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    "Bisogna fare Comunità cristiane come la Sacra Famiglia di Nazareth che vivano nell'Umiltà , nella Semplicità e nella Lode , dove l'altro è CRISTO"
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    Predefinito Il CN festeggia in S. Pietro i suoi 40 anni

    Il papa al Cammino neocatecumenale nel 40° anniversario: spirito di unità e adesione docile alla Chiesa


    Questo il testo integrale del discorso del papa

    Cari fratelli e sorelle!
    Con grande gioia vi accolgo quest’oggi così numerosi, in occasione del 40° anniversario dell’inizio del Cammino Neocatecumenale a Roma, che conta attualmente ben 500 comunità. A voi tutti il mio cordiale saluto. In special modo saluto il Cardinale Vicario, Agostino Vallini, come anche il Cardinale Stanisław Ryłko, Presidente del Pontificio Consiglio per i Laici, che con dedizione vi ha seguiti nell’iter di approvazione dei vostri Statuti. Saluto i responsabili del Cammino Neocatecumenale: il Signor Kiko Argüello, che ringrazio cordialmente per le parole con cui si è fatto interprete dei sentimenti di tutti voi, la Signora Carmen Hernández e Padre Mario Pezzi. Saluto le comunità che partono in missione verso le periferie più bisognose di Roma, quelle che vanno in "missio ad gentes" nei cinque continenti, le 200 nuove famiglie itineranti, e i 700 catechisti itineranti responsabili del Cammino Neocatecumenale nelle varie Nazioni.
    Questo nostro incontro si svolge significativamente nella Basilica Vaticana costruita sul sepolcro dell’Apostolo Pietro. Fu proprio lui, il Principe degli Apostoli che, rispondendo alla domanda con cui Gesù interpellava i Dodici sulla sua identità, confessò con slancio: "Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente" (Mt 16,16). Voi oggi siete qui riuniti per rinnovare questa stessa professione di fede. La vostra presenza, così folta ed animata, sta a testimoniare i prodigi operati dal Signore nei trascorsi 4 decenni; essa indica anche l’impegno con cui intendete proseguire il cammino iniziato, un cammino di fedele sequela di Cristo e di coraggiosa testimonianza del suo Vangelo, non solo qui a Roma ma dovunque la Provvidenza vi conduca; un cammino di docile adesione alle direttive dei Pastori e di comunione con tutte le altre componenti del Popolo di Dio. Voi questo intendete fare, ben consapevoli che aiutare gli uomini di questo nostro tempo ad incontrare Gesù Cristo, Redentore dell’uomo, costituisce la missione della Chiesa e di ogni battezzato. Il "Cammino neocatecumenale" si inserisce in questa missione ecclesiale come una delle tante vie suscitate dallo Spirito Santo con il Concilio Vaticano II per la nuova evangelizzazione.
    Tutto ebbe inizio qui a Roma, quarant’anni or sono, quando nella Parrocchia dei Santi Martiri Canadesi si costituirono le prime comunità del Cammino neocatecumenale. Come non benedire il Signore per i frutti spirituali che, attraverso il metodo di evangelizzazione da voi attuato, si sono potuti raccogliere in questi anni? Quante fresche energie apostoliche sono state suscitate sia tra i sacerdoti che tra i laici! Quanti uomini e donne, e quante famiglie, che si erano allontanate dalla comunità ecclesiale o avevano abbandonato la pratica della vita cristiana, attraverso l’annuncio del kerygma e l’itinerario di riscoperta del Battesimo, sono state aiutate a ritrovare la gioia della fede e l’entusiasmo della testimonianza evangelica! La recente approvazione degli Statuti del "Cammino" da parte del Pontificio Consiglio per i Laici è venuta a suggellare la stima e la benevolenza con cui la Santa Sede segue l’opera che il Signore ha suscitato attraverso i vostri Iniziatori. Il Papa, Vescovo di Roma, vi ringrazia per il generoso servizio che rendete all’evangelizzazione di questa Città e per la dedizione con cui vi prodigate per recare l’annuncio cristiano in ogni suo ambiente.
