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Discussione: 1996_Eldorado Sardegna

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    ELDORADO SARDEGNA APRONO LE MINIERE D' ORO

    Repubblica — 19 maggio 1996 pagina 30 sezione: ECONOMIA

    CAGLIARI - Nel 1987, quando furono avviate le prime ricerche, parlare di oro in Sardegna equivaleva a coprirsi di ridicolo. Rideva la gente comune, sorridevano con sufficienza i professori universitari. E la Costa Smeralda per qualche giornale diventò ironicamente la costa d' oro. Sono passati nove anni e l' oro in Sardegna, in grande quantità e di ottima qualità, non solo è stato trovato ma è quasi pronto a entrare nel mercato. "Pensiamo di avviare la fusione del primo lingotto entro il febbraio 1997", annuncia Giampietro Pinna, presidente della Progemisa, il braccio operativo dell' Ente minerario sardo. Se si è arrivati a questo punto lo si deve proprio alla caparbietà di questo geologo sardo cresciuto nelle miniere di piombo e zinco dell' Iglesiente. Grazie a lui la Sardegna è destinata a diventare il primo distretto aurifero d' Europa. I NOMI di Furtei e di Monte Santu Miali, dove sorge, a 40 chilometri da Cagliari sulle colline della Marmilla, l' Eldorado sardo, sono entrati da tempo nelle riviste specializzate e richiamano tecnici delle maggiori compagnie statunitensi, sudafricane e australiane attratti, loro abituati a lavorare anche a mille metri di profondità e in località desolate, da una miniera a cielo aperto, con un filone consistente di ottimo tenore, e a pochi minuti da un attrezzato centro di comunicazione. Ma le vere credenziali sono arrivate dalla joint venture con le australiane Gemcor e General Gold Risorse azionista di maggioranza della Gold Mines of Sardinia Limited (Gms), che detiene il 70 per cento della Sardinia Gold Mining Spa la società costituita insieme alla Progemisa la quale controlla il restante 30 per cento. Che la Gold Mines of Sardinia, quotata all' Australian Stock Exchange, sia qualcosa di realmente interessante lo confermano due nomi che nel mondo della finanza contano: Rotschild e Soros. Forte di una più che consolidata esperienza la banca N.M. Rotschild ha acquisito il 17,8 per cento della Gms mentre il finanziere internazionale George Soros con un 4,8 per cento non si è lasciato sfuggire l' occasione di una nuova scorreria nei mercati dell' oro. L' affare c' è. Ed è per questo che la Gold Mines of Sardinia tra breve si quoterà anche alla Alternative Investment Market di Londra e alla Borsa di Lussemburgo per racimolare cinque milioni e mezzo di sterline da utilizzare per nuove ricerche nei prossimi tre anni. L' Eldorado, infatti, non finisce a Furtei. Nel nord-Sardegna, a Osilo, a venti chilometri da Sassari, è stato individuato un altro giacimento ancora più ricco, che comincerà a produrre entro il 1998. E in tutta l' isola sono cinquanta le aree ' indiziate' che solo per mancanza di finanziamenti non è stato possibile esplorare. Sino a questo momento l' operazione oro in Sardegna è costata quattro milioni e mezzo di dollari australiani (quasi cinque miliardi e mezzo di lire), versati in buona parte dalla società australiana dopo che nel 1992 la Sim (Società italiana miniere dell' Eni) decise di abbandonare la Progemisa e di cedere il 50 per cento delle quote su un capitale iniziale di sei miliardi. Per avviare la miniera di Furtei servono ora altri 22 miliardi, nove dei quali dovrebbero arrivare, il decreto è alla firma del ministro dell' Industria, con la legge mineraria. "Entro giugno", dice il presidente della Progemisa, "anche quest' ultimo problema si dovrebbe risolvere. Siamo il terzo progetto destinato al finanziamento e se non interverranno ostacoli entro sei-otto mesi saremo in piena attività". Il giacimento accertato di Monte Santu Miali è di sei milioni di tonnellate dalle quali si potranno ricavare 2,6 grammi di oro per tonnellata. In Sudafrica, giusto per capire, si lavorano normalmente filoni di 250-300 mila tonnellate che danno una resa di 1,5 grammi per tonnellata. Per una miniera a cielo aperto, e quindi con costi ridotti, la resa viene considerata ad alto livello. Esaurito il giacimento a cielo aperto, ci vorranno circa cinque anni, si comincerà a lavorare in galleria. Gli utili ricavati, la stima è di 80 miliardi, saranno immediatammente reinvestiti nella ricerca. "Per ora", conclude il presidente della Progemisa, "possiamo aspirare sul piano mondiale a un ruolo significativo dal punto di vista della fenomenologia. In futuro si vedrà. Il costo dell' oro sudafricano dopo la fine della segregazione sta lievitando e non si sa se sarà ancora conveniente continuare a estrarlo. Vedremo". L' entusiasmo è più congeniale a Berry Bolitho, ex amministratore delegato della Sardinia Gold Mining e Jean Mc Rae, da un anno suo successore. "La Sardegna è ancora vergine. Qui c' è tanto oro, tantissimo", era solito dichiarare Bolitho. "La Sardegna si rivelerà un' autentica isola del tesoro con giacimenti sicuramente superiori a quelli finora accertati in Europa e per molti versi pari anche a quelli del Sudafrica", rincara oggi Mc Rae. -

    di GIUSEPPE PORCU

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  2. #2
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    Citazione Originariamente Scritto da Luca78 Visualizza Messaggio
    ELDORADO SARDEGNA APRONO LE MINIERE D' ORO

