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Discussione: Lucia Annunziata

  1. #1
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    Predefinito Lucia Annunziata

    Lucia Annunziata: dal "manifesto" alla presidenza della Rai di Berlusconi
    Grazie ad un accordo fra la Casa del fascio e la Quercia, Lucia Annunziata, ex sessantottina pentita allevata nella scuderia del quotidiano trotzkista di Pintor e Rossanda, "il manifesto", è approdata alla presidenza Rai targata Berlusconi.
    In questo modo tiene fede al motto che sembra abbia ispirato tutta la sua carriera: va dove tira il vento.
    L'Annunziata nasce a Sarno, provincia di Salerno, nel 1950. Liceo ad Avellino e poi università a Napoli, storia e filosofia. In quegli anni si sposa, ma dura poco. Parte per Roma.
    Nel 1975 è responsabile della Commissione nazionale scuola de "il manifesto", accanto a Famiano Crucianelli, e poi del PdUP. Gli amici di quegli anni, tutti ex sessantottini pentiti come lei, sono Luigi Manconi, oggi capogruppo dei Verdi, suo compagno di vita per qualche anno, Gad Lerner, Paolo Mieli (ancora oggi un "insostituibile amico"), Goffredo Fofi, Gianni Riotta, Ferdinando Adornato.
    Risale ad allora anche l'incontro con Massimo D'Alema che in seguito, come vedremo, le tornerà utile a fini carrieristi. Così racconta l'Annunziata quell'incontro: "Lo conobbi nel '76, a Roma, quando con quelli di Lotta continua e di Avanguardia operaia ci ritrovammo a discutere per giorni chiusi in una piccola stanza a via della Vite, su come coniugare Movimento e Fgci, la federazione giovanile comunista di cui D'Alema era segretario nazionale".
    L'Annunziata scrive male, raccontano le cronache, ma nel '79 diventa giornalista professionista e di sua iniziativa parte per New York a fare il corrispondente per "il manifesto" e "Il Secolo XIX". Poi, nel 1982, diventa corrispondente de "La Repubblica" per l'America centrale e, dal 1988 al '92, corrispondente da Gerusalemme. Collabora alla rivista liberal americana "The Nation". Nel '93 passa al "Corriere della Sera" diretto da Paolo Mieli. Ma al quotidiano di via Solferino non è molto apprezzata, finché non diventa la specialista delle interviste a Gianfranco Fini, quando ancora AN non era stata sdoganata da Berlusconi, guadagnandosi così la stima e la riconoscenza del caporione fascista. Della sua scelta alla testa della Rai, non a caso, il ministro fascista della Comunicazioni, Gasparri, dirà: "una persona validissima, di grande valore, quando seguiva la destra ha sempre mostrato rispetto".
    Nell'88 sposa Daniel Williams, giornalista del "Washington Post", con una grande festa in un club esclusivo newyorchese e 250 invitati. Anche Andreotti le invia un mazzo di fiori alto tre metri.
    Mette su casa a Roma, "per scelta ideologica" nel "Ghetto", in un antichissimo edificio che ben presto diventa lussuoso e teatro di feste mondane che Annunziata organizza invitando potenti di tutti gli schieramenti.
    La sua collaborazione con la Rai inizia nel 1995 con il programma "Linea Tre" per Raitre, chiamata da Giovanni Tantillo. Sceglie i suoi collaboratori in modo "bipartisan": uno da "il manifesto", uno ex "Sabato", il giornale di Comunione e liberazione, uno dall'"Indipendente" e uno dalla "Voce" di Montanelli. Si prende il titolo di "Lucia Inginocchiata" per un'intervista un po' troppo morbida a Letizia Moratti, ex presidente della Rai. Ricordando quei tempi, prima di essere estromesso, l'ex direttore della Rai, il berlusconiano Agostino Saccà, aveva detto: "la conosco da quando faceva Linea Tre, sotto la presidenza di Letizia Moratti. Anche lei la stimava molto".