    La vostra già tanto benemerita azione apostolica sarà ancor più efficace nella misura in cui vi sforzerete di coltivare costantemente quell’anelito verso l’unità che Gesù ha comunicato ai Dodici durante l’Ultima Cena. Prima della Passione, infatti, il nostro Redentore pregò intensamente perché i suoi discepoli fossero una cosa sola in modo che il mondo fosse spinto a credere in Lui (cfr Gv 17,21). E’ questa unità, dono dello Spirito Santo e incessante ricerca dei credenti, a fare di ogni comunità un’articolazione viva e ben inserita nel Corpo mistico di Cristo. L’unità dei discepoli del Signore appartiene all’essenza della Chiesa ed è condizione indispensabile perché la sua azione evangelizzatrice risulti feconda e credibile. So con quanto zelo stiano operando le comunità del Cammino Neocatecumenale in ben 103 parrocchie di Roma. Mentre vi incoraggio a proseguire in questo impegno, vi esorto ad intensificare la vostra adesione a tutte le direttive del Cardinale Vicario, mio diretto collaboratore nel governo pastorale della Diocesi. L’inserimento organico del "Cammino" nella pastorale diocesana e la sua unità con le altre realtà ecclesiali torneranno a beneficio dell’intero popolo cristiano, e renderanno più proficuo lo sforzo della Diocesi teso a un rinnovato annuncio del Vangelo in questa nostra Città. In effetti, c’è bisogno oggi di una vasta azione missionaria che coinvolga le diverse realtà ecclesiali, le quali, pur conservando ciascuna l’originalità del proprio carisma, operino concordemente cercando di realizzare quella "pastorale integrata" che ha già permesso di conseguire significativi risultati. E voi, ponendovi con piena disponibilità al servizio del Vescovo, come ricordano i vostri Statuti, potrete essere di esempio per tante Chiese locali, che guardano giustamente a quella di Roma come al modello a cui fare riferimento.
    C’è un altro frutto spirituale maturato in questi quarant’anni, per il quale vorrei ringraziare insieme con voi la Provvidenza divina: è il grande numero di sacerdoti e di persone consacrate che il Signore ha suscitato nelle vostre comunità. Tanti sacerdoti sono impegnati nelle parrocchie e in altri campi di apostolato diocesano, tanti sono missionari itineranti in varie Nazioni: essi rendono un generoso servizio alla Chiesa di Roma, e la Chiesa di Roma offre un prezioso servizio all’evangelizzazione nel mondo. E’ una vera "primavera di speranza" per la comunità diocesana di Roma e per la Chiesa! Ringrazio il Rettore e i suoi collaboratori del Seminario Redemptoris Mater di Roma per l’opera educativa che essi svolgono. Il loro compito non è facile, ma molto importante per il futuro della Chiesa. Li incoraggio pertanto a proseguire in questa missione, adottando gli indirizzi formativi proposti tanto dalla Santa Sede quanto dalla Diocesi. L’obiettivo a cui occorre mirare da parte di tutti i formatori è quello di preparare presbiteri ben inseriti nel presbiterio diocesano e nella pastorale sia parrocchiale che diocesana.
    Cari fratelli e sorelle, la pagina evangelica che è stata proclamata, ci ha richiamato le esigenze e le condizioni della missione apostolica. Le parole di Gesù, riferiteci dall’evangelista san Matteo, risuonano come un invito a non scoraggiarci dinanzi alle difficoltà, a non ricercare umani successi, a non temere incomprensioni e persino persecuzioni. Incoraggiano piuttosto a porre la fiducia unicamente nella potenza di Cristo, a prendere la "propria croce" e a seguire le orme del nostro Redentore che, in questo tempo natalizio ormai al termine, ci è apparso nell’umiltà e nella povertà di Betlemme. La Vergine Santa, modello di ogni discepolo di Cristo e "casa di benedizione" come avete cantato, vi aiuti a realizzare con gioia e fedeltà il mandato che la Chiesa con fiducia vi affida. Mentre vi ringrazio per il servizio che rendete nella Chiesa di Roma, vi assicuro la mia preghiera e di cuore benedico voi qui presenti e tutte le comunità del Cammino Neocatecumenale sparse in ogni parte del mondo.
    Ultimo aggiornamento ( Sabato 10 Gennaio 2009 188 )





  2. #2
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    Udienza per i 40 anni del CN "Inno TeDeum"


