“Nel tempo dell’inganno universale dire la verità è un atto rivoluzionario” (G. Orwell)
In merito alle note vicende di questi ultimi giorni, si ritiene opportuno chiarire alcuni punti e far riflettere su talune circostanze dell’attuale conflitto israelo-palestinese. Non s’intende fare un lungo e forse noioso excursus storico che parta dalla notte dei tempi, alla ricerca di eventuali colpe primigenie; semplicemente si vuole parlare del conflitto di questi giorni, a tutte quelle persone, dotate di una certa sensibilità, che non sono ancora così intorpidite da accettare solo le notizie propinate dai vari mass-media. Per gli altri, o per chi si stufa di leggere, che seguano appunto i cosiddetti “canali ufficiali” (tg1, tg2, tg5, Corriere della sera, Repubblica, Libero, ecc.).
Dopo ormai 12 giorni di combattimenti, l’operazione dell’esercito israeliano denominata “Piombo fuso”, condotta prima dai cieli e poi via terra nella striscia di Gaza, ha ucciso più di 700 persone tra civili palestinesi e militari di Hamas, e provocato più di 3000 feriti, numeri che aumentano di giorno in giorno; 6 i soldati israeliani rimasti uccisi (4 dei quali vittime di fuoco amico), 4 civili israeliani uccisi invece dai razzi che Hamas a decine lancia quotidianamente ¹.
L’offensiva militare di Israele è iniziata come reazione alla rottura della tregua da parte di Hamas (così dicono i tiggì).
Falso. La tregua tra Israele e Hamas, iniziata il mese di giugno, è scaduta il 19 dicembre e non è stata rinnovata dalle due parti, e solo a tregua scaduta, lo stesso giorno, sono stati lanciati nel sud di Israele 2 razzi da parte di Hamas (senza né danni, né vittime, trattasi di un’azione perlopiù dimostrativa)².
Allora è comunque stata Hamas a ricominciare le ostilità, se così si può dire.
Tecnicamente è così. Logicamente non è così; Israele non ha fondamentalmente rispettato la tregua, uccidendo in novembre 6 miliziani di Hamas (che rispose con diversi lanci di razzi). Inoltre, l’apertura dei valichi verso la striscia di Gaza, che permette il rifornimento sia alimentare che energetico della popolazione locale, avveniva in modo discontinuo, alternata a diversi giorni di blocco; Israele ha cercato quindi di ricreare una situazione estremamente critica ed esasperante (razionamento di cibo e acqua, mancanza di energia elettrica), con le conseguenze che ben si vedono oggi³. In fondo, che senso avrebbe avuto per Hamas rinnovare una tregua che teneva in semi-embargo la popolazione della striscia di Gaza?
Allora è Israele che voleva arrivare a questo…
Non solo; Israele si preparava già da tempo per tornare a Gaza: l'esercito infatti aveva iniziato da 18 mesi l'addestramento delle truppe per il ritorno in una finta Gaza costruita nel deserto in una base segreta4.
Non si tratta quindi di una reazione giustificata e imprevista, come la vogliono far passare i vari leader mondiali?
No, c’è anzi di più oltre ai preparativi dell’esercito per il ritorno a Gaza; ci sono motivi squisitamente politici (sia di politica estera che interna) dietro a quest’offensiva che sta distruggendo la vita di migliaia di famiglie palestinesi.
1)Era necessario che la nuova amministrazione americana, al suo insediamento, si trovasse di fronte al fatto compiuto. Con il conflitto e la tensione in corso, come pensate che si comporterà il pur democratico e rinnovatore Obama? Quasi fosse un messia sceso in terra, si pensava che potesse portare a una stagione di dialogo e di pace tra ebrei e palestinesi, ma ora che la situazione è compromessa? Gli USA non si schiereranno dalla parte del loro alleato storico?
2) A febbraio in Israele ci saranno le elezioni politiche anticipate: il partito al governo in carica, Kadima (centro-sinistra) è (era) in difficoltà, e si prevede(va) il sorpasso da parte dei conservatori del Likud, alleati eventualmente ad altre formazioni nazionaliste e ultra-religiose. Quale miglior modo quindi di rinsaldare la coalizione governativa agli occhi degli elettori israeliani (alcuni sondaggi infatti ammettono come l’offensiva a Gaza abbia aumentato la popolarità di Kadima presso gli elettori e gli abbiano permesso di colmare lo svantaggio acquisito, così come oltre l’80% degli intervistati nel sondaggio sono favorevoli all’operazione)5?