    La sera stessa in cui l'Ulivo batte la Casa del fascio nelle elezioni politiche del 1996, l'Annunziata è sul palco di piazza Santi Apostoli accanto a D'Alema. Pochi mesi dopo, l'8 agosto, diventa direttore del Tg3. Si disse che lo sponsor era D'Alema ed anche che a favorirla erano stati i buoni rapporti con Fini. Il suo obiettivo era "normalizzare" la rete cosiddetta "Telekabul" di Sandro Curzi.
    Al Tg3 resta fino al '98, quando è costretta a dimettersi dopo essersi guadagnata gli appellativi di "burbera" e "mastina di Saxa Rubra". I rapporti con la Redazione sono pessimi. Come confermato, del resto, nella vicenda degli ispettori inviati al Tg3 colpevoli di aver mandato in onda le scene della contestazione a Berlusconi al tribunale di Milano. "è autoritaria", dicono di lei, e arrivano almeno in un paio di occasioni sul punto di sfiduciarla. Nella Rai, ebbe a dire dopo il suo allontanamento, ha vinto "il socialismo reale". "Mediaset - aggiungeva - fa giornali più credibili e popolari, la Rai li fa privi di anima, con un linguaggio logoro e intubato".
    Dopo il Tg3 rifiuta la sede di Pechino e va a Mosca da dove scrive per il "Foglio" di Giuliano Ferrara.
    In Rai torna ancora una volta nel '99 con un programma radiofonico "Radio 3 mondo" su Radiotre.
    Si dichiara di "sinistra" ma, ci tiene a precisare, "con distacco". Dalle sue dichiarazioni si capisce che la sua origine di "sinistra" è stata più formale e di natura opportunistica che sostanziale e convinta. In una intervista dell'aprile 2000 a "Liberazione" sull'astensionismo così rispondeva: "Certo che è importante votare. Non mi è mai venuto in mente di non farlo, neanche quando da giovane militavo in organizzazioni politiche che predicavano l'astensione".
    Quando era direttrice del Tg3 dichiarava a Maurizio Costanzo che "i metalmeccanici non contano più nulla", che "il sociale non so cos'è", che oggi "le inchieste non servono". E nel '97 firma un petizione del "Comitato per il diritto alla verità storica" promossa da Marcello de Angelis, direttore del mensile "Area" che chiede l'interdizione dei manuali di storia e la denuncia di tutti gli autori che avrebbero "inquinato" e "falsificato" la storia italiana a proposito delle foibe.
    Non c'è da stupirsi dunque se la troviamo membro dell'Aspen Institute e direttrice responsabile di "Aspenia", rivista dell'Aspen Institute Italia.
    Si è detta contraria alla guerra contro l'Iraq, ma è noto il suo filoamericanismo che deriva non solo dalla nazionalità del marito. Ha aderito all'"Usa Day" promosso dal "Foglio" di Ferrara. Su "Panorama" dell'ottobre 2001 ha difeso addirittura il "saggio" razzista e filoimperialista di Oriana Fallaci che apparve sul "Corriere della Sera".
    Nel 2000 si dà al management e fonda e dirige l'Ap-Biscom, un'agenzia di informazione internazionale frutto di un accordo tra Associated press e E-Biscom, la società di telecomunicazioni e media fondata da Silvio Scaglia e Francesco Micheli, che possiede fra l'altro il quotidiano on-line "Il Nuovo". Tra i suoi clienti il Quirinale, la Confindustria, "La Stampa", la Rai.
    I suoi legami con i DS sono sempre vivi e in particolare con la maggioranza dalemiana. Quando nasce il "Riformista" di Claudio Velardi diretto da Antonio Polito, fin dal primo numero l'Annunziata è fra i "columnist". è questa stessa corrente politica che l'ha spinta, col favore della destra borghese, fino alla massima poltrona della Rai.
    In vista cambiamenti nella linea politico-editoriale della televisione pubblica? Neanche a parlarne. Come il mastino berlusconiano Saccà, che l'aveva già fatto con quella del 15 e 16 febbraio, anche l'Annunziata nega la diretta alla manifestazione nazionale di Roma del 12 aprile, per non parlare del vergognoso silenzio Rai sui referendum del 15 giugno. Il "mastino di Saxa Rubra" è tornato per far la guardia alla Rai del regime neofascista.
    fonte: http://www.pmli.it/icanidaguardiaraiberlusconiana.htm

