DELENDA GAZA (Gaza come Berlino)All'alba del 27 dicembre, caccia F-16 e unità della marina dell'entità terrorista denominata israele hanno iniziato un intenso bombardamento sulla libera città di Gaza; in meno di trentasei ore sono stati lasciati al suolo o sotto le macerie quasi quattrocento morti e un migliaio di feriti tra l'inerme popolazione civile. Deir Yassin, Sabra e Chatila, Jenin tornano alla memoria di tanta povera gente, intere famiglie ridotte allo stremo da mesi di sanzioni. A Gaza i malati muoiono per mancanza di medicinali, i bambini sono privati degli elementari generi di sussistenza e la carenza di viveri è divenuta cronica; persino i pescherecci, estreme fonti per l'approvvigionamento alimentare, sono quotidianamente presi di mira dalla pirateria sionista. “La marina israeliana attacca ininterrottamente i pescherecci palestinesi di Gaza ... usando proiettili e potenti cannoni ad acqua contenenti sostanze chimiche nocive per la salute ... I cannoni ad acqua danneggiano i pescherecci, come riportato dagli osservatori internazionali di HROS. L'acqua contiene un liquido dall'odore orrendo che avvelena anche il pesce. Si suppone che queste sostanze siano le stesse usate dalle forze armate israeliane durante le proteste non violente contro la costruzione della barriera di separazione nei villaggi di Bil'in e Nil'in in Cisgiordania” (1). La propaganda italo-israeliana, attraverso il medium cartaceo e televisivo finanziato col denaro pubblico dei contribuenti, dichiara che lo scopo di questo bagno di sangue risiederebbe nello smantellamento delle basi di addestramento dei combattenti di Hamas, ma i primi edifici rasi al suolo sono stati le moschee, le scuole per le reclute della polizia e gli istituti professionali, come il Gaza Training Center, luoghi innocui, questi ultimi, dove tanti giovani cercavano una via di scampo per sfuggire all'endemica disoccupazione in cui versa la città, economicamente assediata da mesi col placet dell'ONU e dell'UE. L'infernale macchina giudaico-sionista alimentata dal debito pubblico delle nazioni laboriose –al cui servizio operano lenoni bugiardi e arroganti come Vittorio Feltri, Paolo Mieli, Mario Giordano- sta facendo di tutto per minare il governo di Hamas a Gaza e cacciare un milione e mezzo di palestinesi tra le grinfie della cricca del leccapiedi Abu Mazen, di al fatah, e dei suoi squadroni della morte addestrati a sparare sui bambini della Cisgiordania. Tel Aviv, inoltre, ora che si compie il passaggio delle consegne alla Casa Bianca, intende ammonire chiaramente Obama: le lobby iperfilosioniste che hanno finanziato e pilotato la sua elezione non tollereranno alcun tentennamento, specialmente per quel che concerne la propaganda anti-iraniana. L'aspetto più impressionante di tutta questa vicenda non ci è dato tanto dalle raccapriccianti immagini provenienti dalle vie di Gaza, dai suoi ospedali così simili a dei mattatoi, ma dalla malafede dei ricchi professionisti della disinformazione di “Libero”, de “Il Giornale”, de”Il Corriere della Sera”, la qual cosa sembra fare il paio con l'indifferenza dei festaioli di fine d'anno, dei morti-viventi deambulanti tra le vie della cittadella consumistica occidentale. Non si riesce a distinguere quale istinto prevalga maggiormente tra questi euro-americani, se l'abulia depressa e psicotica dello sconfitto o la volgarità da trivio di un'esistenza sconsacrata, esclusivamente votata al piacere materiale. Quale abisso di ignominia è stato spalancato in Italia, in sessant'anni di demo-plutocrazia, se è consentito dare spazio, su tutte le televisioni di regime e con puntualità criminale, a gentaglia dello spessore di Italo Bocchino? E i Gasparri, le Nierestein, i Capezzone, laidi individui la cui sopravvivenza è essa stessa da sola una bestemmia contro la virtù divina. Per comprendere il nauseante contegno dei vessilliferi del democratismo italiota è sufficiente prendere ad esempio il coprofago Pannella, un mezzo uomo che ama banchettare con i suoi stessi escrementi, sempre in orgasmo