare una nipote di Hitler che fa i teatrini in TV? Invitata ai talk show, con un passato da modella erotica? Ecco…questa è l’oscurità da cui prima di tutto và liberata questa terra che già di per sé porta i semi della decadenza, ed il fascismo ancor prima di parlare di difesa da nemici etnici esterni avrebbe dovuto operare per una lotta reale, e ispirata, verso quelli interni. Ma mancavano le basi spirituali per poter giungere a comprendere questa lotta su piani più alti, alcuni tentarono, e furono gli eretici del Fascismo.
    Nel motto il mio Onore è la Fedeltà (Fides), il continuo sentirsi al cospetto degli Avi ed eredi di questi cui dipende il senso sacrale della propria terra, dei suoi dei e del proprio destino (Pietas), il senso di appartenenza a una stirpe di Signori, il disprezzo per ciò che non è alla luce del Sole e quindi lo spazzar via ogni stortura pseudo-esoterica, bassamente magistica, a favore di una Magia della Realtà, di una realizzazione del Sé e delle facoltà del Vir, per trasmutarlo in Dio, nel culto degli Eroi che si fanno Dei, nello Ius Sanguinis, nella trasmutazione Alchemica che è il senso esoterico della Roma Amor, in tutto ciò noi vediamo Roma nell’Hitlerismo, e attraverso ciò giungiamo all’eterna Iperborea.
    2642 anni dopo la fondazione di Roma la Stella del Mattino riappare ancora, illuminando questa volta la nascita di un altro Romolo, destinato a scacciare gli elementi oscuri portando la luce del Simbolo Eterno, come una saetta del Giove Ottimo Massimo che discende per fulminare il decadente, il destinato alla morte, il subtellurico, nel suo viso non c’è espressione né di gioia né di dolore, uguale di fronte alla vita e di fronte alla morte, appare in tutto il suo aristocratico distacco, egli è l’Augusto che molti hanno visto ma pochi hanno riconosciuto.
    Solo oggi in Hesperia un nucleo scelto e pre-scelto ha preso coscienza di tutto questo, essi sono i Viandanti dell’Aurora, i Figli di Romolo, i Goto-Romani, i Pretoriani del Sole Nero.

    http://www.ordonigrisolis.net/corrente88/


    •   Alt 

      TP Advertising

      advertising

       

  2. #2
    Forumista assiduo
    Data Registrazione
    02 Apr 2009
    Messaggi
    5,494
    Mentioned
    19 Post(s)
    Tagged
    4 Thread(s)

    Predefinito Un discorso pericoloso

    Voler trovare legami fra la Tradizione Romana e il nazional socialismo credo sia difficile. In ogni caso queste parole sono pregne di esaltazione e di inesattezze. Le lascio affinchè si possa aprire un dibattito, l'impostazione è pesante e lontana dallo spirito romano.

  3. #3
    email non funzionante
    Data Registrazione
    30 Sep 2008
    Messaggi
    124
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    non condivido nessuna parola di questo articolo... senza contare che non apprezzo per nulla l'hitlerismo esoterico di serrano, sebbene colui che ha pubblicato l'articolo sullo spazio ordonigrisolis, per quanto lo conosco, è una persona del tutto rispettabile

  4. #4
    Moderatore
    Data Registrazione
    20 Jan 2011
    Località
    Lombardia
    Messaggi
    15,362
    Mentioned
    208 Post(s)
    Tagged
    19 Thread(s)

    Predefinito

    [quote=IlProscritto;9232479][center]



    Non si tratta di un semplice avvenimento umano, bensì di un’azione sacra voluta dagli Dei. E’ l’inizio del compimento di un Destino.


    questa è l'unica parte del post che quoto.

  5. #5
    Registered User
    Data Registrazione
    04 May 2006
    Messaggi
    20
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    La pietà la invoco io. Delirante è dir poco. Liberiamocene e guardiamo avanti. Basta con 'sta roba! Non se ne può più.

  6. #6
    Sozial und National!
    Data Registrazione
    10 Nov 2008
    Messaggi
    789
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Ma veramente mi sono fermato a 'guerra razziale' sinceramente l'articolo contiene un coacervo di idiozie paurose definisce gli etruschi orientali e matriarcali cose molto probabilmente che risalgono all'ottocento è che sono state spazzate via dallo studio delle fonti antiche da parte di archeologi che hanno appurato che gli etruschi a differenza di popolazioni quali i fenici(semiti)vengono dall'oriente indoeuropeo e di conseguenza sono patriarcali.