3) In realtà ci sarebbe anche un’altra motivazione, correlata al punto 1), per cui il conflitto di Gaza sarebbe il preludio a un futuro scontro di Israele con l’Iran, che rifornirebbe di armi Hamas; anche in questo caso, coinvolto direttamente l’Iran (di cui fa paura anche il piano di armamento nucleare), gli USA (e il mondo occidentale di conseguenza) non potrebbero che schierarsi con Israele. E’ comunque questa un’opinione personale: per cui ognuno la giudichi per quanto vale, se sia attendibile per il futuro, o un semplice delirio.
Sta di fatto che Hamas è un’organizzazione estremista…
Supponiamo che sia estremista come si dice: è estremista allora l’intera popolazione palestinese, che nel 2006 in elezioni democratiche (ipercontrollate da ispettori ONU e altre o.n.g. internazionali) ha ampiamente votato per Hamas, preferendola di gran lunga ad Al Fatah (l’altra principale organizzazione politica palestinese), rispetto a cui Hamas ha stravinto prendendo quasi il doppio dei seggi al parlamento (76 a 43). Ma la democrazia, considerata il sistema perfetto dei popoli civili, non va più bene quando vota per gli “estremisti”?
Ma Hamas è comunque un’organizzazione terroristica, vuole la distruzione dello stato d’Israele e fa uso di kamikaze contro la popolazione civile israeliana.
Ammesso che o non si comprendano, o si rifiutino o si pensi che le ragioni che spingono Hamas a fare ciò non siano tali, è vero che Hamas è nell’elenco della lista nera delle organizzazioni terroristiche sia degli USA che dell’UE. Ma allora, perché non si considera terrorista anche Israele, che nella sua breve esistenza (70 anni) ha violato più di chiunque le risoluzioni ONU (più di 70) 6, ha tramutato la striscia di Gaza in una prigione a cielo aperto (facendo morire di malattie e di fame la popolazione palestinese) chiudendone i valichi periodicamente? Perché non è terrorista Israele, visto che in questa sua ultima offensiva ha ucciso più di 700 persone, colpendo obiettivi civili (campi medici militari internazionali e scuole ONU, in cui si trovavano rifugiate intere famiglie), e visto che fa uso di armi non convenzionali 7(come il fosforo bianco, il cui utilizzo in aree abitate da civili è vietato dal Trattato di Ginevra del 1980)?
Capisco, però i media dicono che il numero di civili uccisi è molto minore rispetto al totale dei morti…
Falso. Il numero dei presunti “civili” uccisi è molto più basso rispetto alle morti in totale in quanto Israele non considera come civili i maschi adulti; ciò significa che tutti i maschi adulti, anche se non facenti parte di Hamas, sono considerati terroristi.
Israele però colpisce postazioni “civili” in quanto considerate postazioni militari di Hamas, e dalle quali partono i missili verso le città israeliane.
Il problema è che auto in movimento non possono essere considerate, anche secondo la logica più perversa, come obiettivi militari; così come le scuole gestite dall’ONU o gli ospedali militari, che espongono all’esterno i simboli delle organizzazioni suddette. Senza dimenticare le intere famiglie, lì rifugiate, che vengono massacrate, i feriti che muoiono in quanto manca energia elettrica negli ospedali, i bambini o uccisi “per sbaglio”, o che restano menomati a vita o che addirittura muoiono d’infarto.
Ma la tv dice che Israele prima di colpire lancia dei volantini avvisando la popolazione locale dell’imminente attacco…
Vero; ma dove dovrebbe fuggire la gente di una zona, quasi interamente chiusa all’esterno, che conta una densità demografica tra le più alte del pianeta (più di 4000 ab. per km²) 8?