quando c'è da piagnucolare sui diritti violati dei bimbi del Darfur, del Congo, della Birmania, o delle minoranze armene in Anatolia; ma che puntualmente sparisce dalla scena, insieme alla comare Bonino, quando a scorrere è il sangue dei nemici di israele. Che cosa si intenda in Occidente col termine “democrazia” è tristemente risaputo dagli iracheni. Quando l'agente atlantico Frattini osserva che Hamas rappresenta il problema e non la soluzione degli eventi di Gaza, non fa altro che attenersi scrupolosamente al proprio codice comportamentale. Per costui la “democrazia” è semplice affarismo, corruttela partitocratica che prende ordini dal Capitale internazionale, concezione parassitaria che considera i popoli alla stregua di semplice nutrimento, carne e sangue da fagocitare. È ovvio che per un siffatto, miserabile ingranaggio del sistema capitalistico una spontanea manifestazione di popolo appaia come fumo negli occhi. Quando i boia sionisti e i loro tirapiedi prezzolati dicono che israele deve sgominare il “terrorismo”, si riferiscono a una semplice operazione di pulizia etnica, poiché Hamas a Gaza, è il popolo, e il popolo è Hamas, senza infingimenti! Distruggere il “terrorismo”, nel lessico di questi burocrati della morte, significa distruggere il popolo di Gaza! Il tattico D'Alema, solo un decennio fa primo garante italiota delle stragi NATO nei Balcani, per tentare di salvare il culo a Veltroni si traveste da filantropo, dichiarando la necessità di dialogare con Hamas. Quello che questi viscidi democratici di servizio ignorano o fingono di ignorare è che l'ebreo non ha il dovere morale di dir loro la verità, poiché la legge talmudica glielo vieta tassativamente. Gli stessi gangsters amici di israele dei governi di Egitto e di Cisgiordania, definiti fraudolentemente “moderati”, nascondono ai loro poveri sudditi che quelle stesse terre dovranno essere fagocitate dal “grande israele”, estendentesi dal Nilo all'Eufrate. A parziale giustificazione di questi politicanti genuflessi alla globalizzazione è da sottolineare che il loro miserabile contegno è dettato dalla paura, pura e semplice. L'eroismo è virtù negata agli scarafaggi del sottosuolo. Il loro non è solo opportunismo, ma timore di essere eliminati fisicamente, com'è testimoniato dall'assassinio del pur mediocre Joerg Heider. A loro monito esiste un arsenale nucleare celato tra le sabbie del deserto del Neghev: questo è un convincente argomento per placare eventuali... recalcitranti. Se fosse posta alle strette, quante volte sarebbe consentito a questa banda di impuniti assassini cancellare la fida Europa dalle mappe geografiche? E tuttavia è necessario riporre molta fiducia nell'ebreo, poiché la sua arrogante, smisurata brama di potere è pari solo alla sua miopia politica e alla sua volgare intelligenza. Ai primi di gennaio, i blindati sionisti non hanno ancora osato varcare il confine di Gaza. Evidentemente il ricordo della sconfitta subita per mano di Hezbollah, nel Libano meridionale, è ancora troppo vivo nella memoria di questi dispensatori di sofferenze e di morte. La notte tra il primo e il due gennaio, la nuova generazione di razzi delle milizie di Hamas ha gloriosamente colpito l'interno del perimetro di Tel Aviv: gli scenari politici più imprevedibili si spalancano dinanzi ai nostri occhi. Se il terrorismo sionista sarà umiliato anche da Hamas, il sogno del “grande israele”, per l'ebreo, si trasformerà nel suo peggiore incubo. Ordunque, inizierà da Gaza la definitiva liberazione dal parassita globale, la redenzione dal capitalismo guerrafondaio e dalla grande usura borsistico-bancaria strangolante tutte le nazioni? Sorgerà ancora da Oriente il Sole di una nuova primavera dei popoli? E allora, oggi più che mai, ai nostri Camerati: HEIL HITLER!.. ONORE E VITTORIA AI MARTIRI DI HAMAS!
“COMUNITA' POLITICA DI AVANGUARDIA”
Redazione della Lombardia e Coordinamento politico di Messina
2 gennaio 2009
Nota: (1) www.associazionezaatar.org
www.avanguardia.tv




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