    Repubblica — 19 maggio 1996 pagina 30 sezione: ECONOMIA

    CAGLIARI - Nel 1987, quando furono avviate le prime ricerche, parlare di oro in Sardegna equivaleva a coprirsi di ridicolo. Rideva la gente comune, sorridevano con sufficienza i professori universitari. E la Costa Smeralda per qualche giornale diventò ironicamente la costa d' oro. Sono passati nove anni e l' oro in Sardegna, in grande quantità e di ottima qualità, non solo è stato trovato ma è quasi pronto a entrare nel mercato. "Pensiamo di avviare la fusione del primo lingotto entro il febbraio 1997", annuncia Giampietro Pinna, presidente della Progemisa, il braccio operativo dell' Ente minerario sardo. Se si è arrivati a questo punto lo si deve proprio alla caparbietà di questo geologo sardo cresciuto nelle miniere di piombo e zinco dell' Iglesiente. Grazie a lui la Sardegna è destinata a diventare il primo distretto aurifero d' Europa. I NOMI di Furtei e di Monte Santu Miali, dove sorge, a 40 chilometri da Cagliari sulle colline della Marmilla, l' Eldorado sardo, sono entrati da tempo nelle riviste specializzate e richiamano tecnici delle maggiori compagnie statunitensi, sudafricane e australiane attratti, loro abituati a lavorare anche a mille metri di profondità e in località desolate, da una miniera a cielo aperto, con un filone consistente di ottimo tenore, e a pochi minuti da un attrezzato centro di comunicazione. Ma le vere credenziali sono arrivate dalla joint venture con le australiane Gemcor e General Gold Risorse azionista di maggioranza della Gold Mines of Sardinia Limited (Gms), che detiene il 70 per cento della Sardinia Gold Mining Spa la società costituita insieme alla Progemisa la quale controlla il restante 30 per cento. Che la Gold Mines of Sardinia, quotata all' Australian Stock Exchange, sia qualcosa di realmente interessante lo confermano due nomi che nel mondo della finanza contano: Rotschild e Soros. Forte di una più che consolidata esperienza la banca N.M. Rotschild ha acquisito il 17,8 per cento della Gms mentre il finanziere internazionale George Soros con un 4,8 per cento non si è lasciato sfuggire l' occasione di una nuova scorreria nei mercati dell' oro. L' affare c' è. Ed è per questo che la Gold Mines of Sardinia tra breve si quoterà anche alla Alternative Investment Market di Londra e alla Borsa di Lussemburgo per racimolare cinque milioni e mezzo di sterline da utilizzare per nuove ricerche nei prossimi tre anni. L' Eldorado, infatti, non finisce a Furtei. Nel nord-Sardegna, a Osilo, a venti chilometri da Sassari, è stato individuato un altro giacimento ancora più ricco, che comincerà a produrre entro il 1998. E in tutta l' isola sono cinquanta le aree ' indiziate' che solo per mancanza di finanziamenti non è stato possibile esplorare. Sino a questo momento l' operazione oro in Sardegna è costata quattro milioni e mezzo di dollari australiani (quasi cinque miliardi e mezzo di lire), versati in buona parte dalla società australiana dopo che nel 1992 la Sim (Società italiana miniere dell' Eni) decise di abbandonare la Progemisa e di cedere il 50 per cento delle quote su un capitale iniziale di sei miliardi. Per avviare la miniera di Furtei servono ora altri 22 miliardi, nove dei quali dovrebbero arrivare, il decreto è alla firma del ministro dell' Industria, con la legge mineraria. "Entro giugno", dice il presidente della Progemisa, "anche quest' ultimo problema si dovrebbe risolvere. Siamo il terzo progetto destinato al finanziamento e se non interverranno ostacoli entro sei-otto mesi saremo in piena attività". Il giacimento accertato di Monte Santu Miali è di sei milioni di tonnellate dalle quali si potranno ricavare 2,6 grammi di oro per tonnellata. In Sudafrica, giusto per capire, si lavorano normalmente filoni di 250-300 mila tonnellate che danno una resa di 1,5 grammi per tonnellata. Per una miniera a cielo aperto, e quindi con costi ridotti, la resa viene considerata ad alto livello. Esaurito il giacimento a cielo aperto, ci vorranno circa cinque anni, si comincerà a lavorare in galleria. Gli utili ricavati, la stima è di 80 miliardi, saranno immediatammente reinvestiti nella ricerca. "Per ora", conclude il presidente della Progemisa, "possiamo aspirare sul piano mondiale a un ruolo significativo dal punto di vista della fenomenologia. In futuro si vedrà. Il costo dell' oro sudafricano dopo la fine della segregazione sta lievitando e non si sa se sarà ancora conveniente continuare a estrarlo. Vedremo". L' entusiasmo è più congeniale a Berry Bolitho, ex amministratore delegato della Sardinia Gold Mining e Jean Mc Rae, da un anno suo successore. "La Sardegna è ancora vergine. Qui c' è tanto oro, tantissimo", era solito dichiarare Bolitho. "La Sardegna si rivelerà un' autentica isola del tesoro con giacimenti sicuramente superiori a quelli finora accertati in Europa e per molti versi pari anche a quelli del Sudafrica", rincara oggi Mc Rae. -

    di GIUSEPPE PORCU

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    Peccato che come al solito sia tutto in mano straniera...ma i nostri cari amministratori sono solo bravi a svendere tutto e importare immondizia!


 

 

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