Vabbè; comunque, anche non volendoci sbilanciare a favore delle verità “ufficiali”, in fin dei conti possiamo benissimo disinteressarci della questione mediorientale allora…
Sì, i nazionalisti da bottega possono farlo tranquillamente; chi ragiona in base agli interessi nazionali, no. Perché si rischia, come si paventa da più parti, di mandare a fine conflitto una forza di interposizione internazionale (che comprenderà ovviamente anche italiani), in uno scenario in cui si rischia la vita, semplicemente per interessi di Israele. Perché stare al guinzaglio degli USA, e quindi di Israele, serve solo ad acuire lo scontro di civiltà Occidente-Islam, tanto caro allo stato ebraico e ai circoli neo-cons d’oltreoceano. Perché un’Italia che voglia ritornare protagonista nel suo raggio d’azione e che voglia contribuire in chiave europea con una sua connaturata vocazione mediterranea, deve sganciarsi dalla contrapposizione tra fondamentalismi religiosi, rendendosi indipendente in politica estera dagli USA (e quindi dalle decisioni di Israele); senza considerare che, in un mondo sempre più multipolare, i continui conflitti messi in atto da Israele rendono difficile il dialogo ed eventuali cooperazioni con gli altri paesi (anche arabi) dell’area mediterranea e mediorientale.
Abbiamo posto l’attenzione solo su alcuni interrogativi; in realtà la lista potrebbe allungarsi di molto. Perché in Italia c’è questa disinformazione? Perché, a parte rare eccezioni, il mondo occidentale non condanna in modo netto anche Israele? Perché esponenti del governo (Frattini) dicono che quella di Israele è un’azione difensiva e che la colpa di quello che accade è di Hamas? Perché quando si parla di violenza, di strage e di emergenza umanitaria, non si danno a queste una responsabilità e un volto ben precisi, presentandole anzi come un qualcosa di ineludibile? Perché di fronte a ciò, il nostro governo (e i media nostrani) assumono una posizione acriticamente filoisraeliana? Perché Israele può rifiutare ogni invito alla pace, calpestare risoluzioni ONU e far massacro di gente innocente, mentre altri paesi (es. Iran o Russia) devono rendere conto di ogni loro azione?
Ovviamente, la questione richiederebbe molti altri approfondimenti, ma più che parlarne in modo esaustivo (non sarebbe possibile farlo in 2-3 pagine), era nostra intenzione risvegliare un attimo le nostre coscienze su cose che, nella quotidianità ci sembrano (o ci fanno sembrare) essere ovvietà, ma che in realtà sono tragici paradossi.
¹ Aggiornamento in tempo reale sui razzi Qassam sparati dalla Striscia di Gaza dal 2000 a oggi:
http://twitter.com/QassamCount
“Il numero totale di Qassam lanciati dal 2000 al 6 gennaio 2009 è di 8621 unità. I morti causati da questi razzi sono stati 10” tratto da:
http://it.wikipedia.org/wiki/Qassam
² “La tregua di sei mesi… è ufficialmente finita e non sarà rinnovata” tratto da:
http://www.ariannaeditrice.it/articolo.php?id_articolo=23054
³ “L'esercito israeliano attacca la Striscia di Gaza: 6 palestinesiuccisi” (5/11/2008), tratto da:http://www.infopal.it/leggi.php?id=9738
La situazione di Gaza secondo l’inviato speciale Onu per i diritti umani nei Territori palestinesi, Richard Falk:
http://www.osservatorioiraq.it/modules.php?name=News&file=article&sid=6794
“A Gaza si muore d’assedio”, tratto da: http://www.infopal.it/leggi.php?id=9781
4 http://it.notizie.yahoo.com/9/20090104/twl-da-18-mesi-esercito-israeliano-si-ad-e497199_1.html
5 http://news.kataweb.it/item/533652/gaza-israele-laburisti-e-kadima-su-nei-sondaggi
6 lista aggiornata al 2002: http://www.infopal.it/leggi.php?id=3229
7 notizia data da medici presenti a Gaza, e diffusa dal Times:
http://oknotizie.alice.it/go.php?us=39411830e20f4371
http://www.pressante.com/politica-e-ordine-mondiale/1269-il-times-israele-bombarda-gaza-con-fosforo-bianco-la-bbc-lo-fece-gia-in-libano.html
8 “Density 4,118/km2” tratto da http://en.wikipedia.org/wiki/Gaza_Strip
Per ulteriori informazioni, si può visitare il sito http://www.infopal.it, che si occupa in modo costante e obiettivo della Palestina e della questione mediorientale.
di Carmine Maisto, Andrea Lauria.




Rispondi Citando