  3. #3
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    Benedetto XVI celebra i Neocatecumenali e li esorta a restare uniti alla Chiesa. Simpatico ‘siparietto’ tra Carmen e Kiko. Lei: “I musulmani pregano meglio di te”. Lui: “Non parlare troppo”
    CITTA’ DEL VATICANO - "La recente approvazione degli Statuti del 'Cammino' da parte del Pontificio Consiglio per i Laici e' venuta a suggellare la stima e la benevolenza con cui la Santa Sede segue l'opera che il Signore ha suscitato attraverso i vostri Iniziatori". Lo ha detto Benedetto XVI nel discorso rivolto questa sera a 25.000 Neocatecumenali della Diocesi di Roma, riuniti in San Pietrio per festeggaire con il Pontefice i 40 anni dalla loro nascita, presso la parrocchia romana dei Santi Martiri Canadesi. "Il Papa, Vescovo di Roma - sottolineato Ratzinger - vi ringrazia per il generoso servizio che rendete all'evangelizzazione di questa Citta' e per la dedizione con cui vi prodigate per recare l'annuncio cristiano in ogni suo ambiente". "L'inserimento organico del 'Cammino' nella pastorale diocesana e la sua unita' con le altre realta' ecclesiali - ha inoltre affermato Benedetto XVI - torneranno a beneficio dell'intero popolo cristiano, e renderanno piu' proficuo lo sforzo della Diocesi teso a un rinnovato annuncio del Vangelo in questa nostra Città". Per il Papa, "in effetti, c'e' bisogno oggi di una vasta azione missionaria che coinvolga le diverse realta' ecclesiali, le quali, pur conservando ciascuna l'originalita' del proprio carisma, operino concordemente cercando di realizzare quella 'pastorale integrata' che ha gia' permesso di conseguire significativi risultati. E voi - ha spronato i Neocatecumenali - ponendovi con piena disponibilita' al servizio del Vescovo, come ricordano i vostri Statuti, potrete essere di esempio per tante Chiese locali, che guardano giustamente a quella di Roma come al modello a cui fare riferimento". "La vostra gia' tanto benemerita azione apostolica sara' ancor piu' efficace - ha evidenziato - nella misura in cui vi sforzerete di coltivare costantemente quell'anelito verso l'unita' che Gesu' ha comunicato ai Dodici durante l'Ultima Cena". Duecento famiglie, con padri madri e figli, e anche qualche nonno, e settecento catechisti itineranti in partenza per le diverse Nazioni: sono questi i nuovi missionari del Cammino Neocatecumenale ai quali il Papa ha conferito il "mandato missionario" al termine della celebrazione per i 40 anni del Cammino da lui presieduta in San Pietro. Il Vangelo, ha rimarcato il Pontefice, "e' un invito a non scoraggiarci dinanzi alle difficolta', a non ricercare umani successi, a non temere incomprensioni e persino persecuzioni. Incoraggia piuttosto a porre la fiducia unicamente nella potenza di Cristo, a prendere la 'propria Croce' e a seguire le orme del nostro Redentore che, in questo tempo natalizio ormai al termine, ci e' apparso nell'umilta' e nella poverta' di Betlemme". Dopo le parole di Benedetto XVI, si e’ verificato un simpatico siparietto. "Padre Santo, noi siamo molto impegnati nel dialogo con gli Islamici. Ho fatto esperienze di preghiera con loro: pregano meglio di Kiko Arguelo". E’ quanto ha scherzosamente detto, infatti, Carmen Hernandez, nel suo discorso di saluto al Papa improvvisato al termine della cerimonia tenuta in onore del Cammino Neocatecumenale, da lei fondato insieme a Kiko. Quest'ultimo faceva cenno alla donna di non dilungarsi e lei ha risposto: "Sono davanti al Papa e posso parlare", strappando un sorriso al Santo Padre e ai Cardinali e Vescovi presenti. Carmen ha inoltre raccontato che questo gesto Kiko lo aveva compiuto anche davanti a Giovanni Paolo II quando lei aveva osato chiedere l'apertura del seminario ‘Redemptoris Mater’ a Roma e Arguello invece le aveva raccomandato: "Mon dire queste cose davanti al Papa". Tra i Pontefici che ha conosciuto, nel discorso pronunciatio a braccio (e che Kiko cercava ancora di contenere), Carmen ha citato pure Pio XII, del quale a nome del Movimento ha chiesto la beatificazione, ed anche Giovanni Paolo I, del quale ha ricordato "il grande bene che ha fatto come Patriarca di Venezia, quando ha aperto il Cammino nell'Italia settentrionale". Tra i Cardinali più vicini ai Neocatecumenali, Carmen ha infine nominato il segretario di Stato Tarcisio Bertone, al quale, ha ammesso, "do' sempre molto da fare". "Sono oltre 100 i figli dei membri della prima Comunità Neocatecumenale, Santo Padre voglio presentarle questi giovani". Kiko Arguelo ha rivolto invece queste parole a Benedetto XVI in occasione della celebrfazione dei 40 anni del Cammino che iniziò nel Novembre 1968 con un piccolo gruppo di ragazzi della parrocchia romana dei Santi Martiri Canadesi. "Noi - ha dichiarato Kiko - abbiamo preso sul serio le parole controverse dell'Humanae Vitae di Paolo VI e abbiamo fatto tanti figli, chi dieci, chi dodici. Era difficile - ha rilevato l’iniziatore del Cammino - seguire questa indicazione, ma ci siamo detti: la Chiesa è Madre e Maestra. E adesso queste famiglie così numerose sono tutte felici, con la loro media di 5,5 figli per coppia, la più alta in Europa. E i più grandi evangelizzatori oggi sono i nostri figli, che portano a casa i loro amici, spesso nemmeno battezzati, che restano colpito dal nostro vivere il Vangelo".

