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  1. #1
    Austrian libertarian
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    L'ignoranza del pubblico è un fattore necessario per il buon funzionamento di una politica governativa inflazionistica. Ludwig von Mises
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    Thumbs down Indice della libertà economica, l'Italia arretra ancora

    Italia bocciata in libertà economica: il nostro Paese scende dal 64° al 76° posto

    Italia bocciata in libertà economica. L’Indice della libertà economica classifica il nostro paese al settantaseiesimo posto, in picchiata rispetto al sessantaquattresimo posto conquistato l’anno scorso. In valore assoluto, il livello di libertà economica viene valutato al 61,4 per cento, circa un punto percentuale in meno rispetto all’anno scorso.

    L’Indice della libertà economica viene pubblicato ogni anno dalla Heritage Foundation e dal Wall Street Journal, in collaborazione con un pool di think tank tra cui, per l’Italia, l’Istituto Bruno Leoni. L’Italia viene definita “moderatamente libera”, ed è pericolosamente vicina al limite del 60 per cento, al di sotto del quale inizia la categoria dei paesi “poco liberi”.

    L’Indice censisce il grado di apertura rispetto a dieci indicatori, che descrivono la libertà con cui gli operatori economici possono muoversi in ciascun paese del mondo. Nonostante un lieve miglioramento in quattro di essi – libertà d’impresa, libertà dal fisco, libertà dalla corruzione e libertà monetaria – si sono registrati decisi arretramenti in due settori chiave. La libertà dallo Stato viene stimata solo al 24,7 per cento, contro il 29,4 per cento dell’anno scorso, a causa dell’aumento della spesa pubblica e del controverso processo di privatizzazione di Alitalia.

    Per quel che riguarda la libertà del lavoro, il giudizio negativo – dal 74,5 per cento del 2008 al 61,3 per cento del 2009 – riflette principalmente le rigidità che si sono aggiunte con l'azione del governo Prodi e la finanziaria 2007. Sul sito dell’Istituto Bruno Leoni è disponibile la traduzione integrale della scheda relativa all’Italia.

    La performance dell’Italia è tanto più grave se si considera che la libertà economica ha fatto progressi nel mondo e in Europa. A livello globale, ben 83 paesi hanno fatto passi avanti rispetto allo scorso anno. I paesi più liberi al mondo sono Hong Kong, Singapore e l’Australia. Tra i primi dieci paesi, ben quattro sono europei: Irlanda (quarto posto), Danimarca (ottavo), Svizzera (nono) e Regno Unito (decimo).

    Commenta Alberto Mingardi, direttore generale dell’IBL: “L’Italia è peggiorata, quest’anno, sia in termini relativi che assoluti. Questo rende la nostra economia meno forte e meno competitiva e, dunque, meno in grado di resistere alla crisi globale. È importante che il governo capisca che solo riforme strutturali nel segno della libertà economica – cominciando col dare al Paese un impianto normativo meno confuso e instabile – possono riportare il nostro paese sul sentiero della crescita”.

    Il testo integrale dell’Indice della libertà economica può essere liberamente consultato sul sito www.heritage.org/index. La scheda relativa all’Italia è disponibile, in lingua italiana, a questa pagina.

    http://www.brunoleoni.it/nextpage.aspx?codice=7508

  2. #2
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    Italia bocciata in libertà economica. L’Indice della libertà economica classifica il nostro paese al settantaseiesimo posto, in picchiata rispetto al sessantaquattresimo posto conquistato l’anno scorso.
    Colpa del "liberale" Berlusconi quindi ?

  3. #3
    Austrian libertarian
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    L'ignoranza del pubblico è un fattore necessario per il buon funzionamento di una politica governativa inflazionistica. Ludwig von Mises
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    Citazione Originariamente Scritto da SuperMario Visualizza Messaggio
    Colpa del "liberale" Berlusconi quindi ?
    già, e qualcuno si ostina ancora a chiamarlo così.

  4. #4
    Radicalpignolo
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    Predefinito Italia 76esima nell'indice di libertà economiche. Perde 12 posti in un anno.

    da www.liberlex.altervista.org

    Provo tanta vergogna nel leggere i dati pubblicati da Heritage Foundation e dal Wall Street Journal: L’Italia nel famigerato indice relativo alle libertà economiche occupa penosamente il 76° posto, preceduta da paesi come la Namibia, il Belize, il Madagascar. Il Regno Unito occupa il decimo posto, la Spagna il ventinovesimo. La causa di questo bruttissimo posizionamento va rintracciata principalmente nella rovinosa influenza dello Stato nell’economia, nonchè nella corruzione, nello sperpero, nell’aumento della spesa pubblica. Questi dati, come già dichiarato dal radicale “De Lucia” e commentato l’Istituto Bruno Leoni, sono il risultato ovvio di un sistea allo sfascio, fatto di fasci e corporazioni, di partitocrazia, di sindacatocrazia, di industriali assistiti incapaci di produrre senza l’aiuto statale, di ordini professionali ingombranti, che rappresentano gli strati più conservatori e beceri della società. Continua......

    http://liberlex.altervista.org/wordp...cio-comunista/

  5. #5
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    Bè la caduta dell'Italia nel 2009 è dovuta principalmente al governo Prodi, a mio avviso solo nel 2010 potremo dare un primo giudizio del governo Berlusconi (che si preannuncia negativo).

