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Risultati da 1 a 7 di 7
  1. #1
    שמע ישראל
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    Predefinito Il vero scontro di civiltà

    DOPO L'ULTIMA PROPOSTA DELLA LEGA RESPINTA DA FINI E BERLUSCONI

    IL VERO SCONTRO DI CIVILTÀ
    È IN PARLAMENTO E NELLE PIAZZE

    Il 18 gennaio si celebra la Giornata del migrante e del rifugiato.
    Ha scritto papa Ratzinger: «Sia per noi di stimolo a farci solidali con questi nostri fratelli e sorelle».


    È vero, oggi è in atto uno "scontro di civiltà". Ma non tra Occidente e Oriente, tra cristianesimo e islam. No, oggi il vero scontro di civiltà si gioca in Parlamento e nelle piazze sull’accoglienza nei confronti di chi è nel bisogno, sul rispetto della dignità di ogni persona, straniera, malata, non ancora nata. La Lega ha tentato l’ultimo colpo di mano con il permesso di soggiorno a pagamento e con la garanzia di 10 mila euro per gli stranieri che vogliono aprire una partita Iva. Fini si è opposto e Berlusconi ha fatto sparire l’emendamento. Il Governo, però, aveva sostenuto il provvedimento al Senato. Ora sconfessa sé stesso. Su tutto il resto, prevale il principio dell’indesiderabilità.

    È degno di persone "civili" negare le cure mediche agli immigrati clandestini, come è avvenuto in Friuli? «Grazie alla precedente amministrazione di Centrosinistra», ha detto il capogruppo leghista in Consiglio regionale, «i clandestini in Friuli godono di assistenza gratuita per prestazioni di ogni tipo, persino la pulizia dei denti... Certo, la Bossi-Fini prevede che chiunque abbia bisogno di cure urgenti debba essere assistito, anche se è irregolare. Noi, però, crediamo che le terapie non urgenti vadano sospese, perché i clandestini sono da espellere». Sì, da espellere. Cioè, ci sono ma non ci dovrebbero essere, non li vogliamo. Che fuggano dalla guerra o dalla miseria, non importa. Se vogliono un’altra possibilità, la cerchino altrove. Chissà cosa ci riserverà in futuro la fantasia padana?
    Ma la vicenda friulana è solo l’ultimo esempio di negazione dei diritti agli immigrati. A Rosarno, in provincia di Reggio Calabria, centinaia di clandestini vivono dentro capannoni sfasciati, anche senza tetto. Sono lì per raccogliere gli agrumi per le nostre tavole, forse sono gli stessi che hanno raccolto pomodori in Campania l’estate scorsa, o lo faranno la prossima. Sono qui, lavorano per noi. È "civile" lasciarli vivere come bestie? Il Governo non ha mosso un dito né ha inviato Bertolaso a vedere. La Protezione civile funziona solo per gli italiani?
    Il 18 gennaio la Chiesa celebra la Giornata mondiale del migrante e del rifugiato, che quest’anno il Papa ha dedicato a "san Paolo migrante, Apostolo delle genti". Il suo esempio, scrive Benedetto XVI nel Messaggio, «sia anche per noi di stimolo a farci solidali con questi nostri fratelli e sorelle e a promuovere, in ogni parte del mondo e con ogni mezzo, la pacifica convivenza fra etnie, culture e religioni diverse... Come non andare incontro alle necessità di chi è più debole e indifeso, segnato da precarietà e insicurezza, emarginato, spesso escluso dalla società?».
    Al Papa fa eco l’arcivescovo di Milano, cardinale Dionigi Tettamanzi, che nell’omelia per la Festa dei popoli dell’Epifania ha detto: «Pensando a voi, ai migranti, la maggioranza di chi è milanese da più generazioni pensa alle differenze, le giudica forse insormontabili, spesso vi guarda con qualche pregiudizio... Sento spesso parlare di "seconda generazione" di immigrati. Non vorrei più chiamarli così. Per me sono tutti figli: forse diversi, come sono i fratelli e le sorelle in una famiglia, ma pari in diritti e doveri».
    Pari in doveri, certo. E in diritti. Compreso «il diritto e bisogno fondamentale della preghiera, inalienabile per ogni uomo, appartenente a qualsiasi religione, dovunque, anche a Milano».
    Gli islamici hanno chiesto scusa al cardinale di Milano per aver fatto diventare moschea piazza Duomo, dopo una manifestazione di protesta contro Israele dove l’odio era stato sparso a piene mani. Eccolo, il vero "scontro di civiltà": tra accoglienza e rifiuto, tra dialogo e negazione dei diritti. Civili, umani e religiosi dei popoli e delle nazioni.

    http://www.sanpaolo.org/fc/0903fc/0903fc05.htm

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  2. #2
    Becero Reazionario
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    Io sono d'accordo che si debba accogliere etc etc, mi fa anche piacere che nell'articolo si ricordino i bambini non nati etc...

    ma perchè si vorrebbe che agli immigrati venga dato addirittura di più di quel che viene dato agli italiani? (cure dentistiche gratis?)

    se non si vuole perseguire gli irregolari, perchè non si è sinceri fino in fondo e non si propone la completa apertura delle frontiere verso tutti e tutte? (perchè ricordo che per chi scappa dalla guerra esiste già l'asilo politico)

    e infine ci si lamenta di chi vive nei capannoni... giustissimo! Ma i tanti giovani italiani che non possono mettere su famiglia perchè non ne hanno la possibilità? Perchè non ci sono case a prezzo accessibili? asili? etc?