    http://www.papanews.it/

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    10Jan 09
    Il Papa ai neocatecumenali

    Questo pomeriggio il Papa ha ricevuto le comunità neocatecumenali nella basilica di San Piero. Ecco un brano del suo discorso: Tutto ebbe inizio qui a Roma, quarant’anni or sono, quando nella Parrocchia dei Santi Martiri Canadesi si costituirono le prime comunità del Cammino neocatecumenale. Come non benedire il Signore per i frutti spirituali che, attraverso il metodo di evangelizzazione da voi attuato, si sono potuti raccogliere in questi anni? Quante fresche energie apostoliche sono state suscitate sia tra i sacerdoti che tra i laici! Quanti uomini e donne, e quante famiglie, che si erano allontanate dalla comunità ecclesiale o avevano abbandonato la pratica della vita cristiana, attraverso l’annuncio del kerygma e l’itinerario di riscoperta del Battesimo, sono state aiutate a ritrovare la gioia della fede e l’entusiasmo della testimonianza evangelica! La recente approvazione degli Statuti del “Cammino” da parte del Pontificio Consiglio per i Laici è venuta a suggellare la stima e la benevolenza con cui la Santa Sede segue l’opera che il Signore ha suscitato attraverso i vostri Iniziatori. Il Papa, Vescovo di Roma, vi ringrazia per il generoso servizio che rendete all’evangelizzazione di questa Città e per la dedizione con cui vi prodigate per recare l’annuncio cristiano in ogni suo ambiente.

    http://blog.ilgiornale.it/tornielli/...ocatecumenali/


  4. #4
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    "Maria casa di Benedizione" in San Pietro


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    Neocatecumenali in Vaticano: per il Cammino rigore e incoraggiamenti




    L’invio alle comunità in partenza per la missione a Roma e in numerose città di tutto il mondo, il calore del popolo neocatecumenale che affolla la Basilica di San Pietro, le canzoni di Kiko Arguello alla chitarra e il consueto fuori programma di Carmen davanti al papa. Festeggiati in Vaticano i quaranta anni dell’inizio del Cammino a Roma: dal papa parole di caldo incoraggiamento e di rigorosa fermezza, con richiami all’adesione alla direttive della Chiesa e dei vescovi e all’unità con tutte le altre realtà ecclesiali.

