OBAMA PRESENTA IL CONTO
di Benedetta Cortese
Obama presenta il conto. Gli americani sono ancora in Iraq e in Afghanistan, Guantanamo rimarrà aperta ancora un anno, le decisioni contro la crisi economica verranno, ma la decisione in tema di vita è stata presa immediatamente. Già nella notte del 21, il nuovo sito della Casa Bianca ribadiva l’impegno a sostegno di un allargamento dell’aborto, del riconoscimento giuridico delle unioni dello stesso sesso, della ricerca delle cellule staminali embrionali. Il presidente americano ha promesso di abolire la Mexico City policy, di sostenere l’abrogazione del Defense of Marriage Act, di firmare immediatamente il Freedom of Choice Act non appena il Congresso lo approverà.
La Mexico City policy, risalente a Ronald Reagan e richiamata in vigore da Bush, vietava il finanziamento federale alle organizzazioni impegnate per la diffusione dell’aborto, seppure sotto l’apparenza della “salute riproduttiva” o della pianificazione demografica. Obama lo ha abolito il giorno 23 gennaio scorso.
Il Freedom of Choice Act finanzia l’aborto, abroga il bando dell’aborto a nascita parziale, toglie validità ai regolamenti statali che proteggono le donne e i bambini non nati ed elimina la clausola di coscienza per il personale sanitario.
Quest’ultima è la massima preoccupazione di quanti hanno sfilato a Washington nei giorni scorsi nella marcia pro-life nel 36mo anniversario della sentenza Roe vs Wade, ma proprio nello stesso giorno, in una dichiarazione comparsa tra l’altro sul “Boston Globe”, Obama confermava il suo apprezzamento per quella sentenza.
Obama, ha dichiarato il pastore nero Luke Robinson, si è appellato al cambiamento, ma “Abbiamo bisogno di cambiare, signor Presidente, perché ogni giorno 4000 bambini muoio per aborto. Ogni giorno, signor presidente, persone della tua etnica e della mia muoiono in gran numero. L’aborto è il killer numero uno degli afroamericani in questo paese”.
Douglas Johnson del National Right to Life Committee ha detto: “Molte persone in Africa aspettavano che Obama desse loro buone notizie. Molti di loro saranno sorpresi nell’apprendere che la prima cosa che egli manda all’Africa sono dei surrogati dei fondi americani per promuovere l’aborto dei loro bambini non ancora nati”.
Nello scorso novembre il cardinale Stafford disse: “Se Obama, Biden e il nuovo Congresso, saranno determinati a realizzare la loro agenda anti-life che essi enunciano in campagna elettorale, prevedo che i prossimi anni creeranno le maggiori divisioni della nostra storia nazionale”.
fonte: http://www.vanthuanobservatory.org/p...hp?id_news=694




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