Udite, udite: a tutti gli (pseudo)indipendentisti ancora sotto l' ombrello di Bellerio e agli ordini del prode Umberto, agli indipendentisti giá disincantati, ai venetisti, ai friulani ...ovvero a tutti coloro che credono, perché lo hanno capito unendo i neuroni e prendendo le distanze dalle "sirene" della politica attuale, che la libertá, quella vera, non nasce in sedi parlamentari (nazionali, regionali, europee o mondiali)...leggete, leggete che dalle abberrazioni c'é da imparare.
Esempio Kosovo. Esempio massimo,l' alfa e l' omega, lo zenit del fallimento "politico democratico" che arriva a partorire una nuova nazione negando e andando contro a tutte le vie "permesse" o "accettabili".
Non voglio fare un post chilometrico, per cui salteró passaggi che, spero ed immagino, ogni indipendentistan conosce.
Dagli anni '80 (o forse prima) in Kosovo c' era un movimento/ partito/ associazioni che peroravano la causa "autonomista" sotto il regime di Tito. Il dittatore, croato che odiava i serbi, gli diede spazio e una certa autonomia. Poi morí e i serbi strinsero i lacci. Pero il movimento di tal Rugova prosperava. La "diaspora" kosovara per il mondo pagava "una tassa" per mantenere uno stato parallelo: ospedali in case private, medici amici, chirurghi, assistenza sanitaria in generale al di fuori del sistema jugoslavia. Il cialtrone Rugova era convinto che quello "stato parallelo" sarebbe stato la spina dorale della autonomia da riconquistare. Dalla metá degli anni '80 in avanti Pristina, capitale Kosovara, era teatro di manifestazioni oceaniche in favore dell' indipendenza ma non appena un uno scemo kosovaro tirava un sasso alla polizia jugoslava , questa ammazzava centinaia di manifestanti. Peró il babbuino urlava: "No, noi siamo per la via pacifica, non bisogna rispondere alla violenza!". Lo scemo del villaggio si sentiva furbo: organizzava scuole, coordinava studi e corsi di lingua albanese...mentre i serbi licenziavano migliaia di kosovari dai posti pubblici e mettevano gente loro. Alle manifestazioni "ghandiane" dei cretini, i serbi mandavano i gruppi antisommossa a fare sfracelli. Peró il coglione, i kosovari non avevano nulla di meglio, pronava i suoi a resistere: l' europa e il mondo riconosceranno i nostri diritti, schiamazzava.
Sto teatrino ignobile arriva fino alla fine della guerra in Bosnia Erzegovina: la Jugoslavia é in pezzi e la checca isterica di Rugova alza la voce (si far per dire): "Pure noi vogliamo essere indipendenti". Milosevic gli manda migliaia di soldati, gruppi speciali, elicotteri, carri armati, Arkan e altri tre gruppi paramilitari a far piazza pulita. Una parte dei kosovari, svegliatisi finalmente, formano l' UCK, gruppo guerrigliero, disorganizzato, incapace, male armato (all' inizio), indisciplinato..tutto quello che si vuole ma con un' idea chiara: l' INDIPENDENZA si ottiene con un mitra in mano, fuori dalla "legalitá" costituita, fuori dagli schemi del diritto internazionale (o tra le righe di questo), non chiedendo aiuto all' ONU ma ricattandola. RICATTANDOLA, parola chiave. Risultato? Sotto gli occhi di tutti. Il partito di Rugova per 10 anni é stato la palla al piede dell' indipendenza nel nome di un pacifismo e rispetto delle "regole" che non han prodotto nulla (tranne dare a lui ed ai suoi anonimi accoliti) risonanza internazionale, soldi e visibilitá (Bossi?). D' improvviso fu sufficiente un calcio nel culo all' impostore, un migliaio di mimetiche, 700 AK-47, tre brigate scoordinate di giovani incazzati e la nuova bandiera nazionale giá sventolava al vento.
P.S. Per chiarezza: ho usato il caso Kosovo solo in chiave STRATEGICA, non di diritto. Per Me il Kosovo JE SRBiJA. Della serie: in questo caso, bisogna imparare dai gaglioffi a far valere i propri diritti, perché se ci riescono coloro che non ne hanno e falliamo noi che li abbiamo...meglio che ci occupiamo di taglio e cucito o agli eterni Orsetti Padani.
ERWACHE PADANIA VENETO LIBERO
Wotan




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