  6. #6
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    che ci sia prodi o berlusconi al governo in questa classifica l'italia continua ad arretrare da diversi anni.

  7. #7
    Radicalpignolo
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    Voce per voce il giudizio dato all'Italia, 32esima su 43 in Europa.

    Da www.brunoleoni.it

    Index of Economic Freedom 2009
    La posizione dell’Italia
    Punteggio: 61,4

    Posizione generale: 76ª
    Posizione in Europa: 32ª su 43

    L’economia italiana è libera al 61,4 per cento, il che pone il Paese al 76º posto nella classifica mondiale della libertà economica dell’Index of Economic Freedom 2009. Il punteggio complessivo dell’Italia è più basso dello 0,2 per cento rispetto al dato dell’anno scorso, in quanto i leggeri miglioramenti registrati in quattro settori sono stati compensati dal peggioramento per quanto riguarda la libertà dallo Stato e la libertà del lavoro. L’Italia occupa il 32º posto (su 43 Paesi) in Europa e ha un punteggio appena superiore alla media mondiale.

    L’Italia ha un punteggio elevato per quanto riguarda libertà d’impresa, la libertà di scambio e la libertà d’investimento. Le procedure burocratiche sono state snellite. I dazi doganali sono ridotti, anche se il peso della burocrazia tende a scoraggiare gli investimenti dall’estero. In qualità di Stato membri dell’Unione Europea, l’Italia condivide la politica monetaria con gli altri Paesi dell’Unione, il che le consente di avere un’inflazione relativamente modesta, a dispetto delle distorsioni introdotte dallo Stato nel settore agricolo.

    I punteggi relativi a diritti di proprietà e corruzione mostrano alcune debolezze del Paese. La libertà fiscale e la libertà dallo Stato (ossia, la dimensione del settore pubblico) continuano ad essere bassi, a causa dell’imponente welfare state. La spesa pubblica ammonta grosso modo alla metà del PIL. La riduzione del cronico deficit di bilancio e del debito pubblico è andata a rilento e il valore di quest’ultimo si aggira ancora intorno al 105 per cento del PIL. L’attività economica informale (economia sommersa) è considerevole.

    Informazioni generali
    A dispetto di oltre 60 cambiamenti di governo negli anni intercorsi dal 1946 a oggi, in genere la vita politica del Paese è stata dominata dalla Democrazia Cristiana. L’avvento di una serie di governi di coalizione ha portato ad avere più stabilità. Nel 2008 il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi ha vinto per la terza volta le elezioni politiche. L’Italia, Paese fondatore dell’Unione Europea, ha rappresentato un elemento cardine dell’integrazione europea e fa inoltre parte della NATO e del G8. Pur essendo una delle maggiori economie mondiali, l’Italia è contraddistinta dal persistere di considerevoli diseguaglianze tra un Nord ricco e imprenditoriale e un Sud più povero e più dipendente dallo Stato. Le piccole e medie imprese continuano a prosperare in campo manifatturiero e nell’ambito del design di alto livello, ma si stima che l’economia sommersa conti per il 27 per cento dell’attività economica del Paese: si tratta di un valore doppio rispetto alla media OCSE. Il turismo e i servizi sono tra i comparti economici più importanti.

    Libertà d’impresa – 78,7%
    Nel complesso, la libertà di condurre un’attività economica .... continua qui:

    http://liberlex.altervista.org/wordp...dica-il-mondo/

  8. #8
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    Citazione Originariamente Scritto da (Controcorrente Visualizza Messaggio
    Bè la caduta dell'Italia nel 2009 è dovuta principalmente al governo Prodi, a mio avviso solo nel 2010 potremo dare un primo giudizio del governo Berlusconi (che si preannuncia negativo).
    secondo me alcuni provvedimenti attuati dal governo attulae a fronte della crisi economica hanno pesato sull'Index Of Economic Freedon quindi secondo me il dato di quest'anno rispecchia anche parte dell'operato del governo cainano IV.

  9. #9
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    Sto rimpiangendo il periodo dei governi instabili degli anni 70. Nonriuscivano a leggiferare e quindi non riuscivano a far grossi danni. O almeno ne faccevano meno di oggi. Sicuramente negli anni 70 non sarebbero riusciti a togliere fuori l'idea dell'ICI del famigerato Amato.

    Ecco, se la libertà d'impresa può essere considerata relativamente alta, a che punto siamo con la libertà dei proprietari all'interno della propria proprietà?? Micca un proprietario può aprirsi un bazar di armi da fuoco o droga. Micca può costruirsi un grattacielo in campagna. Micca può mettere un mulino a vento o farsi un pozzo così liberamente......

  10. #10
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    Io ho cominciato a metter via soldi per il progetto seasteading... fra un po' sarà più facile fare impresa in Paraguay che nella terra dei cachi!

 

 
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