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  2. #2
    ENCLAVE DI FERRO
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    Citazione Originariamente Scritto da Sabotaggio Visualizza Messaggio
    Però: quanti giudeo-sionisti ha incubato l'estrema sinistra sessantottina....

  3. #3
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    ubiqua..se l'anima è rivelata dagli occhi..

  4. #4
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    Citazione Originariamente Scritto da Cristianità Visualizza Messaggio
    Però: quanti giudeo-sionisti ha incubato l'estrema sinistra sessantottina....
    anche l'ambiente ex-missino ha fatto la sua parte....

  5. #5
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    Citazione Originariamente Scritto da Cristianità Visualizza Messaggio
    Però: quanti giudeo-sionisti ha incubato l'estrema sinistra sessantottina....

    Carlo Panella è uno dei più vomitevoli.

  6. #6
    ENCLAVE DI FERRO
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    Citazione Originariamente Scritto da Louis Ferdinand Visualizza Messaggio
    anche l'ambiente ex-missino ha fatto la sua parte....
    Naturalmente.
    Ma in molti casi è stata una scelta o una "vocazione" dichiarata alla luce del sole.
    Errore perverso ma al tempo stesso più sfacciato.
    Invece la storia dell'estrema sinistra sionista è assai più criptica e forse determinante come nel caso di lotta continua i cui esponenti di spicco sono oggi tutti ultrasionisti.

  7. #7
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    ECCONE UN ALTRO: FRANCO BERARDI DETTO BIFO


    From: "franco berardi"
    To: <.....................>
    Sent: Thursday, January 15, 2009 11:15 AM
    Subject: [RK] Che dirò ai miei studenti nel giorno della memoria?



    "L'anno scorso, avvicinandosi il giorno della memoria che ogni anno si celebra nelle scuole, leggemmo brani dal libro Se questo è un uomo di Primo Levi. Avevamo parlato molto della questione ebraica", "Questa frase mi colpì", "Sia ben chiaro: nessuno mise in dubbio la verità storica dell'Olocausto (...) Tutti avevano seguito con attenzione e partecipazione la lettura delle pagine di Primo Levi", "Ammesso che la parola 'identità' significhi qualcosa, e non lo credo", "Perciò io affermo di essere ebreo (...) Essi sono l'archetipo della figura moderna dell'intellettuale (...) soprattutto perché mi sono sempre identificato profondamente con ciò che definisce l'essenza culturale dell'ebraismo diasporico. Nell'epoca moderna gli ebrei sono stati perseguitati perché portatori della Ragione senza appartenenza. Essi sono l'archetipo della figura moderna dell'intellettuale. Intellettuale è colui che non compie scelte per ragioni di appartenenza, ma per ragioni universali. Gli ebrei, proprio perché la storia ha fatto di loro degli apatridi, hanno avuto un ruolo fondamentale nella costruzione della figura moderna dell'intellettuale ed hanno avuto un ruolo fondamentale nella formazione dell'Illuminismo e della laicità, e anche dell'internazionalismo socialista", "In Storia di amore e di tenebra scrive Amos Oz", "Il mio punto di vista sulla questione mediorientale è sempre stato lontano da quello dei nazionalisti arabi. Avrei mai potuto sposare una visione nutrita di autoritarismo e di fascismo? E oggi potrei forse sposare il punto di vista dell'integralismo religioso che pervade la rabbia dei popoli arabi e purtroppo ha infettato anche il popolo palestinese nonostante la sua tradizione di laicismo? Proprio perché non ho mai creduto nel principio identitario non ho mai provato particolare affezione per l'idea di uno stato palestinese", "'Due popoli due stati' é una formula che sancisce una disfatta culturale ed etica, perché contraddice l'idea - profondamente ebraica - secondo cui non esistono popoli, ma individui che scelgono di associarsi. E soprattutto contraddice il principio secondo cui gli stati non possono essere fondati sull'identità, sul sangue e sulla terra, ma debbono essere fondati sulla costituzione, sulla volontà di una maggioranza mutevole, cioè sulla democrazia", "Pur avendo un interesse intenso per l'intreccio di questioni che la storia ebraica passata e recente pone al pensiero, non ho mai scritto su questo argomento neppure quando l'assedio di Betlemme o il massacro di Jenin o l'orribile violenza simbolica compiuta da Sharon nel settembre del 2000 o i bombardamenti criminali dell'estate 2006 provocavano in me la stessa ribellione e lo stesso orrore che provocavano gli attentati islamici di Gerusalemme o di Netanja o gli omicidi casuali di cittadini israeliani provocati dal lancio di razzi Qassam. Non ho mai scritto nulla, (mi dispiace doverlo dire), perché avevo paura. Come ho paura adesso, non lo nascondo. Paura di essere accusato di una colpa che considero ripugnante - l'antisemitismo", "Considero il sionismo causa di infinite ingiustizie e sofferenze per il popolo palestinese, ma soprattutto lo considero causa di un pericolo mortale per il popolo ebraico. A causa della violenza sistematica che il sionismo ha scatenato negli ultimi sessant'anni, la bestia antisemita sta riemergendo, e sta diventando maggioritaria se non nel discorso pubblico nel subconscio collettivo. Dato che non è possibile affermare a viso aperto che il sionismo è una politica sbagliata che produce effetti criminali, molti non lo dicono, ma non possono impedirsi di pensarlo", "ho scoperto che gli altri studenti, italiani e marocchini, romeni e peruviani, che pure nel loro svolgimento avevano trattato la questione secondo gli stilemi politicamente corretti, costretti ad approfondire il ragionamento e a far emergere il loro vero sentimento, finivano per identificare il sionismo con il popolo ebraico e quindi a ripercorrere la strada che conduce verso l'antisemitismo. Considerando criminale e arrogante il comportamento dello stato di Israele, identificandosi spontaneamente con il popolo palestinese vittimizzato, finivano inconsapevolmente per riattivare l'antico riflesso anti-ebraico (...) Perciò credo che occorra liberarsi della rimozione e denunciare il pericolo che il sionismo aggressivo rappresenta soprattutto per il popolo ebraico", "Ma come dice Woody Allen", "E' vero: è terribile, è inaccettabile che il terrorismo di Hamas colpisca la popolazione civile di Israele", "Dirò che occorre ricordare tutte le vittime del razzismo, quelle di ieri e quelle di oggi. O questo può valermi l'accusa di antisemitismo?", "Sono stanco di impedirmi di parlare e quasi perfino di pensare ciò che appare ogni giorno più evidente: che il sionismo aggressivo", "i dirigenti sionisti aggressivi"...

