Il liberalismo ha un grosso difetto. A differenza di altre teorie politiche, non ha una definizione univoca. Quali sono i valori che definiscono un’anima liberale? La libertà individuale? La difesa della poprietà privata? L’auspicio di un governo limitato? O l’abolizione dello Stato? Tutte e nessuna. E infatti lo stesso termine ha molteplici significati: il liberalismo classico parla di limitazioni allo Stato e di laissez faire, in America i “liberal” sono invece progressiti di sinistra; in Inghilterra “liberal” significa più o meno socialdemocratico, mentre in Francia è quasi un insulto.
Per questo Anthony De Jasay, intellettuale finissimo e autore di fondamentali saggi di teoria politica (come “The State, “Against politics”, o “Justice and his sourroundings”), recentemente ospite di un convegno a Roma organizzato dal bimestrale Ideazione e dall’Istituto Bruno Leoni, distingue tra un “liberalismo vago” (suscettibile di varie deifinizioni) e un liberalismo in senso stretto”, a cui si può invece dare una solida base teorica. “Una dottrina politica –dice De Jasay- può essere interpretata in molti modi, ma perchè sopravviva e prosperi, deve avere alcuni elementi costanti e irriducibili che rappresentino la sua specifica identità, a cui non può rinunciare senza perdere, in questo modo, il proprio carattere essenziale”...........http://www.brunoleoni.com/nextpage.aspx?codice=408