
Originariamente Scritto da
asburgico
da l'Arena online
http://www.larena.it/default.htm
(il corsivo è mio)
Martedì 3 Settembre 2002
VILLAFRANCA. Affollata la manifestazione che si è svolta al castello: musica, balli, canti e piatti importati da culture lontane, guastati solo dalla pioggia
«Solo con la tolleranza può esserci la pace»
Il vescovo alla Festa dei popoli: «Lo chiamiamo con nomi diversi ma Dio è uno solo»
Villafranca. La Festa dei popoli al castello è stata un tripudio di bandiere, messaggi di pace e di amicizia, accompagnati da canti, balli, omaggi a culture diverse tra loro e che hanno coinvolto anche i più piccini. L’appuntamento è iniziato alla presenza di padre Flavio Carraro. Il vescovo ha partecipato alla manifestazione in un momento in cui in Italia e nella nostra provincia si discute molto sui temi dell’immigrazione e degli effetti che avrà la nuova legge sulla regolarizzazione degli immigrati. Padre Flavio Carraro ha sottolineato il bisogno di pace nella società attuale. Il vescovo è stato accompagnato dai parroci di Villafranca e Mozzecane, don Dario Morandini e don Luigi Furieri, dal cappellano militare don Pietro Salvetti e dal sindaco Maurizio Facincani con altri rappresentanti dell'amministrazione comunale. Padre Flavio Carraro ha visitato gli stand delle varie nazionalità ed è salito sul palco rivolgendo ai presenti una preghiera che ha enfatizzato la necessità di trovare la pace tra i popoli affermando: «
Si deve comprendere la ricchezza delle culture diverse, accoglierla e offrire la propria serenamente se devono scomparire le lotte e le disgraziate guerre seminate nel mondo».
Rivolgendosi a Dio quale??? ha proseguito: «Fa' che la fraternità tra gli uomini, con i fratelli ebrei e musulmani, dimostri l'appartenenza a un unico Dio, il solo esistente anche se chiamato in modi diversi». Il vescovo ha poi invocato la benedizione su chi aiuta i popoli a camminare verso la pace, la libertà e la giustizia e ha concluso: «Vengano abbattuti i silenzi e il disimpegno e i volti di "gioia infettiva" vincano la violenza con l'amore».
Padre Flavio ha ribadito anche l'importanza del saluto, che come lui stesso ha affermato, è «una buona premessa per il dialogo». A questo proposito ha riportato un episodio della sua infanzia: mentre era in bici con il padre, lungo una strada di campagna, questo salutò un gruppo di persone di passaggio e subito gli chiese: «Perché li hai salutati, papà, li conosci?». E il padre gli rispose: «Non li conosco, ma salutare non è forse una cosa bella?».
L'entusiasmo del pubblico, prevalentemente giovane e la partecipazione di gruppi di diverse etnie, ha animato il pomeriggio con i colori e l'allegria dei manifesti colorati sulla pace e l'amicizia; con la musica, i canti e le danze esotiche. Bella merda!
Il fuggi-fuggi generale causato dalla pioggia
che peccato!, però, ha annullato il lancio dei palloncini con messaggi tematici atteso dai bambini e ha deluso
che delusione!chi aspettava l'ora di cena per assaporare gli spiedini aromatizzati dell'Eritrea (apprezzati anche dal vescovo) le «enpanadas» del Brasile e della Colombia o la pasta di riso della Thailandia. In compenso i rappresentanti del Togo hanno intrattenuto il pubblico, il più tenace e perseverante, suonando tamburi e danzando sull'erba durante le pause concesse dalla pioggia.
per fortuna!
Silvia Pedrotti