  8. #8
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    Citazione Originariamente Scritto da Eginardo Visualizza Messaggio
    ECCONE UN ALTRO: FRANCO BERARDI DETTO BIFO


    From: "franco berardi"
    To: <.....................>
    Sent: Thursday, January 15, 2009 11:15 AM
    Subject: [RK] Che dirò ai miei studenti nel giorno della memoria?



    "L'anno scorso, avvicinandosi il giorno della memoria che ogni anno si celebra nelle scuole, leggemmo brani dal libro Se questo è un uomo di Primo Levi.
    Avevamo parlato molto della questione ebraica", "Questa frase mi colpì", "Sia ben chiaro: nessuno mise in dubbio la verità storica dell'Olocausto (...) Tutti avevano seguito con attenzione e partecipazione la lettura delle pagine di Primo Levi",

    "Ammesso che la parola 'identità' significhi qualcosa, e non lo credo", "Perciò io affermo di essere ebreo (...) Essi sono l'archetipo della figura moderna dell'intellettuale (...) soprattutto perché mi sono sempre identificato profondamente con ciò che definisce l'essenza culturale dell'ebraismo diasporico.
    Nell'epoca moderna gli ebrei sono stati perseguitati perché portatori della Ragione senza appartenenza. Essi sono l'archetipo della figura moderna dell'intellettuale. Intellettuale è colui che non compie scelte per ragioni di appartenenza, ma per ragioni universali. Gli ebrei, proprio perché la storia ha fatto di loro degli apatridi, hanno avuto un ruolo fondamentale nella costruzione della figura moderna dell'intellettuale ed hanno avuto un ruolo fondamentale nella formazione dell'Illuminismo e della laicità, e anche dell'internazionalismo socialista",
    "In Storia di amore e di tenebra scrive Amos Oz", "Il mio punto di vista sulla questione mediorientale è sempre stato lontano da quello dei nazionalisti arabi. Avrei mai potuto sposare una visione nutrita di autoritarismo e di fascismo? E oggi potrei forse sposare il punto di vista dell'integralismo religioso che pervade la rabbia dei popoli arabi e purtroppo ha infettato anche il popolo palestinese nonostante la sua tradizione di laicismo?

    Proprio perché non ho mai creduto nel principio identitario non ho mai provato particolare affezione per l'idea di uno stato palestinese", "'Due popoli due stati' é una formula che sancisce una disfatta culturale ed etica, perché contraddice l'idea - profondamente ebraica - secondo cui non esistono popoli, ma individui che scelgono di associarsi
    . E soprattutto contraddice il principio secondo cui gli stati non possono essere fondati sull'identità, sul sangue e sulla terra, ma debbono essere fondati sulla costituzione, sulla volontà di una maggioranza mutevole, cioè sulla democrazia", "Pur avendo un interesse intenso per l'intreccio di questioni che la storia ebraica passata e recente pone al pensiero, non ho mai scritto su questo argomento neppure quando l'assedio di Betlemme o il massacro di Jenin o l'orribile violenza simbolica compiuta da Sharon nel settembre del 2000 o i bombardamenti criminali dell'estate 2006 provocavano in me la stessa ribellione e lo stesso orrore che provocavano gli attentati islamici di Gerusalemme o di Netanja o gli omicidi casuali di cittadini israeliani provocati dal lancio di razzi Qassam.