    L'APPUNTAMENTO - Quando saluta tutti, poco dopo le sei e mezza della sera, è appena finito il canto del Te Deum, intonato al suono di organo e chitarra dallo stesso iniziatore del Cammino neocatecumenale Kiko Arguello. Benedetto XVI, che per diletto personale ama un altro genere di canto, esce subito di scena mentre tutti prendono a cantare un altro motivo, il più celebre della lunga produzione neocatecumenale, “Risuscitò”. Voci possenti, ma nessuno batte le mani secondo l’uso consueto: in San Pietro non sta bene, e era stato lo stesso Kiko, prima dell’apertura dell’incontro, a chiedere ai “fratelli” di evitare il gesto e di “cantare in raccoglimento”. E’ un appuntamento organizzato per presentare a Benedetto XVI le nuove iniziative missionarie del Cammino neocatecumenale: ci sono 14 èquipe e oltre 200 famiglie che partono per la missione all’estero, ci sono i 700 itineranti del Cammino che hanno portato l’itinerario iniziato da Kiko e Carmen in ogni continente, ci sono le comunità neocatecumenali della città di Roma e 15 fra di esse che inizieranno a breve una missione in altre parrocchie della capitale, c’è la prima comunità neocatecumenale nata a Roma, nella parrocchia dei Santi Martiri Canadesi. Era il 1968, e l’occasione del quarantennale è colta oggi al balzo per festeggiare i 40 anni del cammino in Italia e nella diocesi del papa. Un incontro che cade a sette mesi dall’approvazione definitiva degli Statuti del Cammino e che si colora dunque anche di altri significati, dal momento che il papa non si è ancora mai espresso, in questi mesi, sulla questione.

    LE COMUNITA' IN MISSIONE - Il clima è come sempre di grande cordialità. All’applauso iniziale per l’arrivo del papa, inizia subito la presentazione da parte di Kiko delle varie comunità presenti. Il papa siede davanti al grande altare della Basilica, l’iniziatore al microfono sulla destra saluta il pontefice confidando la sua contentezza per l’occasione e per il fatto che “per la prima volta nella storia della Chiesa il Cammino neocatecumenale offre delle intere comunità per la missione”. E’ l’ultima novità del Cammino, l’opportunità per consentire alle comunità che hanno concluso l’itinerario formativo di essere comunitariamente missionari in un’altra parrocchia: è l’intera comunità, cioè, l’intero gruppo di trenta, quaranta, sessanta persone, a lasciare la propria parrocchia di appartenenza e a trasferirsi in un’altra, per aiutare quei parroci nell’evangelizzazione di altri territori. Sono parrocchie di periferia o del centro, di quartieri popolari o con alte percentuali di migranti, in cui la pastorale parrocchiana fa fatica a partire o in cui il parroco avverte la necessità di un aiuto concreto: le nuove comunità si riuniscono nella loro nuova casa, vivono là gli incontri e le loro celebrazioni, in accordo con il vescovo e i sacerdoti.

    Kiko dunque, presenta al papa la prima comunità dei Santi Martiri Canadesi (l’applauso è caloroso e collettivo), 49 persone e oltre 100 figli, e ne approfitta per lodare il gran numero di figli presenti in tutte le comunità del Cammino. “Nel 1968 – dirà poco dopo - Paolo VI scriveva la Humanae Vitae e noi lo abbiamo preso sul serio: era difficile seguire quell’indicazione ma noi abbiamo detto che la Chiesa è maestra e adesso queste sono tutte famiglie felici. E i più grandi evangelizzatori – sottolinea l’iniziatore del Cammino - sono proprio i figli, che portano a casa i loro amici, spesso neppure battezzati, e permettono a tutti di restare colpiti dal modo in cui si vive il Vangelo in queste famiglie”.



    Il saluto di Benedetto XVI alle comunità in partenza per la missione. (AP Photo)



    C’è poi la chiamata delle quindici comunità che partono in missione, un vero e proprio “esercito di missionari”: il papa segue il tutto attentamente, si rivolge ogni volta ai gruppi di persone che si levano in piedi, si alza, li saluta e sorride loro, per poi tornare seduto. E Kiko al microfono fa il lungo e dettagliato appello chiedendo un applauso per ognuna di queste comunità: la quinta e la sesta comunità dei Santi Martiri Canadesi, pronte per la missione nella chiesa di San Gerardo Maiella, la settima e l’ottava dei Martiri Canadesi a Santa Maria dell’Orazione, la seconda di Santa Francesca Cabrini (altra parrocchia dallo storico passato e dal florido presente neocatecumenale nella capitale) a San Pier Damiani insieme alla seconda di San Leonardo Murialdo; e poi la quinta comunità di Santa Francesca Cabrini alla chiesa dei Santi Elisabetta e Zaccaria, la sesta di Santa Francesca Cabrini alla parrocchia dei Santi Vitale e compagni martiri a via Nazionale, la settima sempre di Santa Francesca Cabrini in missione alla parrocchia di San Domenico di Guzman. E non è finita: ancora applausi per la terza comunità della parrocchia della Natività in partenza per San Giuseppe Cafasso (al Tuscolano), per la terza e la quarta comunità della parrocchia di Santa Maria Immacolata a Tor Sapienza pronte a recarsi a San Massimiliano Kolbe a via Prenestina (“quartiere pieno di musulmani, cinesi e rumeni”, informa Kiko), per la terza di San Leonardo Murialdo a Sant’Andrea Corsini a Casal Morena, per la seconda di San Timoteo alla parrocchia di San Vincenzo de’ Paoli a Ostia e infine per la terza comunità di Santa Maria Goretti in missione alla parrocchia Santa Maria Regina dei Martiri ad Acilia.

