Causa legale contro Geert Wilders: così morirà una stagione?
Non ci sarà bisogno di un intervento giordano contro
Geert Wilders [articolo del
23 giugno 2008]. Wilders troverà (forse) la fine del suo percorso politico, così come altri guai giudiziari, nella stessa Olanda.
Varie associazioni e privati, dall'estrema sinistra ai gruppi maomettani, hanno infatti deciso di denunciare il leader del PVV per incitamento all'odio e alla discriminazione. Denuncia che, ora si sa, potrà essere accolta nelle sedi giudiziarie.
Le avvisaglie, in effetti, si potevano intuire a dicembre 2008, con l'uscita del dossier della
fondazione Anna Frank [articolo del
17 gennaio 2009], in cui il PVV veniva liquidato come movimento di "estrema destra", etichetta con cui, per molti, si identificano movimenti razzisti o nostalgici delle ideologie nazionaliste del Novecento. Avvisaglia che, inoltre, dava conto di come il PVV venga ormai emarginato.
Una eventuale condanna di Wilders sarebbe la fine di una stagione vergognosa per la vita sociale e politica olandese, che, partita con l'uccisione, da parte di un radicalista islamico, di
Theo Van Gogh, è giunta ad una totale dimenticanza per quell'episodio, confermando l'
annichilimento nella capacità di ricordare e di mostrare orgoglio identitario da parte dei residui del popolo olandese.
Una possibile condanna, inoltre, dovrebbe comunque essere d'insegnamento.
Battere il tasto solo sull'espansione maomettana, così come perdere tempo nell'etichettare come "fascista" un libro sacro altrui, non produce risultati duraturi, essendo il vero problema un sistema sociale, economico e culturale che ha fatto di un genocidio morbido il suo profilo quotidiano. Molte società "occidentali", in nome dei desiderata delle proprie élites, hanno optato per la progressiva distruzione dei popoli autoctoni che le costituiscono ancora per la gran parte. In questo, l'interesse per libri sacri o singoli gruppi allogeni rischia di far perdere di vista l'orizzonte complessivo degli eventi e i veri nemici, i quali sono spesso autoctoni e ai posti di comando della politica, dell'industria e della cultura [articoli del
1 aprile 2008 o del
13 luglio 2008].
Ricordiamoci, ad esempio, che, per andare oltreoceano, gli USA di
Bush jr., che invocavano guerre di civiltà, lasciavano i confini spalancati per milioni di immigrati illegali, a tutto beneficio delle aziende e a tutto detrimento dei lavoratori/cittadini autoctoni. Il nodo è questo e un caso come quello di Wilders si situa in questo, più che non in una
Eurabia alla Bat Ye'or. L'
Eurabia più che
islamica sarà
genocida. Il che non è propriamente la stessa cosa. Il che è molto peggio. Il che va denunciato in modo più serio che in passato:
i politici dicano chiaramente se vogliono o no la fine del popolo (autoctono) da cui deriva il loro potere.
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