Per scaricare il volantino clicca qui
Che le condizioni dei pendolari – soprattutto del servizio ferroviario – fossero assai critiche era noto da tempo.
Ma con l’attivazione del servizio ferroviario TAV Milano – Roma (“Freccia Rossa”) le condizioni dei servizi ferroviari utilizzati dai pendolari, sia per i treni regionali che per gli Intercity, si sono fatte insostenibili.
Ad esempio, nella giornata di lunedì 15 dicembre, per quanto concerne l’area territoriale della Lombardia, sono risultati soppressi 53 treni, di cui 33 in maniera parziale e 20 in maniera totale.
Nel caso dell’Emilia Romagna si sono registrati ritardi che hanno coinvolto il 50% dei treni, in pratica uno su due.
Ancor più preoccupante è risultata la definizione del nuovo orario ferroviario che evidenzia l’aumento generalizzato dei tempi di percorrenza dei treni.
Sia l’allungamento dei tempi di percorrenza dovuti al nuovo orario invernale, sia i ritardi maturati dai treni regionali, Intercity e persino Eurostar, oltre al disagio diretto hanno determinato anche forme di disagio ulteriore dovute alla perdita di coincidenze.
Alla soppressione dei treni, agli allungamenti dei tempi di percorrenza, ai ritardi e alla perdita di coincidenze si deve aggiungere la riduzione delle carrozze con la conseguenza di peggiorare ulteriormente le già negative condizioni di viaggio dei pendolari.
Sempre più treni viaggiano con i pendolari stipati nelle poche carrozze rimaste e sempre più spesso i ritardi derivano anche dalle difficoltà – nelle stazioni – di discesa o salita dei viaggiatori.
Da qui l’esigenza di un intervento immediato del Partito, in grado di lavorare con immediatezza e tempestività sui problemi che si manifestano e che riguardano la vita quotidiana delle persone.
Intervenire tra tre mesi, magari dopo aver esperito tutte le liturgie di partito (riunioni per decidere cosa dire alle riunioni successive, per poi aggiornarsi, per poi fare tutti i passaggi, per poi concordare ogni virgola, per poi verificare cosa poter fare, per poi fare una analisi di grande politica ecc. ecc.), avrebbe significato intervenire quando ormai erano scaduti i tempi per una azione credibile ed efficace.
Da qui la scelta, maturata il 30 dicembre e concretizzatasi nei giorni immediatamente conseguenti, di mettere a disposizione dei territori dei materiali utili per dare avvio alla campagna, di organizzare conferenze stampa in tutti i territori interessati, di presentare mozioni e ordini del giorno in tutti i livelli istituzionali in cui siamo presenti, di volantinare nelle stazioni e mettersi in relazione con i comitati pendolari.
I contenuti di questa campagna che, ci auguriamo, riesca a mobilitare il Partito in maniera adeguata alla portata del problema, devono essere chiari.
Non è casuale, infatti, che i disagi sopra descritti si siano verificati a seguito dell’attivazione della TAV Milano – Roma, anzi ne sono la diretta conseguenza.
La scelta del Gruppo F.S., evidenziata nel Piano Industriale 2007 – 2011 è stata quella di puntare sulla TAV destinando a questo servizio il grosso delle risorse, in quanto la TAV rappresenta il segmento ritenuto redditizio dal punto di vista economico.
Le condizioni dei treni utilizzati dai pendolari, quindi, sono destinate a peggiorare nei prossimi mesi e anni.
La TAV, in sostanza, sta determinando la divisione degli utilizzatori del treno in due categorie: i viaggiatori di serie A (in grado di permettersi i costosi biglietti della Freccia Rossa) e quelli serie B o addirittura di serie C, costretti a viaggiare su Intercity e regionali che vengono soppressi, in ritardo e ridotti nella capienza e nelle condizioni di comfort e igiene.
In particolare l’impegno di Rifondazione Comunista si concentrerà sul perseguimento dei seguenti obiettivi:
1)La ridefinizione dei Contratti di Servizio per il trasporto pubblico ferroviario tra le Regioni e Trenitalia (e le altre società ferroviarie) per conseguire: a) eliminazione del fenomeno della soppressione dei treni; b) drastica riduzione dei ritardi e del loro ammontare; c) messa a disposizione di carrozze adeguate sia dal punto di vista del numero che della qualità;
2)L’intervento presso gli Enti Locali affinché negli strumenti di programmazione del TPL venga dedicata adeguata attenzione (e, ovviamente, risorse) al tema dell’intermodalità in grado di integrare l’utilizzo di più mezzi di trasporto pubblici (ad es. integrazione treno – autobus/metro): questa integrazione è da realizzarsi prioritariamente con lo strumento del biglietto unico per dare la possibilità ad un pendolare di viaggiare con un unico biglietto su più mezzi (es. treno + autobus ecc.);
3)Il blocco, per l’anno 2009, dei costi di biglietti e abbonamenti per treni regionali, interregionali, intercity ed Eurostar e del servizio di Trasporto Pubblico Locale (TPL) affinché i costi del trasporto non incidano negativamente sul fenomeno del caro – vita;
4)L’esenzione dal pagamento dei servizi di trasporto pubblico per le figure colpite dalla crisi e per i loro famigliari (es. lavoratori in cassa integrazione e loro figli; lavoratori precari a cui non è stato rinnovato il contratto di lavoro; lavoratori in mobilità ecc…).
per info
gadman@tin.it
http://partitosociale.wordpress.com/





Rispondi Citando