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    Predefinito 18 gennaio - S. Prisca, Vergine e martire

    Dal sito SANTI E BEATI:

    Santa Prisca, Martire

    18 gennaio

    sec. III

    Subì il martirio sotto Claudio II, nel III secolo, venne sepolta sulla Via Ostiense e traslata sull’Aventino. E’ probabile che sia stata la fondatrice di un’antica chiesa sull’Aventino. Tutto ciò che si racconta su di lei, sono leggende, e le informazioni che si hanno sono contraddittorio e ci rimandano a tre persone diverse.

    Etimologia: Prisca = primitiva, di un'altra età, dal latino

    Emblema: Palma

    Martirologio Romano: A Roma, commemorazione di santa Prisca, nel cui nome è dedicata a Dio una basilica sull’Aventino.

    Martirologio tradizionale (18 gennaio): Presso lo stesso luogo (a Roma) la passione di santa Prisca, Vergine e Martire, la quale, sotto l'Imperatore Claudio, dopo molti tormenti, fu coronata col martirio.

    E’ difficile stabilire la vera identità di questa martire romana, nonostante i numerosi documenti antichi, poiché le varie notizie che la riguardano si riferiscono probabilmente a tre persone diverse. La celebrazione odierna vuole comunque onorare la fondatrice della chiesa titolare sull'Aventino, alla quale si riferisce l'epigrafe funeraria del V secolo, conservata nel chiostro di S. Paolo fuori le mura. L'antica chiesa, cara a chi ama riscoprire gli angoli intatti dell'antica Roma, nell'ombra discreta e riposante delle sue navate, sorge sulle fondamenta di una grande casa romana del II secolo, come hanno provato recenti scavi archeologici.
    Ma gli Acta S. Priscae, che ne fissano il martirio sotto Claudio II (268-270) e la sepoltura sulla via Ostiense, donde poi il suo corpo sarebbe stato portato sull'Aventino, non hanno maggiori titoli di credibilità della suggestiva leggenda, che colloca S. Prisca nell'epoca in cui S. Pietro svolse il suo lavoro missionario a Roma.
    Secondo questa leggenda, la santa sarebbe stata battezzata all'età di tredici anni dallo stesso Principe degli apostoli e avrebbe coronato il suo amore a Cristo con la palma del martirio, stabilendo al tempo stesso un primato, suggerito anche dal nome romano, che significa "prima": ella sarebbe stata infatti la prima donna in Occidente a testimoniare col martirio la sua fede in Cristo. La protomartire romana sarebbe stata decapitata durante la persecuzione di Claudio, verso la metà del primo secolo. Il corpo della giovinetta venne sepolto, sempre secondo questa tradizione, nelle catacombe di Priscilla, le più antiche di Roma.
    Nel secolo VIII si cominciò ad identificare la martire romana con Prisca, moglie di Aquila, di cui parla S. Paolo: "Salutate Prisca e Aquila, miei collaboratori in Gesù Cristo, i quali hanno esposto la loro testa per salvarmi la vita. Ad essi devo rendere grazie non solo io, ma anche tutte le chiese dei gentili" (Rm 16,3). Si cominciò così a parlare del "titulus Aquilae et Priscae" modificando il primitivo titolo di cui si ha notizia già nel sinodo romano del 499. Il titolo cardinalizio con cui si è voluto onorare la chiesa di S. Prisca, una santa oggi quasi dimenticata dai calendari, sta a testimoniare la devozione che fin dai primi secoli di vita cristiana riscuoteva questa "primizia" dell'umile pescatore di Galilea. La chiesa di S. Prisca, sorta sul luogo di una casa romana che secondo la leggenda avrebbe ospitato S. Pietro, conserva nella cripta un capitello cavo, usato dallo stesso apostolo, per battezzare i catecumeni.

    Autore: Piero Bargellini

  2. #2
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    Jacques Callot, S. Prisca, vergine e martire, 1630-36, Auckland Art Gallery, Auckland, Nuova Zelanda