    Trovo ridicole gli accostamenti tra nazionalsocialismo è la romanitas cosa che solo fanatico di thule può rinvenirvi ma soprassediamo.

    Ora la tradizione romana prisca affonda le sue radici nella storia della saturnia tellvs o giardino delle esperidi il nostro amato paese cosi chiamato dalle genti che abitavano il mediterraneo greci,fenici,hittiti e quant'altre popolazioni si affacciassero sul mare nostrum,roma sara dal 753 al 509 a.c un regno ma con la cacciata di tarquinio il superbo, si instaurerà la repubblica dal 509 al 27 a.c con la fondazione dell'impero da parte di avgvsto,ricordo che gli dei dei germani ed i germani stessi erano ostili a roma ed alla sua civilta basti pensare a come si comportò arminio con roma,arminio fu un princeps romano che ruppe un giuramento di fedelta con roma,tramando contro di essa fino alle tragiche conseguenze del tradimento da lui consumato nella selva di teuto burgo 9 d.c ma che molti centurioni e legionari sopravissuti saranno sacrificati agli dei dei germani sarà solo nel 14 che tiberio affiderà a germanico le operazioni belliche per riscattare l'onore dell'esercito romano solo nel 16 d.c che saranno riprese le tre insegne legionarie che furono sottratte ai romani dopo la battaglia di teutoburgo da parte del traditore arminio.Ora fare sconclusionati paragoni tra la romanitas e addirittura un partito politico quale il N.S.D.A.P del cui alcuni membri fondatori delle ss esalteranno la vittoria di arminio sulle legioni romane negli anni trenta tra l'altro questi individui erano soliti recarsi sul luogo della battaglia per rendere omaggio al traditore arminio.Ora non vedo perche mai si debbano fare accostamenti tanto azzardati tra il nazional socialismo e la magnifica ed eroica welthsaung classica con la forza dei suoi simboli,l'aquila,il fascio,il pentacolo(non la wicca eh)il picchio ed il lupo solo per citarne alcuni.

    Ma si nota che la roma del periodo regio e quella repubblicana furono per certi versi simili a sparta,molto probabilmente esse affondano le loro radici storiche in quei popoli indoeuropei che praticavano culti uranici e solari ma sopratutto guerrieri.

 

 

Discussioni Simili

  1. Il Cattolicesimo è un frutto della Romanitas?
    Di amerigodumini nel forum Destra Radicale
    Risposte: 240
    Ultimo Messaggio: 02-08-13, 12:42
  2. Romanitas numero 2 nuova serie
    Di Il Pretoriano nel forum Destra Radicale
    Risposte: 19
    Ultimo Messaggio: 30-05-07, 12:39
  3. Romanitas....
    Di Danny nel forum Fondoscala
    Risposte: 66
    Ultimo Messaggio: 18-12-06, 18:27
  4. Romanitas Nostra
    Di nhmem nel forum Paganesimo e Politeismo
    Risposte: 0
    Ultimo Messaggio: 15-03-05, 01:39
  5. Sempre da indymedia: Romanitas e genocidio...
    Di Orazio Coclite nel forum Destra Radicale
    Risposte: 10
    Ultimo Messaggio: 23-02-03, 20:52

Chi Ha Letto Questa Discussione negli Ultimi 365 Giorni: 0

Permessi di Scrittura

  • Tu non puoi inviare nuove discussioni
  • Tu non puoi inviare risposte
  • Tu non puoi inviare allegati
  • Tu non puoi modificare i tuoi messaggi
  •  

1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26 27 28 29 30 31 32 33 34 35 36 37 38 39 40 41 42 43 44 45 46 47 48 49 50 51 52 53 54 55 56 57 58 59 60 61 62 63 64 65 66 67 68 69 70 71 72 73 74 75 76 77 78 79 80 81 82 83 84 85 86 87 88 89 90 91 92 93 94 95 96 97 98 99 100 101 102 103 104 105 106 107 108 109 110 111 112 113 114 115 116 117 118 119 120 121 122 123 124 125 126 127 128 129 130 131 132 133 134 135 136 137 138 139 140 141 142 143 144 145 146 147 148 149 150 151 152 153 154 155 156 157 158 159 160 161 162 163 164 165 166 167 168 169 170 171 172 173 174 175 176 177 178 179 180 181 182 183 184 185 186 187 188 189 190 191 192 193 194 195 196 197 198 199 200 201 202 203 204 205 206 207 208 209 210 211 212 213 214 215 216 217 218 219 220 221 222 223 224 225 226