    A RADIO VATICANA - Qualche ora prima, intervistato da Radio Vaticana, Kiko aveva detto, spiegando il senso di questa iniziativa: “Oggi abbiamo parrocchie che hanno anche venticinque e più comunità, e altre in cui i presbiteri si trovano in difficoltà soprattutto perchè sono pieni di migranti: abbiamo pensato che forse è arrivato il momento, come dice il Vangelo, che 'chi ha due tuniche ne dia una a chi non c'è l'ha' e che le parrocchie che hanno molte comunità, ne avrebbero potuto inviare alcune per aiutare queste parrocchie in periferia. Così – aveva continuato - abbiamo radunato i parroci, abbiamo radunato i responsabili e tutti erano completamente d'accordo. Abbiamo parlato con il cardinale vicario Agostino Vallini, che è stato molto contento, e anche con il Santo Padre. E adesso, abbiamo le prime 14 comunità che partono per le zone più difficili di Roma. E questo 'esperimento missionario' lo stanno aspettando anche in tante altre parti del mondo: anche a Madrid ci sono molte periferie piene di migranti e se non si aiutano questi migranti, sono presi dalle sette o sono attratti dall'ambiente completamente secolarizzato”.

    PER IL MONDO - In Basilica intanto è il momento delle Missio ad gentes, quindici èquipe composte da un presbitero, quattro famiglie con figlie e due fedeli laiche che partono per la missione in città come Colonia, Budapest, Vienna, Stoccolma, New York, o in zone emarginate come la Nuova Guinea, l’India, le Antille olandesi, le zone degli aborigeni australiani. In partenza anche 212 famiglie con figli, resesi disponibili ad andare nel mondo per sostenere l’evangelizzazione dei cinque continenti. Kiko è ammirato dalla disponibilità di questi nuclei familiari e non si trattiene dal raccontare al papa i dettagli della loro scelta: “Abbiamo messo in un’urna i nomi delle famiglie e in un altro quello dei luoghi di destinazione e abbiamo proceduto ad un sorteggio”: è così che ciascuna coppia ha saputo della sua destinazione, e in tutti i casi – dal Gabon al Camerun, dall’India al Kazakhistan – “tutti hanno accettato e detto di si”. E così, dice Kiko, “Francesco e Maria, con i loro nove figli, andranno in terra d’Africa in Gabon, mentre chi ha già fatto questa esperienza ricorda che quelli della missione sono stati gli anni più belli della propria vita”. La lunga presentazione, e con essa gli applausi e i sorrisi del papa, si conclude con il saluto a tutte le comunità di Roma presenti in basilica, rappresentanza delle 500 attualmente presenti nella città e proveniente da 103 parrocchie.

