Il 15-16 Febbraio i sardi saranno chiamati a scegliere il nuovo Presidente della Regione fra Ugo Cappellacci, sostenuto da una larga coalizione di centrodestra, e Renato Soru, dimissionario dopo una crisi interna ma pronto a ritornare sulla poltrona di governatore grazie ad una rinnovata intesa nel centrosinistra. La sfida è importante non solo per la Sardegna, ma per gli equilibri e gli scenari politici futuri a livello nazionale. Ormai non è più un mistero: Soru “da grande” vuole fare l’anti-Berlusconi, e sostituire una volta per tutte un Veltroni logorato e tremebondo, incapace di realizzare il rilancio del Partito Democratico. Mister Tiscali ha in mente un progetto ambizioso per una riformulazione del centrosinistra nazionale, tendente all’assorbimento di pezzi della sinistra e ad un allargamento sul modello ulivista, anche con lo scopo di evitare possibili fughe centriste-margheritine verso l’UdC. Soru non è fesso: si è dimesso giusto qualche mese prima della scadenza naturale del mandato, con l’obbiettivo di mostrare a tutti gli elettori la propria forza personale, ma strategicamente per impedire qualsiasi sovrapposizione delle elezioni regionali con quelle Europee ( e quindi un effetto “trascinamento” favorevole al centrodestra, pagato caro da Illy in Friuli ad aprile 2008).
Soru vuole vincere, non solo e non tanto per riprendersi il governatorato, ma per dimostrare che il Cavaliere può essere ancora battuto, e che con lui il centrosinstra è destinato a riprendersi e trionfare come ai tempi del miglior Prodi. Ugo Cappellacci viene pertanto descritto dalla campagna soriana come un fantoccio nelle mani di Berlusconi, il vero “demone” da sconfiggere e da abbattere. Il candidato scelto dal Cavaliere effettivamente appare un pò debole, e alcuni sondaggi mostrano la tendenza ad un gradimento inferiore alla somma totale delle percentuali attribuite alle liste di centrodestra. Soru è destinato davvero a vincere, nonostante le recenti polemiche all’interno del PD sardo? Non è detto, anche se la battaglia non sarà certo facile. Cappellacci deve provare fino in fondo, dimostrare di aver raggiunto un certo grado di autonomia. L’immagine di “marionetta” di Berlusconi non è positiva, ma in fondo neanche reale: il candidato del PDL può farcela. Ne va della Presidenza della Regione, ma soprattutto della solidità nazionale della leadeship berlusconiana. I progetti politici di Soru - come è stato detto - vanno soffocati nella culla. Veltroni sta benissimo dov’è, per il centrodestra rappresenta una manna, una garanzia di altre vittorie. Soru invece è potenzialmente pericoloso: ha i mezzi e l’ambizione giusta per riprendere in mano l’Ulivo, allargare il centrosinistra, e buttare a mare i sogni berlusconiani relativi al 2013. A dire il vero, Soru deve scontare la sua arroganza, le sue demenziali tendenze all’aumento della tassazione: può piacere ai sardi (lo vedremo comunque il 16 Febbraio), ma non è detto che soddisfi tutti gli italiani moderati.
http://www.falcodestro.it/2009/01/in...lisi-politica/




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