10 gennaio 1979
I Camerati vogliono ricordare la Strage di Acca Larentia, accaduta solo l'anno precedente...
Cortei spontanei vogliono raggiungere la sede dell'FDG di Acca Larentia, ma l'atmosfera è tesa e pesante!!!
Le forze dell'ordine sono in tenuta antisommossa!!!
Parte un colpo dalla pistola dell'agente Alessio Speranza che raggiunge Alberto, che cade a tera ferito...
Per 30 minuti nessuno si potrà avvicinare al suo corpo...
Morirà dopo 2 ore!!!
Vogliono far passare Alberto per un delinquente, ma la verità viene a galla: Alberto non era armato, Alberto manifestava pacificamente!!!
Aveva solo 17 anni...
Sono passati 30 anni da quel maledetto giorno, uno dei tanti che ha visto cadere un ragazzo, un uomo, un Fascista per i suoi ideali!!!
I CAMERATI NON DIMENTICANO...
CAMERATA ALBERTO GIAQUINTO
PRESENTE!!!
Una storia diritta e pesante
che segue la strada coperta di stracci,
la tua bocca veloce e furtiva
che segna una vita ancora da vivere.
E i tuoi amici che stanno tranquilli,
c'è tua madre che ti porta un caffè.
Da domani sui muri il tuo nome ed in piazza il tuo cuore.
La partita a pallone, la scuola,
un sette in condotta e un tre in religione,
un liceo tra i più caldi di Roma
e quest'anno sarai rimandato in latino.
La domenica corri allo stadio
e alla sera con gli amici del bar
chi l'avrebbe mai detto che dopo ti avrebbero ammazzato.
Italia i tuoi figli non hanno lacrime per piangere.
Italia dimmi chi ti ha pagato per uccidermi.
Il tuo potere, Italia, non mi fa paura.
E' deserto, una notte in bottiglia
e la discoteca già morta da un'ora,
i tuoi inutili giochi a quest'ora
per spiegarle che in fondo le vuoi sempre bene.
Il tuo ultimo bacio ed un ciao
e le labbra più calde di te.
Oggi è morto un fratello, domani saremo più forti.
E le auto bruciate e le mani,
una piazza sepolta da mille bandiere,
una donna che piange in corteo.
Polizia a cavallo e una carica yankee,
tutto a un tratto il mio cuore non corre più
guardo dietro e ti vedo per terra,
poliziotto ha colpito alla nuca un ragazzo che fugge.
Italia i tuoi figli non hanno lacrime per piangere.
Italia dimmi chi ti ha pagato per uccidermi.
Il tuo potere, Italia, non mi fa paura.(Italia, Michele Di Fiò)





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