  3. #3
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    Bisogna, senza cadere nel buonismo, considerare l'immigrato come nostro fratello, un tempo immigrati lo eravamo anche noi e trovavamo le stesse difficoltà di integrazione.
    Riguardo il lavoro, sono per darlo prima agli italiani, ma i mestieri più umili, tipo lo spazzino, non lo vogliono fare e infatti in molti paesi della provincia di Pisa, trovo diversi spazzini neri. E' chiaro che in un paese avanzato come l'Italia, un laureato non si sognerebbe mai di fare lo spazzino o un lavoretto che non riguarda il suo titolo di studio. Da un paese come il nostro ci si aspetterebbero più opportunità, mentre vediamo un esercito di precari e cassintegrati.

  4. #4
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    Io tutta questa rincorsa all'accoglienza degli immigrati non la capisco. Ovviamente sono esseri umani anche loro e come tali vanno trattati, rispettando la loro dignità e la loro umanità, ma il discorso è: si vuole veramente far perdere all'Italia quel briciolo di identità che gli è rimasta?
    Questa domanda sorge spontanea e sorge spontaneo domandarsi se qualcuno all'interno del mondo cattolico non spinga per la creazione di una società multietnica (con l'aumento del numero di non cristiani).

    Sarà un discorso fatto e rifatto, ma in alcune zone d'Italia (Lombardia in testa) circa il 10% della popolazione è formato da immigrati.
    La crisi che sta sferzando il mondo distruggerà i fragili equilibri che si erano creati e cosa faranno tutti quegli immigrati che non potranno lavorare? Si vuole incentivare una guerra fra poveri?

    E poi dato che parliamo di Chiesa cattolica, perchè non si parla chiaramente come fece il cardinal Biffi che propose di privilegiare esclusivamente l'entrata di immigrati cristiani? Non ci stiamo forse tirando la zappa sui piedi?

  5. #5
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    La Costituzione offre a chiunque le stesse opportunità. Non si va in base al sesso, alla religione, opinioni eccetera. L'identità si difende diversamente, ad esempio riscoprendo le radici cristiane d'Europa, ma questo è un altro argomento. Per l'immigrato arrivare da noi è il Paradiso, mentre noi consideriamo l'Italia come una democrazia anomala, proprio perchè ci aspettiamo meglio da un paese membro del G8.

  6. #6
    שמע ישראל
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    Non so.
    Io ho riportato solo quanto dicevano Tettamanzi e il Papa.
    Chiaro che il discorso è articolato e complesso.
    Da non dimenticare che il Papa ha spesso parlato del
    precariato lavorativo come di grave problema che sicuramente
    influisce negativamente sulla formazione di nuove famiglie e sulla
    stabilità delle stesse.

    Lì si portava ad esempio le migliaia di immigrati che al sud sono
    impiegatai nei lavori agricoli stagionali. Lavori duri, d'estate e
    sotto il sole. Io penso che un minimo di dignità la possano e debbano
    avere. Parliamo di dignità, non di chissà cosa.

    Indipendentemente dal fatto che nell'edilizia popolare lo stato
    debba farsi carico di migliaia di giovani che proprio per il fatto di
    avere impieghi a tempo determinato hanno grossi e insormontabili
    problemi nel poter comperarsi un'abitazione.

    Per il resto non so, Imperium. Un tempo anch'io non avevo dubbi
    sul fatto che bisognava frenare "l'islamizzazione" dell'occidente.

    Ora penso che bisognerebbe rievangelizzarlo, che è ben diverso.

    Nel senso che la perdita di valori morali e cristiani in particolare
    (e in questo la sinistra laicista e radicaloide ha il 99 % delle colpe)
    è più grave che non l'immigrazione musulmana.

    Loro ai loro valori ci tengono. Se noi i valori che hanno fatto grande
    la nostra civiltà li irridiamo e li usiamo per pulirci il..... non se ne
    può fare una colpa a loro.

    Pensiamo a difenderli e ridiffonderli soprattutto tra i giovani e non
    lasciare che vengano cancellati dal laicismo radicaleggiante tanto
    di moda.

  7. #7
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    Vedo questo tema come parte di un piu' grande scontro di civilta' che racchiude tutto: quello tra la cultura della responsabilita' sociale e la cultura del menefreghismo individualista.

    Non si tratta ovviamente di destra e sinistra, non si tratta di ricchi contro poveri, e non si tratta neanche di una religione contro l'altra o delle religioni contro l'ateismo. Ma solo semplicemente di due atteggiamenti, due spinte opposte alle quali ciascuno di noi e' soggetto in prima persona tutto il tempo, ma possono anche essere viste in senso collettivo come "culture" opposte.

 

 

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