Immigrati a lezione di italiano e di educazione civica. L'iniziativa, che gode di uno stanziamento regionale di oltre 3,5 milioni di euro per il 2010, parte in Friuli Venezia Giulia nel nome dell'integrazione. Giovedì la terza commissione consiliare darà l'ultimo "placet". Gli stranieri che arriveranno in Fvg dovranno studiare sia la lingua italiana sia i princìpi di educazione civica
di Martina Milia
TRIESTE. A scuola di educazione civica. Ad andarci in Friuli Venezia Giulia saranno gli stranieri. Gli adulti che arrivano in regione - in base al nuovo programma per l'immigrazione che recepisce le direttive nazionali e che giovedì sarà all’esame della terza commissione consiliare prima del via libera definitivo della giunta - dovranno infatti studiare sia la lingua italiana sia i principi di educazione civica.
MATERIE Il programma didattico lo decideranno le Province che, pur non avendo competenza diretta, diventano il braccio operativo della Regione in materia. La spesa complessiva, per il 2010, è stimata in 3.587.793 di euro regionali, ai quali si aggiungono le risorse dello Stato da ripartire in base al numero di residenti stranieri per territorio. Le Province amministreranno direttamente un terzo delle risorse: 1.287.500 euro.
LE NOVITÀ Il programma che si articola partendo da quello del 2009 si pone tre nuovi obiettivi. Il primo è la promozione delle iniziative di diffusione della lingua italiana e dell’educazione civica nell’ambito "Accordo di integrazione" sottoscritto tra Stato e Regione. Per questo obiettivo, in particolare, le risorse le metterà lo Stato. Nel 2009 sono già stati sperimentati i primi corsi di educazione civica (una ventina in tutto il territorio), ma è il 2010 l’anno dell’avvio vero e proprio. La seconda novità riguarda lo sviluppo di strumenti informativi per la corretta conoscenza e l’efficace utilizzo delle informazioni rivolte agli stranieri – demandato alle Province – mentre il terzo asset è la promozione del mantenimento del legame con il paese di origine.
GLI INTERVENTI Il programma si sviluppa in 12 azioni che rientrano in sei ambiti di attività: istruzione, casa, settore socio-sanitario, informazione, protezione sociale, studi e ricerche. Prioritari istruzione e casa: il primo rivolto agli allievi delle istituzioni scolastiche e agli adulti stranieri, il secondo agli stranieri temporaneamente impossibilitati a provvedere autonomamente all’alloggio, con iniziative inserite nell’ambito della rete dei servizi sociali del territorio. Partner in questa funzione sono gli enti locali, gli ambiti e le associazioni del privato sociale già accreditate.
I MEDIATORI Un punto clou del programma 2010, per la Lega, è «la trasformazione dei mediatori in traduttori. Basta alimentare associazioni che vivevano di contributi pubblici» afferma Danilo Narduzzi. Un ruolo centrale di queste figure è in sanità, negli ospedali e negli ambulatori. Lo scorso anno erano previsti 400mila euro ma ne sono stati spesi poco più della metà. Quest’anno ce ne sono 250mila.
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(17 maggio 2010)
In Fvg 3,5 milioni per far studiare l'italiano e la Costituzione agli immigrati | Il Piccolo




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