Olympia è un film del
1938 diretto da
Leni Riefenstahl che documenta i
Giochi olimpici di berlino 1936. Il film, primo documentario mai girato su un'
Olimpiade, è diviso in due parti:
Olympia - Festa di popoli (in tedesco
Olympia: Fest der Völker), lunga 123 minuti, e
Olympia - Festa di bellezza (
Olympia Fest der Schönheit), lunga 94 minuti. Nel documentario furono utilizzate molte tecniche cinematografiche innovative per l'epoca che successivamente sarebbero diventate standard del cinema: dalle novità sugli angoli delle inquadrature ai primi piani estremi, ai binari nello stadio per fotografare la folla. La tecnica utilizzata è unanimemente ammirata dai critici, anche se sul film sono sorte ovvie controversie per quanto riguarda il contenuto politico.
Le Olimpiadi [modifica]
Il documentario, commissionato dal
Comitato Olimpico Internazionale, segue passo dopo passo le Olimpiadi che si tennero a Berlino dall'
1 al
16 agosto del 1936. Tutte le gare vengono seguite: dalla cerimonia della torcia venuta dalla
Grecia alle gare ginniche. Fra i frammenti ripresi dalla Riefenstahl immagini di massa del pubblico e delle personalità che hanno preso parte all'evento sportivo (per citarne un paio
Hitler che apre ufficialmente i giochi e
Umberto II di Savoia che saluta la squadra
italiana).
Propaganda? [modifica]
La natura
propagandistica del documentario traspare dal film? Il nodo è definire se questo sia un film voluto dal
Terzo Reich per esaltare il regime, come da molti viene considerato il film precedente di Leni Riefenstahl,
Il trionfo della volontà.
In realtà, i Giochi olimpici del 1936 sono stati definiti le "Olimpiadi di
Hitler", e senza dubbio il regime
nazista sfruttò la manifestazione per magnificare il Terzo Reich, e da questo punto di vista qualsiasi film che documentasse accuratamente l'evento potrebbe essere considerato propagandistico, una tesi questa sostenuta dalla maggioranza dei critici cinematografici.
Ma i difensori della Riefenstahl puntano sul primo piano dedicato all'espressione di disappunto mostrata da Hitler quando l'afroamericano
Jesse Owens vinse una delle sue quattro mefaglie d'oro, quella nel
salto in lungo. Un'inquadratura nella quale alcuni leggono un tacito dissenso sulle dottrine naziste sulla supremazia razziale. Nel film, del resto, tutti i vincitori non-"
Ariani" vengono ugualmente ripresi. Per valutare la pellicola c'è da aggiungere il ben documentato legame della Riefenstahl con Hitler e con altre figure di alto rango del regime. Ma per la bellezza di riprese e montaggio e per le tecniche innovative utilizzate
Olympia è considerato ugualmente uno dei più bei film del secolo.
Una pietra miliare [modifica]
Olympia pose le basi per i futuri film che documentano le Olimpiadi, e in particolare quelle estive. La cerimonia della
torcia olimpica, oggi considerata un'antica tradizione, fu concepita per la prima volta proprio a Berlino su un progetto che la Riefenstahl elaborò per conto dal gerarca nazista
Carl Diem. Nel
2005 la rivista
Time ha inserito
Olympia fra i
100 film più belli degli ultimi 80 anni.
Alcune scene di
Olympia sono state usate dalla band tedesca
Rammstein nel video della canzone
Stripped.
Fu presentato alla
Mostra di Venezia, dove ottenne un buon successo e il premio la "Coppa Mussolini".