La furia tassatoria della sinistra. La Delirium Tax di Cofferati
15 01 2009 Per loro “Le tasse sono bellissime!” e facendo fede a uno dei loro slogan preferiti anche nel piccolo si adeguano.
Leggiamo dal CorriereIl signor Veronesi, Arrigo Veronesi, che di professione fa il gioielliere e ha le vetrine che si affacciano sul «salotto» di piazza Maggiore, potrà sempre raccontare ai nipotini, quando gli tornerà la voglia di ridere, di essere riuscito nella non semplice impresa di prendersi una multa per aver esposto uno zerbino, con tanto di iniziali, all’esterno del suo esercizio. Visibile a tutti, lo zerbino. Tale, quindi, da poter essere teoricamente considerato una forma di pubblicità. E perciò soggetto a tassa. Che lui non ha versato, probabilmente mai immaginando che un tappetino potesse essere equiparato ad uno spot. Ma la giunta Cofferati la pensa diversamente e, tramite la società di riscossione Gestor, sta zelantemente recuperando le imposte non pagate, passando al setaccio ogni quartiere. Veronesi comunque è in buona compagnia: come lui, a Bologna, ci sono infatti altri 2.300 commercianti, che in queste settimane si sono visti piovere addosso multe per centinaia di euro e tutte per lo stesso motivo: mancato pagamento della tassa sulla pubblicità in vetrina.
Nel particolareTassa con effetto retroattivo, visto che si riferisce agli anni 2005-2008. Tassa che prende spunto dal decreto legislativo numero 507 del 15 novembre ‘93, recepito e adattato da un apposito regolamento comunale. Ma soprattutto tassa alquanto remunerativa per le casse comunali, visto che le 2.300 multe finora inviate frutteranno un incasso superiore al milione di euro: che di questi tempi, e con le amministrative alle porte, non sono da buttare via. La chiamano, forse anche per sdrammatizzare, «delirium tax», nel senso che non ha una logica, colpisce a casaccio. Esempio 1: è stata multata un’agenzia di viaggi (1271 e 611 euro) perché nel cartello che illustrava le offerte comparivano i nomi del tour operator. Esempio 2: sanzionato ristoratore (52 euro) per aver incollato alla vetrina adesivi con i nomi delle carte di credito. Esempio 3: stangata ad un bar (3000 euro) per aver esposto pannelli con i nomi delle ditte produttrici dei gelati. Ovviamente si è scatenato il putiferio. Commercianti e artigiani sono andati su tutte le furie. E, affiancati dalle rispettive organizzazioni di categoria, hanno prima congelato i pagamenti delle multe, poi cercato di capire. «La cosa assurda — spiegano all’Ascom, alla Confesercenti e alla Cna — è che queste sanzioni arrivino adesso, con un ritardo di 2-3 anni.
Insomma per la sinistra ogni scusa è buona per imporre tasse di tutti i tipi, anche le più ridicole o deliranti come appunto la Delirium Tax di Cofferati. A questo punto è sempre più chiaro perchè il Cinese non ha confermato la propria candidatura, chi lo avrebbe potuto votare?
http://fazioso.wordpress.com/2009/01...-di-cofferati/