    Non ho mai scritto nulla, (mi dispiace doverlo dire), perché avevo paura. Come ho paura adesso, non lo nascondo. Paura di essere accusato di una colpa che considero ripugnante - l'antisemitismo", "Considero il sionismo causa di infinite ingiustizie e sofferenze per il popolo palestinese, ma soprattutto lo considero causa di un pericolo mortale per il popolo ebraico.
    A causa della violenza sistematica che il sionismo ha scatenato negli ultimi sessant'anni, la bestia antisemita sta riemergendo, e sta diventando maggioritaria se non nel discorso pubblico nel subconscio collettivo. Dato che non è possibile affermare a viso aperto che il sionismo è una politica sbagliata che produce effetti criminali, molti non lo dicono, ma non possono impedirsi di pensarlo", "ho scoperto che gli altri studenti, italiani e marocchini, romeni e peruviani, che pure nel loro svolgimento avevano trattato la questione secondo gli stilemi politicamente corretti, costretti ad approfondire il ragionamento e a far emergere il loro vero sentimento, finivano per identificare il sionismo con il popolo ebraico e quindi a ripercorrere la strada che conduce verso l'antisemitismo.

    Considerando criminale e arrogante il comportamento dello stato di Israele, identificandosi spontaneamente con il popolo palestinese vittimizzato, finivano inconsapevolmente per riattivare l'antico riflesso anti-ebraico (...)

    Perciò credo che occorra liberarsi della rimozione e denunciare il pericolo che il sionismo aggressivo rappresenta soprattutto per il popolo ebraico", "Ma come dice Woody Allen", "E' vero: è terribile, è inaccettabile che il terrorismo di Hamas colpisca la popolazione civile di Israele", "Dirò che occorre ricordare tutte le vittime del razzismo, quelle di ieri e quelle di oggi.
    O questo può valermi l'accusa di antisemitismo?", "Sono stanco di impedirmi di parlare e quasi perfino di pensare ciò che appare ogni giorno più evidente: che il sionismo aggressivo", "i dirigenti sionisti aggressivi"...
    Bifo parte dal suo vissuto, e dalle sue ragioni, la sua esperienza in modo assolutamente trasparente, difatti prefissa il suo pensiero ed orientamento;
    da qui arriva a delle conclusioni, pur nella 'paura' di essere considerato un antisemita, cosa per lui grave.

    Quindi la domanda è (e non sono Bifo) : dov'è lo scandalo?
    Nel non dichiarasi nazi?

  9. #9
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    Citazione Originariamente Scritto da mayanti Visualizza Messaggio
    Bifo parte dal suo vissuto, e dalle sue ragioni, la sua esperienza in modo assolutamente trasparente, difatti prefissa il suo pensiero ed orientamento;
    da qui arriva a delle conclusioni, pur nella 'paura' di essere considerato un antisemita, cosa per lui grave.

    Quindi la domanda è (e non sono Bifo) : dov'è lo scandalo?
    Nel non dichiarasi nazi?
    Nel considerare il sionismo non tanto per i crimini commessi contro i Palestinesi, quanto un fenomeno che comporta "pericolo mortale per il popolo ebraico".
    A quanto pare, a lui interessa soprattutto "il popolo ebraico".

  10. #10
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    Citazione Originariamente Scritto da mayanti Visualizza Messaggio
    Bifo parte dal suo vissuto, e dalle sue ragioni, la sua esperienza in modo assolutamente trasparente, difatti prefissa il suo pensiero ed orientamento;
    da qui arriva a delle conclusioni, pur nella 'paura' di essere considerato un antisemita, cosa per lui grave.

    Quindi la domanda è (e non sono Bifo) : dov'è lo scandalo?
    Nel non dichiarasi nazi?
    In ogni caso, ecco che cosa gli risponde un suo ex compagno:

    Ecco riunite esaustivamente le caratteristiche del benpensante sepolcro sbiancato: implacabile conformista, vile-paranoico, mentitore, falsificatore. Con in più la programmatica enunciazione di tutti i punti di riferimento obbligatorii che formano l'opaca "anti-identità" degli odierni "intellettuali" - propriamente organici: "diasporici", "apatridi", mossi da ragioni "universali", "internazionalisti", "laici", "democratici", "socialisti", ingiudagliati sino all'ultima stilla (e sionistissimi, ma, beninteso, non "aggressivi"), ferrei islamofobi, e nel preciso frangente, loro, in genere così ciarlieri e tuttologi, ora meditabondi, "paurosi", "silenziosi". ADDIO, Bifo. Riconosco che il vostro mercato offre di MOLTO peggio... in te c'è ancora qualcosa di umano e di autentico che si salva. Ma le nostre strade si sono separate.

 

 
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