Obama da oggi è il 44° Presidente degli Stati Uniti d'America.
Lo diciamo subito: l'uomo non ci convince affatto, ha rappresentato nella sfida elettorale di Novembre l'avversario da battere, e la sua vittoria ci ha intristito non poco, di fronte all'ottima alternativa incarnata dal Repubblicano McCain. Ormai, però, dobbiamo prendere atto della fine dell'era di Bush, e della salita al potere di un afroamericano rampante, sul quale si addensano le più forti speranze di un rilancio dell'America in campo economico e politico-strategico.
Barack Hussei Obama, in verità, per il momento ha dimostrato soltanto di essere un bravo arrampicatore politico, un eccellente propagandista, una perfetta macchina da consenso. L'America è in delirio, l'Europa anche di più: tutti si attendono una rivoluzione, un miracolo, un cambiamento epocale.
Andrà così? Obama riuscirà veramente a spezzare la crisi, e a riportare sui giusti binari gli Stati Uniti in affanno?
Lo vedremo molto presto. Come tradizione, i primi 100 giorni di governo segneranno le linee essenziali della Presidenza.
I timori, però, almeno dalla parte conservatrice, sono molti. Obama rischia davvero di rivelarsi un disastro, un fallimento totale, anzi una ingiuria per il prestigio dell'America.
Se il nuovo Presidente collaborerà sul serio con lo Stato terroristico iraniano, sarà l'inizio della fine. Inerzia e buonismo, come ha dimostrato la Storia passata, non sono mai foriere di validi e rassicuranti sviluppi.
Se Obama renderà sue le più strampalate teorie ambientaliste radicali, l'America perderà ulteriormente il passo, e accentuerà il suo (ormai inevitabile?) declino.
Se Obama consentirà l'allargarsi delle pratiche abortive, noi tutti piangeremo per le vite innocenti condannate ad ingiusta morte.

Troppe aspettative in un solo uomo! La possibilità di una clamorosa delusione sono dietro l'angolo. L'immagine è solo fumo, falsa illusione, vuoto incolmabile. Obama riuscirà a smentire questa impressione? Lo vedremo...ma i primi indizi non sono per nulla rassicuranti.