Unipol, annullata condanna Consorte
Cassazione: incompetenza procura Milano
La Corte di Cassazione ha annullato senza rinvio la condanna a 6 mesi per insider trading agli ex manager Unipol, Giovanni Consorte e Ivano Sacchetti. Accogliendo la tesi degli avvocati difensori dell'incompetenza della procura di Milano ad occuparsi del processo, la Corte ha disposto che gli atti passino al tribunale e alla procura di Bologna. Per i due ex dirigenti si profila la prescrizione, che giungerà a maturazione nei primi mesi del 2010.
Difficilmente, il nuovo processo per insider trading arriverà a conclusione dei tre gradi di giudizio entro l'inizio del prossimo anno, fanno sapere ambienti della difesa degli ex vertici della società bolognese all'agenzia di stampa Ansa.
Il pm aveva chiesto la convalida della condanna
La sentenza non ha seguito la linea del sostituto procuratore generale della Cassazione, Tindari Baglioni, che avanzava la conferma delle condanna a sei mesi di reclusione per insider trading, nei confronti degli ex vertici dell'Unipol Consorte e Sacchetti. Tale pena era intesa per la vicenda del riacquisto delle obbligazioni della compagnia assicurativa bolognese del febbraio 2002. Secondo l'accusa, Sacchetti e Consorte - insieme al finanziere bresciano Emilio Gnutti che in appello ha patteggiato la pena convertita in una multa di 140.520 euro e che, dunque, non è ricorso in Cassazione - sapendo in anticipo che Unipol avrebbe rimborsato prima della scadenza due prestiti obbligazionari, comprarono e fecero compare a terzi quei titoli realizzando notevoli plusvalenze.
Accolta la tesi dei difensori
I giudici invece hanno accolto la tesi dei difensori dei due manager, i prof. Filippo Sgubbi e Renzo Costi, secondo i quali non ci sarebbe stata alcuna diffusione di informazioni privilegiata e Milano non era competente ad occuparsi del caso.
Il difensore: "Escono puliti"
Soddisfatto per l'esito della vicenda, il professor Filippo Sgubbi, difensore dell'ex presidente e l'ex vicepresidente dell'Unipol, Giovanni Consorte e Ivano Sacchetti. Per lui, i suoi clienti escono "puliti" dalla Cassazione e "ora possono svolgere qualunque attività manageriale perché non hanno più alcuna condanna né sanzioni accessorie che limitino il loro operato".
Consorte: "Erano i politici a cercarmi"
"La verità si avvicina a passi veloci". E' il commento dell'ex presidente di Unipol, Giovanni Consorte, sulla decisione della Cassazione. Consorte ha appreso la notizia del provvedimento della Suprema in una pausa dell'udienza preliminare in corso a Milano per il tentativo di scalata a Bnl da parte di Unipol, dove figura tra gli imputati. Quanto all'accusa di aver contattato i politici: "Io non li ho mai cercati. Le telefonate di Latorre, D'Alema e Fassino le ho sempre ricevute. Non c'è una chiamata fatta da me. Traetene voi le vostre conseguenze" ha aggiunto Consorte a margine del processo milanese.
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