    SILENZIO... PARLA IL PAPA - A questo punto Kiko esce di scena, padre Mario Pezzi legge un lungo passo del Vangelo di Matteo, con il brano dell’invio dei 72 discepoli, e il papa può iniziare la lettura del suo discorso. Sarà interrotto da una quindicina di applausi, che sottolineano i punti cruciali del suo argomentare. L’invio in missione delle comunità presenti passa in secondo piano e nelle parole del papa il panorama si amplia fino a ricomprendere non solo il ringraziamento a Dio per i frutti spirituali maturati nel Cammino, ma anche la necessità di una aderenza totale del Cammino agli insegnamenti della Chiesa e di adesione “docile” alle direttive del papa e dei vescovi, in un contesto di unità con le altre realtà ecclesiali e di “inserimento organico” dell’itinerario neocatecumenale nella pastorale parrocchiana e diocesana. C’è il riferimento all’approvazione definitiva degli Statuti da parte del Pontificio Consiglio per i Laici, che prova la “stima e benevolenza” con cui la Santa Sede segue il Cammino, e c’è ripetuta la richiesta di intensificare l’adesione (per quel che concerne la diocesi di Roma) alle direttive del cardinale vicario. Una frase di fronte alla quale la folla dei partecipanti fa scattare un applauso che il papa commenta così: “Grazie per questo ‘si’ che viene ovviamente dal cuore!”. (vedi qui i particolari sul discorso del papa e il testo integrale).

    KIKO E CARMEN - Con la benedizione delle croci e delle persone inviate in missione, e con il successivo Padre Nostro, la semplice celebrazione si avvia al termine. Si dovrebbe cantare il Te Deum, ma è il momento di concedere anche a Carmen Hernandez la possibilità di intervenire di fronte al papa. E come di consueto diventa immediatamente difficile contenerla: parla un po’ in spagnolo e un po’ in italiano, ed esprime pensieri di gratitudine al papa e ai vescovi che hanno aiutato il Cammino. Riflette sulla capacità di preghiera dei musulmani (“Impressionante, pregano meglio di Kiko Arguello”, dice fra i sorrisi e qualche imbarazzo generale), e mentre lo stesso – ovviamente invano – cerca di invitarla alla conclusione, lei passa in rassegna tutti i predecessori di Benedetto XVI, partendo da Pio XII, con tanto di complimenti al papa tedesco per le parole da lui spese recentemente in occasione del suo cinquantenario: “Aspettiamo la sua beatificazione”. C’è la citazione per Giovanni XXIII che convocò quel Concilio che recuperò la modalità del neocatecumenato (“non è certo una invenzione di Kiko, lui non ha inventato nulla”, dice continuando la sua consueta azione volte a “smitizzare” la figura del “grande artista spagnolo” suo compagno di avventura da oltre 40 anni) e passando per Paolo VI e per Giovanni Paolo I (conosciuto come patriarca di Venezia), arriva fino a Giovanni Paolo II. Il tempo trascorre veloce, Kiko cerca gentilmente di sottrarle il microfono e strappando un sorriso al pontefice e ai cardinali lei si scosta dicendo “Sono davanti al papa e posso parlare”, e condendo il tutto con li racconto di quando chiese a papa Wojtyla l’apertura dei seminari “Redemptoris Mater”: “Kiko mi aveva raccomandato di ‘non dire queste cose davanti al papa’, ma io lo feci lo stesso”. Ormai Carmen ha parlato per un tempo superiore a quello del papa, è proprio necessario che si plachi. Può partire il Te Deum di ringraziamento, lo canta Kiko e tutta l’assemblea. E’ la fine dell’incontro, si torna a casa. Come avvenne tre anni fa, con un carico di amicizia e fermezza.

    Sulla giornata in Vaticano: Il papa al Cammino neocatecumenale: spirito di unità e adesione docile alla Chiesa

    Fonte: http://www.korazym.org/index.php/mov...ncoraggiamenti

  6. #6
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    Invio famiglie dal Papa - 4. Consegna croci - Kiko Argüello





    ZI09011115 - 11/01/2009
    Permalink: http://www.zenit.org/article-16758?l=italian

