PER FORTUNA CHE C’E’ DANIELA !
Mi preme porgere il mio ringraziamento a Daniela Lastri, alla sua integra coerenza, alla sua cristallina determinazione e costanza.
La sua scelta mi ha fatto tirare un sospiro di sollievo, perché io che ho preso la mia prima tessera della vita ( quella del PD) solo due mesi fa, che non ne ho mai avuta nessun altra, davvero, forse perché troppo pavento certi aspetti perversi delle appartenenze che determinano presunte identità, che quindi sono del tutto estranea ai sommovimenti delle viscere degli ex, che se proprio voglio fare una concessione all’oggettività del ragionamento, tuttalpiù mi posso dire ex giovane, ho rischiato grosso di diventare, e presto, un’ex PD.
Per semplici collegamenti di proprietà transitiva si può facilmente arrivare alla comprensione di questa mia affermazione: se convintamente ci sentiamo di appartenere al PD, a quello che è e soprattutto a quello che aspira ad essere, non per mero e futuribile superamento di se stesso, bensì come possibilità per esprimere la propria natura e quindi potenzialità, non si può non essere convinti e appassionati fautori dell’istituto delle primarie. Primarie che per poter essere peculiarità positiva, cifra contraddistintiva non possono esimersi dall’essere quell’imperdibile occasione di democrazia, di trasparenza in cui le varie anime che compongono il partito, alla luce del sole, sottoponendosi al giudizio dell’elettorato, si misurino mostrandosi nelle loro auspicate differenze che come più volte ho detto, sono ineludibile prodromo di successive virtuose sintesi. Se così non fosse, se fossero invece mortificate nella loro ragione di essere, piegate a meschini egoismi, a miopi visioni affogate in un eterno presente che neghino di fatto un futuro ben più ricco di promesse e possibilità, sarebbe davvero un’imperdibile occasione persa.
Risulta evidente che un sottile filo rosso riconduca gli avvenimenti di questi ultimi mesi alla stessa persona che per prima, con la sua anticipata candidatura, ha reso possibile che a Firenze si facessero delle primarie vere e che adesso le ha difese dall’ultimo colpo di coda di un pericoloso conformismo politico: un vero balsamo per la coscienza di chi ancora vuol sperare…
Per questo sono grata a Daniela Lastri e penso che alla mia gratitudine di spontanea sostenitrice, cioè avvenuta con spontaneità nell’accezione di assenza di costrizione o coercizione o di secondi fini, si possa unire quella di tutti coloro che pur sostenendo altri candidati, siano convintamente sostenitori dell’istanza della società che il PD vuole e deve rappresentare e quindi di primarie appassionatamente autentiche. Solo così non solo sarà facile, ma, ancor più naturale, convergere con convinzione sul candidato che rappresenterà il nostro partito alla competizione di giugno vedendo quindi nell’eventuale ballottaggio, non una minaccia a personali interessi ma un indispensabile mezzo per creare quella successiva ricomposizione che proprio perchè avvenuta dopo una sufficiente esaltazione delle differenze porterebbe al PD un innegabile valore aggiunto.
ANTONELLA SENSI
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