Giorno della Shoah, cerimonia soppressa La comunità spagnola: «Una rappresaglia»
DAL NOSTRO CORRISPONDENTE MADRID - Gaza è sotto le bombe e, a Barcellona, il governo catalano e il municipio cancellano la manifestazione di piazza in memoria dell' Olocausto. Per protesta, tutti i gruppi e le associazioni ebraiche della Catalogna hanno ritirato la loro adesione alle iniziative promosse in ricordo della Shoah. Magari la tragedia palestinese non c' entra, ma la comunità ebraica locale sospetta che il ridimensionamento del programma previsto per la Giornata Internazionale della Memoria, il 27 gennaio prossimo, sia una specie di rappresaglia contro i bombardamenti di Israele nella Striscia. Ed è passata al contrattacco. Fino al 29 dicembre l' agenda della giornata in preparazione a Barcellona prevedeva il suo culmine, come l' anno scorso, in uno degli angoli più nobili della città vecchia, la piazza del Re, con un concerto di musiche ebraiche e gitane e con l' accensione di centinaia di candele, l' unico atto aperto a tutti. A gennaio, quando mancano meno di due settimane all' evento, il programma è stato ridefinito e riportato all' interno dell' auditorium del Palau de la Generalitat: una tavola rotonda con cinque relatori e una mostra intitolata «Porrajmos: il genocidio del popolo gitano». Niente di strano, sostengono fonti del palazzo del governo: «Da quando l' Onu ha istituito il Giorno della Memoria, nel 2005, ogni anno il programma a Barcellona è stato differente. Quest' anno si era pensato a un formato nuovo: una tavola rotonda con cinque relatori, invece della conferenza di uno storico come nel 2008. Solo che, dopo un dibattito di almeno due ore, ci pareva mancasse il tempo per la commemorazione in piazza. Tra gennaio e febbraio la tragedia dell' Olocausto viene ricordata a Barcellona con sessanta eventi. Non si può dire che sia un programma sotto tono». Si esclude ufficialmente anche che la decisione di evitare concentrazioni di massa sia stata dettata da preoccupazioni di ordine pubblico. Ma dalla Federazione delle Comunità Ebraiche di Spagna la reazione è scettica: proprio sabato scorso, alla manifestazione in difesa del popolo palestinese, sotto lo slogan «Fermiamo il massacro a Gaza», aveva partecipato Joan Saura, titolare del dipartimento degli Interni e delle Relazioni istituzionali, da cui dipende, per il governo, l' organizzazione della Giornata della Memoria. Così la comunità ebraica catalana ha deciso di rivolgersi direttamente al vicepresidente della Comunità autonoma, Josep-Lluís Carod-Rovira. Mentre l' ambasciatore di Israele in Spagna, Raphael Schutz, informava di aver ricevuto da un alto funzionario di governo rassicurazioni sul fatto che la partecipazione di Saura alla protesta era «a titolo personale». Ieri sera, di fronte alla proposta di trasferire l' atto previsto in piazza all' interno di una sala del palazzo del governo, tutti i gruppi ebraici si sono ritirati dal progetto. «Il programma non era definitivo - sostiene il governo catalano - ed è ancora modificabile, se qualcuno si è sentito offeso dalla cancellazione della manifestazione in piazza del Re». Elisabetta Rosaspina Evento In piazza La bozza del programma per la Giornata Internazionale della Memoria (27 gennaio) prevedeva una manifestazione di piazza La modifica A 15 giorni dall' evento le iniziative sono state ridotte a una tavola rotonda
Rosaspina Elisabetta
http://archiviostorico.corriere.it/2...90116025.shtml




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