    Il Papa ringrazia per l'opera evangelizzatrice del Cammino Neocatecumenale



    Esorta la sua integrazione nella pastorale parrocchiale e diocesana



    CITTA' DEL VATICANO, domenica, 11 gennaio 2009 (ZENIT.org).- Benedetto XVI ha ringraziato Dio questo sabato per l'opera evangelizzatrice che ha suscitato attraverso il Cammino Neocatecumenale in un incontro di festa in occasione dei quarant'anni dell'inizio di questa realtà ecclesiale nella Diocesi di Roma.
    Nelle parole che ha rivolto ai circa 25.000 membri del Cammino nella Basilica di San Pietro in Vaticano, li ha incoraggiati a essere docili alle direttive dei Vescovi per vivere in pienezza la loro vocazione ecclesiale.
    Alla celebrazione, animata dai canti che caratterizzano gli incontri del Cammino, hanno partecipato Kiko Argüello, che ne ha composti alcuni, Carmen Hernández e padre Mario Pezzi, iniziatori di questo itinerario di riscoperta del Battesimo.
    "Come non benedire il Signore per i frutti spirituali che, attraverso il metodo di evangelizzazione da voi attuato, si sono potuti raccogliere in questi anni?", ha chiesto il Papa.
    "Quante fresche energie apostoliche sono state suscitate sia tra i sacerdoti che tra i laici! Quanti uomini e donne, e quante famiglie, che si erano allontanate dalla comunità ecclesiale o avevano abbandonato la pratica della vita cristiana, attraverso l'annuncio del kerygma e l'itinerario di riscoperta del Battesimo, sono state aiutate a ritrovare la gioia della fede e l'entusiasmo della testimonianza evangelica!", ha esclamato.
    Il Vescovo di Roma ha riconosciuto che la recente approvazione degli Statuti del Cammino da parte del Pontificio Consiglio per i Laici "è venuta a suggellare la stima e la benevolenza con cui la Santa Sede segue l'opera che il Signore ha suscitato attraverso i vostri Iniziatori".
    L'opera evangelizzatrice del Cammino, ha osservato, troverà la sua piena realizzazione mediante la "docile adesione alle direttive dei Pastori e di comunione con tutte le altre componenti del Popolo di Dio".
    "E' questa unità, dono dello Spirito Santo e incessante ricerca dei credenti, a fare di ogni comunità un'articolazione viva e ben inserita nel Corpo mistico di Cristo", ha commentato.
    "L'inserimento organico del Cammino nella pastorale diocesana e la sua unità con le altre realtà ecclesiali torneranno a beneficio dell'intero popolo cristiano, e renderanno più proficuo lo sforzo della Diocesi teso a un rinnovato annuncio del Vangelo in questa nostra Città".
    Il Papa ha quindi ringraziato Dio per un altro dei grandi frutti suscitati dal Cammino Neocatecumenale: "il grande numero di sacerdoti e di persone consacrate che il Signore ha suscitato nelle vostre comunità".
    Nel corso dell'incontro, Kiko Argüello ha preso la parola per presentare le realtà presenti: oltre alla prima comunità della parrocchia dei Martiri Canadesi di Roma, le oltre 200 famiglie che andranno in tutto il mondo per annunciare il Vangelo (500 sono già partite), i 700 itineranti che hanno aperto nel mondo l'esperienza del Cammino e le nuove 15 missio ad gentes, che si aggiungono alle 7 già partite.
    La missio ad gentes è costituita da un gruppo di 3 o 4 famiglie con numerosi figli e un presbitero che si potrebbero definire come una cappellania missionaria. Andranno a vivere in città scristianizzate della Germania e di altri Paesi, così come fra gli aborigeni australiani.
    Sono state infine presentate le 15 comunità di Roma che hanno terminato l'itinerario e andranno nelle parrocchie della periferia della capitale con situazioni sociali difficili.
    L'incontro si è concluso con il Te Deum di ringraziamento.
    Il Cammino è presente in 120 Paesi dei cinque continenti, formando 20.000 comunità in più di 5.500 parrocchie.

  7. #7
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  8. #8
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    Citazione Originariamente Scritto da niocat55 Visualizza Messaggio
    Udienza per i 40 anni del CN "Inno TeDeum"


    Caspita è più piena che a Natale.

  9. #9
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    "Maria casa di Benedizione" in San Pietro

    Una chitarra tridentina in S.Pietro!

  10. #10
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    Shema Israel - Camino Neocatecumenal



    Ascolta, o Israele, e bada di metterli in pratica; perché tu sia felice e cresciate molto di numero nel paese dove scorre il latte e il miele, come il Signore, Dio dei tuoi padri, ti ha detto.

    Ascolta, Israele: il Signore è il nostro Dio, il Signore è uno solo.

    Tu amerai il Signore tuo Dio con tutto il cuore, con tutta l'anima e con tutte le forze.

    Questi precetti che oggi ti dò, ti stiano fissi nel cuore;

    li ripeterai ai tuoi figli, ne parlerai quando sarai seduto in casa tua, quando camminerai per via, quando ti coricherai e quando ti alzerai.


 

 
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