  3. #3
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    St. Prisca

    She was a martyr of the Roman Church, whose dates are unknown. The name Prisca or Priscilla is often mentioned by early authorities of the history of the Church of Rome. The wife of Aquila, the pupil of St. Paul, bore this name. The grave of a martyr Prisca was venerated in the Roman Catacomb of Priscilla on the Via Salaria. The place of interment is explicitly mentioned in all the seventh-century itineraries to the graves of the Roman martyrs (De Rossi, "Roma sotterranea", I, 176, 177). The epitaph of a Roman Christian named Priscilla was found in the "larger Catacomb", the Coemeterium maius, on the Via Nomentana, not far from the Catacomb of St. Agnes [De Rossi, Bull. di arch. crist. (1888-1889), 130, note 5]. There still exists on the Aventine a church of St. Prisca. It stands on the site of a very early title church, the Titulus Priscoe, mentioned in the fifth century and built probably in the fourth. In the eighteenth century there was found near this church a bronze tablet with an inscription of the year 224, by which a senator named Caius Marius Pudens Cornelianus was granted citizenship in a Spanish city. As such tablets were generally put up in the house of the person so honoured, it is possible that the senator's palace stood on the spot where the church was built later. The assumption is probable that the Prisca who founded this title church, or who, perhaps as early as the third century, gave the use of a part of the house standing there for the Christian church services, belonged to the family of Pudens Cornelianus. Whether the martyr buried in the Catacomb of Priscilla belonged to the same family or was identical with the founder of the title church cannot be proved. Still some family relationship is probable, because the name Priscilla appears also in the senatorial family of the Acilii Glabriones, whose burial-place was in the Catacomb of Priscilla on the Via Salaria. The "Martyrologium Hieronymianum" mentions under 18 January a martyr Priscilla on the Via Salaria (ed. De Rossi-Duchesne, 10). This Priscilla is evidently identical with the Prisca whose grave was in the Catacomb of Priscilla and who is mentioned in the itineraries of the seventh century. Later legendary traditions identified the founder of the Titulus Priscoe with St. Paul's friend, Priscilla, whose home would have occupied the spot on which the church was later erected. It was from here that St. Paul sent a greeting in his Epistle to the Romans. Another legend relates the martyrdom of a Prisca who was beheaded at the tenth milestone on the Via Ostiensis, and whose body Pope Eutychianus is said to have translated to the church of Prisca on the Aventine. The whole narrative is unhistorical and its details impossible. As 18 January is also assigned as the day of the execution of this Priscilla, she is probably the same as the Roman martyr buried in the Catacomb of Priscilla. Her feast is observed on 18 January.

    Bibliography

    Acta SS., January, II, 184 sqq.; DUFOURCQ, Les Gesta martyrum romains, I (Paris, 1900), 169 sq.; GORRES, D. Martyrium d. hl. Prisca in Jahrbuch fur protest. Theologie (1892), 108 sq.; CARINI, Sul titolo presbiterale di S. Prisca (Palermo, 1885); DE ROSSI, Della casa d'Aquila e Prisca sull' Aventino in Bull. d'arch. crist. (1867), 44 sq.; IDEM, Aquila e Prisca e gli Acilii Glabriones, ibid. (1888-9), 128 sq.; MARUCCHI, Les basiliques et eglises de Rome (2nd ed., Rome, 1909), 180 sq.; BUTLER, Lives of the Saints, January, I, 83.

    Fonte: The Catholic Encyclopedia, vol. XII, New York, 1911

  5. #5
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    Domenico Cresti detto il Passignano, Battesimo di S. Prisca, 1660 circa, Chiesa di Santa Prisca all'Aventino, Roma

  6. #6
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    Da dom Prosper Guéranger, L'anno liturgico. - I. Avvento - Natale - Quaresima - Passione, trad. it. P. Graziani, Alba, 1959, p. 348-349

    18 GENNAIO
    LO STESSO GIORNO

    COMMEMORAZIONE DI SANTA PRISCA


    Regna una grande incertezza intorno al nome di questa giovane martire di Roma, della quale una tradizione ci dice che fu battezzata all'età di tredici anni dall'apostolo san Pietro e ci assicura che fu la prima martire della Chiesa d'Occidente, decapitata fra il 45 e il 54 sotto Claudio Tiberio. Un'altra tradizione la fa appartenere al III secolo, e vuole che sia stata decapitata sotto Claudio II il Gotico, verso il 250. Comunque sia, la sua esistenza e la realtà del suo martirio debbono essere riconosciute e il suo culto risale ai tempi più remoti.

    In suo onore, recitiamo la Colletta della Messa:

    "Concedi, te ne preghiamo o Dio onnipotente, a noi che onoriamo il natalis della tua Martire, di rallegrarci per questa solennità annuale e di trar profitto dall'esempio d'una fede così sublime. Per Gesù Cristo Nostro Signore. Amen".

  7. #7
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    EADEM DIE 18 JANUARII

    Pro SANCTA PRISCA
    VIRGINE ET MARTYRE


    Missa Me exspectavérunt, de Communi Virginum 2° loco, cum Orationibus ut infra:

    Oratio

    D
    A, QUAÉSUMUS, omnípotens Deus: ut, qui beátæ Priscæ Vírginis et Mártyris tuæ natalítia cólimus; et ánnua sollemnitáte lætémur, et tantae fídei proficiámus exémplo. Per Dóminum.

    Secreta

    H
    ÆC hóstia, quaésumus, Dómine, quam Sanctórum tuórum natalítia recenséntes offérimus, et víncula nostræ pravitátis absólvat, et tuæ nobis misericórdiæ dona concíliet. Per Dóminum.

    Postcommunio

    Q
    UAÉSUMUS, Dómine, salutáribus repléti mystériis: ut, cujus sollémnia celebrámus, ejus oratiónibus adjuvémur. Per Dóminum.


