
Originariamente Scritto da
seven77
Negli ultimi anni prima è entrata in vigore la Bossi-Fini. E quest'anno sono state introdotte dal nuovo governo Leghista ulteriori restrizioni per gli immigrati. Ma esattamente come per il proibizionismo per la droga il giro di vite si rivela un'arma a doppio taglio. Più si proibisce la droga e più diventa un mercato fiorente e ricco. Più si mettono taglie e tagliole contro l'immigrazione e più questa sfocia in quella irregolare dove tutti hanno occasione di lucro. Gli scafisti (che guadagnano facendo la spola per trasportare gli immigrati), gli imprenditori senza scrupoli (che assumono in nero e con paghe da fame), i mafiosi (che li utilizzano come manodopera per il piccolo spaccio), gli affittuari (che affittano delle topaie in nero per tenerli ammassati a decine), ecc., ecc. ringraziano la Lega ed il governo Berlusconi perchè gli irregolari nel 2008 sono raddoppiati rispetto al 2007 e gli affari anche.
CAZZARI.
19 gen. - Oltre quattro milioni di immigrati all'1 gennaio 2008: 346mila in piu' rispetto al 2007. E se tra i regolari sono aumentati i residenti (+16,8), segno che gli immigrati stanno passando da mera forza lavoro a popolazione vera e propria in senso demografico, c'e' da registrare anche un nuovo boom di irregolari che rispetto al 2007 sono quasi raddoppiati arrivando a 650mila presenze (nel 2007 erano 350mila).
Una presenza importante quella della popolazione proveniente da altri paesi che, tuttavia, non sembra gravare sulla finanza pubblica: il XIV rapporto sulle migrazioni 2008, eleborato dalla Fondazione Ismu (Iniziative e studi sulla multietnicita') e presentato questa mattina a Milano, infatti, non da' evidenza di un maggior ricorso al welfare da parte degli immigrati.
Anzi, se si considerano anche i benefici legati all'anzianita' si evidenzia un tasferimento netto di risorse dagli immigrati agli italiani.
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Piu' nel dettaglio, si scopre che se gli italiani versano il 50% di imposte in piu' rispetto agli immigrati, e' pure vero che usufruiscono di benefici assistenziali e previdenziali tre volte superiori.
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Il rapporto mette in luce anche le proporzioni per Paese d'origine degli immigrati in Italia:
il 43% viene dall'Est Europa (il primato va alla Romania con 625mila presenze);
al secondo posto c'e' l'Albania (con 402mila presenze),
al terzo il Marocco con 366mila. Hanno registrato elevati tassi di crescita anche Polonia (+34), Moldova (+23,2), Ucraina (+10), Bangladesh (+19,6) e India (+11,6). Tuttavia, non sembra detto che l'Europa dell'Est sia destinata a svolgere un ruolo principale del serbatorio dei flussi migratori: si prevede, infatti, che l'immigrazione provienite da questi Paesi sia destinata a stabilizzarsi, mentre le nazionalita' che vederemo crescere in modo esponenziale sono quelle latinoamericane (Ecuador e Peru'), asiatiche (Filippine, Bangladesh, Pakistan ed India) e africane (Senegal, Nigeria, Egitto).
Tra gli irregolari, invece, le maggiori incidenze si registrano nelle provenienze da Taiwan (87,4), Georgia (73,5) e Bangladesh (52,3). A crescere sono anche i minorenni residenti: quasi raddoppiati negli ultimi quattro anni, hanno raggiunto le 767mila unita', con un'incidenza sul totale della popolazione straniera del 22,3%.
Il rapporto conferma la supremazia delle regioni del Centro-Nord, dove si concentra il 90% delle presenze immigrate, ma la novita' del 2008 e' un significativo flusso netto in uscita dalle grandi citta': tra i 45 comuni con oltre 100mila abitanti, i due terzi circa presentano saldi negativi rispetto ai movimenti interni del territorio nazionale.
Con l'aumento degli immigrati, mostrano incrementi anche i trend su imprenditorialita' e criminalita': tra il 2000 e il 2007 nelle aziende italiane le cariche sociali ricoperte da nati in Paesi non comunitari sono passate da circa 156mila a 384mila, l'incremento e' del 145,6%; per quanto rigurda, invece, i dati sulla criminalita', nel 2007 il 35% delle segnalazioni di reati riguarda stranieri. Al 30 giugno 2008 su 55.057 carcerati, 20.617 erano stranieri (37,4): e' il dato piu' alto di tutti i tempi.
"Questa edizione del rapporto - ha spiegato Gian Carlo Blangiardo dell'Universita' Bicocca di Milano - da un lato conferma la velocita' di crescita degli immigrati, dall'altro da' la sensazione che sia ora di cominciare a pensare che si debba entrare negli aspetti qualitativi del fenomento. Bisogna mettere in discussione l'assioma della convenienza: gli immigrati non possono risolvere i problemi dell'Italia, ne' da un punto di vista lavorativo, ne' demografico di natalita', ne' rispetto alle questioni di welfare. Per quanto riguarda i numeri, secondo dati Istat, nel 2030 presumibilmente gli immigrati presenti in Italia saranno circa 8 milioni: in vista di questo scenario bisgona impegnarsi per cercare di favorire i processi di integrazione fin dall'origine, intervenendo, ad esempio, su un minimo di conoscenza della societa' che sta accolgiendo. C'e' un principio generale - ha concluso Blangiardo - ed e' quello dell'accoglienza razionale: aperti si' ma con buonsenso".
http://www.clandestinoweb.com/sondag...i-irreg-2.html