
Originariamente Scritto da
zaffo
Mi è stato fatto notare, per vie private, che non mi sono ancora pubblicamente espresso sulla ben nota questione dei giudizi storici in merito all'operato e ai meriti/demeriti di dinastie quali i Savoia e i Borbone.
Ebbene, penso in realtà di aver dato delle indicazioni di massima in passato, e di aver espresso con serenità la mia opinione.
Non intervengo spesso in queste polemiche perchè, per natura, tendo a superare i dissidi, soprattutto se riguardano questioni di natura prettamente storica. Posto infatti che -purtroppo- la Repubblica esiste da 60 anni, non mi pare il caso di rompere l'unità della tradizione conservatrice, che pure accomuna spesso borbonici e sabaudi, per giudizi che sono intrinsecamente condizionati da visioni personali, spesso disattenti dalla realtà e dalla verità storica.
Per quanto possibile, però, vorrei qui ribadire la mia opinione su questi fatti.
E' giusto e legittimo che ciascuno difenda le tradizioni e la storia del proprio territorio. Non mi sorprendo della tenacia dei duosiciliani.
Ma è giunta l'ora di sottolineare con forza che l'unità della nostra nazione, l'Italia, è un valore indiscutibile, che va al di là di ogni considerazione ulteriore.
Io difendo e sostengo a piene mani l'unità della Patria, l'amore per il Tricolore, e riconosco appieno il ruolo unificante di Casa Savoia.
I Borbonici sono stati sconfitti un secolo e mezzo fa. E' l'ora di prenderne atto!
Per quanto mi riguarda temo che ormai non sia più possibile restaurare la monarchia in Italia, ma perlomeno combatto per l'abolizione dell'ignobile articolo 139 della Costituzione, e vedo nella dinastia dei Savoia, nonostante alcuni guai, un punto di riferimento indiscutibile. Meglio loro che questa Repubblichetta disgustosa.
Prima di ogni altra cosa, pur in un inevitabile quadro di riforma a stampo federalista, difendo l'Unità della nostra Nazione. Ogni attentato a questa unità rappresenterebbe un atto anti-storico, inammissibile, indifendibile.
Le tradizioni locali vanno sostenute e valorizzate, ma sono sicuramente in secondo piano rispetto alla Nazione nella sua interezza.
In primo luogo, io mi sento, io sono italiano.
E guardo con ammirazione i monarchici italiani. Sono sincero: non mi sento di prendere parte, in prima persona, a questa battaglia, perchè non vedo molte speranze, non vedo soluzioni (e me ne dolgo). Io lotto comunque per il Conservatorismo, giustamente caratterizzato da venature e simpatie monarchiche, espressione di unità, fedeltà, amore per la Patria, amore per la Bandiera e per tutto ciò che essa rappresenta.
Invito i duosiciliani a rispettare questo sentimento di vero Amore, di prendere atto della realtà storica, e di spendere le proprie energie per il trionfo del Conservatorismo, dell'autorità, della gerarchia, della responsabilità, dei principi e dei valori cristiani irrinunciabili. Non pretendo da loro la rinuncia all'Amore per le tradizioni meridionali, per l'antico e onesto richiamo al Regno delle Due Sicilie. Vorrei solo un riconoscimento che, in questa situazione, è utile impegnarsi per l'unità monarchica, per l'unità dell'Italia.
Chiedo troppo? Forse sì, ma in questo senso non vedrete mai da me partire polemiche inutili. Voglio essere, per quanto possibile ed accettabile, costruttivo e rispettoso. Non cedo ovviamente sui valori che ritengo costitutivi del mio pensiero, non cedo sull'unità della Nazione e sul rispetto della causa monarchica sabauda, di cui non faccio parte completamente, lo ribadisco, ma che apprezzo e sostengo.