    FONTE

  8. #8
    vetera sed semper nova
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    SANTA PRISCA DE ROMA



    Martirologio de la Iglesia Católica
    En Roma, conmemoración de santa Prisca, nombre bajo el cual fue dedicada la basílica edificada en la colina del Aventino (antes de 499).
    +++

    Desde época muy temprana Prisca ha sido venerada en Roma como santa; sin embargo, no existen datos históricamente confirmados sobre ella.
    Todos los testimonios parecen legendarios y probablemente se confunden diferentes relatos sobre varias portadoras del mismo nombre.

    Se dice fue la fundadora de la Iglesia de Santa Prisca en el Aventino de Roma, en la que se han conservado en una urna de la cripta supuestas reliquias de la santa. Tal vez fuera también discípula de Pablo.

    Otra leyenda explica que fue una muchacha bautizada por Pedro que padeció el martirio durante la persecución del emperador Claudio en la vía Ostiensis.
    Se cuenta que fue arrojada a los leones, pero las fieras no le causaron ningún daño.[1]
    +++

    Es difícil identificar a esta mártir romana, a pesar de los documentos antiguos, porque lo que se sabe de ella se puede aplicar a tres personas distintas.
    Según una leyenda, la santa fue bautizada por san Pedro, a la edad de trece años, y coronó su vida con el martirio, convirtiéndose así en la primera mártir de Occidente.

    En el siglo VIII se comenzó a identificar a la mártir romana con Prisca, mujer de Aquila, de la que habla san Pablo: “Saludad a Prisca y a Aquila, mis colaboradores en Cristo Jesús, los cuales por mi vida, expusieron sus cabezas; y no sólo yo les estoy agradecido, sino también todas las Iglesias de los gentiles” (Rm 16, 3).

    El título cardenalicio con que se ha querido honrar la Iglesia de Santa Prisca, una santa hoy casi olvidada por los calendarios, está testimoniando la devoción que desde los primeros siglos de vida cristiana le atribuía esta “primicia” al humilde pescador de Galilea.
    La iglesia de Santa Prisca, construida sobre las ruinas de una casa romana que según la leyenda hospedó a san Pedro, conserva en la cripta un pequeño instrumento cóncavo con el cual san Pedro bautizaba a los catecúmenos.[2]
    +++

    Ha nacido en Roma y tiene 13 años.
    Aún no ha dejado de ser una niña.
    Es de una familia ilustre.
    El juez la ha recibido como cristiana descubierta y al verla tan niña piensa que es fácil convencerla para que se convierta y apostate.
    Ante el templo de Apolo le hace la sugerencia de ofrecer el sacrificio poniendo unos granos de incienso en el fuego y todo el proceso habrá concluído.
    "Yo sólo soy de Jesucristo" sale de sus labios con el suave timbre de voz de doncella y con la firmeza de un curtido soldado.

    En la cárcel la ponen para que medite y haga el cambio.
    Corren los tiempos de Claudio.

    El juez está ahora en un apuro; es tan impopular ejecutar a una joven y tan difícil asimilar perder la partida con quien tiene tan pocos años...
    Siempre habrá intercesores, mediadores ante el juez y Prisca que está anclada en su decisión y va in crescendo su voluntad de ser fiel.

    Vienen conocidos llenos de misericordia, prudentes llenos de compasión, amigos de la paz que rechazan la violencia; todos ellos intentan bajarla de su propósito; le hablan de la felicidad que le espera en la vida que sólo está empezando, le proponen una existencia plagada de deleites, afirman sin rubor su belleza, restan importancia al asunto del incienso e intentan suavizar la situación.
    Son los mediocres de turno, los que se muestran como son por carencia de ideales; todo es falso en su vida menos lo práctico que les reporta utilidad.
    Pero todo es inútil.
    Prisca termina su corta vida con la cabeza cortada fuera de la ciudad.

    Fue enterrada en Via Ostia el 18 de Enero.

    Sus reliquias se conservan en Roma en la iglesia a la que da nombre.

    La menciona en su lista el martirologio de San Gregorio y el martirologio romano.

    ¡Qué más dan los adornos posibles que la leyenda acumula en los siglos sobre los detalles de su proceso y muerte!

    Que importa si hubo o no morbo en el forzado proceso de reducción; si fue una o tres veces la que estuvo en la cárcel; si su carne fue quemada con grasa derretida; si su cuerpo fue o no rasgado con uñas de acero, ni si los azotes fueron emplomados o no; si el fuego llegó a quemarla o se libró de modo milagroso.
    Ni siquiera interesa el león que se volvió manso en el anfiteatro y le lamió las manos y los pies.
    No importa el tormento del hambre, ni tampoco los huesos descoyuntados.
    Sólo resalta en la historia la actitud altamente llamativa, decidida, de enamorada que mantiene hasta la muerte una muchacha tan madura que pospone el triunfo de su vida a la fidelidad a su Cristo, a su Dios.[3]


    [1] Fuente: mipunto.com
    [2] Fuente: sanpablo.com
    [3]Fuente: Santoral de la Archidiósesis de Madrid

 

 

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