A proposito di Eurabia: asse israelo-musulmano

Il concetto di
Eurabia, come sapete, viene espresso inizialmente dall'ebrea
Bat Ye'or, con l'intento di denunciare il tradimento dell'Europa, da parte delle stesse classi dirigenti europee, al fine di creare un unico sistema di dominio, fuso con le aree mediorientali e nordafricane. Il punto di vista di Ye'or, che già abbiamo contestato [articolo del
18 ottobre 2006], ha anche la caratteristica, per l'identità etnica e culturale dell'autrice, di temere per le ripercussioni che ciò avrà rispetto alle minoranze ebraiche in Europa, così come per Israele.
Tale posizione, però, come già detto, è sbagliata.
La quotidianità "immigrazionista" in Europa evidenzia quanto la minoranza ebraica sia sostanzialmente distante da preoccupazioni "frenanti" il fenomeno dell'immigrazione di massa. Il grosso dei personaggi pubblici di detta minoranza difendono l'immigrazione, i luoghi comuni immigrazionisti e la retorica conseguente.
Gli ebrei europei (ma ciò vale anche nel Nord America) sono, perciò, "eurabisti", senza peraltro patemi particolari, a meno di brevi momenti ed episodi del cosiddetto "antisemitismo" (il che, ovviamente, non inficia quanto detto sopra).
Si pensi all'
Unione per il Mediterraneo voluta e subito realizzata da
Nicolas Sarkozy, il più "occidentalista" dei presidenti francesi e con parenti appartenenti alla minoranza ebraica [articolo del
14 luglio 2008]. Si pensi anche al ruolo avuto, negli USA, dagli ebrei nello spingere per una maggiore apertura agli immigrati, col tempo sempre meno europei [si veda al collegamento inserito in data
6 ottobre 2008].
Perciò, l'Eurabia non ha senso denunciarla come se si trattasse di un pericolo "islamista". Essa è semmai un pericolo del vetero globalismo, nemico delle identità e delle libertà, in primis quelle europee.
L'Eurabia non è maomettana, ma è giudeo-cristiano-islamica. E', appunto, il punto d'incontro, già in essere, di élites europee, soprattutto anglo-olandesi (e ora anche "francesi"), statunitensi (sia euro-americane, magari di fede protestante o cattolica, oppure giudeo-americane), israeliane e arabo-sunnite.
Non stupisce, di conseguenza, la notizia che
nella recente guerra israeliana contro la piccola Striscia di Gaza, sia stata posta in essere la possibilità, poi non verificatasi, di un appoggio militare saudita al fianco di Israele. Appoggio comunque avvenuto con altri mezzi e con la partecipazione anche dell'Egitto. Poco importano le manifestazioni popolari delle masse arabe per la Palestina, altrettanto quanto le manifestazioni o le paure anti-immigrazioniste dei cittadini comuni nei Paesi europei. Le élites dominanti agiscono per scopi e con intendimenti propri, lontani dalle prime e dai secondi.
Continua a leggere