Qualche tempo fa, avevamo lanciato alcuni spunti al fine di sensibilizzare e fare informazione su un tema cruciale che segna più di ogni altro, il grado di mercificazione e brutalizzazione di una società.
Cosa c'è di più delicato, di più indifeso, di più debole, della salute umana?
Cosa c'è di più abnorme e disumano, di chiedere soldi a chi già sta male.
Il virus liberale della privatizzazione dei servizi sociali, si è insinuato da anni anche nel servizio sanitario nazionale attraverso lo sciagurato ricorso al sistema dei ticket, un metodo ultra-regressivo (poichè neanchce legato al reddito percepito) di far pagare il servizio sanitario a chi lo utilizza, rompendo il sacrosanto principio di solidarietà collettiva nazionale.
Un altro silente metodo di abbattere l'uniformità delle prestazioni, dei servizi e dei trattamenti è il ricorso a forme di federalismo sulla gestione sanitaria, fino al parossismo del federalismo fiscale, in cui ogni regione gestisce, anche per servizi di base, i propri fondi per come può.
La tendenza continua è verso un progressivo scivolamento verso una sanità selettiva, in cui ai poverissimi, disoccupati, anziani malati, malati cronici, verrà garantita la prestazione, il controllo, la prevenzione gartuite, mentre a tutti gli altri verrà imposto un sistema di pagamento non più solo simbolico-disincentivante comportamenti scorretti (già di per sè assurdo), ma sufficientemente esoso da convincere molte persone a farsi un'assicurazione privata.
Ancora una volta, pertanto, affermiamo con forza:
Contro la mercificazione del servizio sanitario, della salute e della vita umana.
Fuori il denaro, sterco del demonio, dalla sanità.




Rispondi Citando

