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INTESTATO AD ARCI SAN GIOVANNI PRESSO FILIALE BANCA POPOLARE ETICA DI NAPOLI




E’ veramente finita!



L’arci di San Giovanni a Teduccio (circolo musica e cultura Peppino Impastato) e il progetto i Radio Onda Pazza chiuderanno i battenti entro il 17 febbraio per mancanza di fondi e per i debiti accumulati nell’ultimo anno. Lunedì, 19 gennaio, nel primo pomeriggio si riunirà l’assemblea dei soci del circolo per decidere come procedere alla chiusura definitiva dell’associazione e delle sue attività, comprese quelle previste nelle scuole e nel bene confiscato alla camorra.

Da anni il nostro lavoro sul territorio della provincia di Napoli ci ha portato a contatto con una miriade di giovani, giovani che credevano la lotta alle mafie un qualcosa di impossibile e che invece ora “lavorano” con noi nelle scuole e sui territori. La nostra associazione, composta solo da giovani, ha sempre lavorato nel sociale senza mai chiedere fondi agli enti pubblici ne per arricchirsi ne per pagare i suoi operatori, giovani studenti che hanno sempre condiviso la linea associativa del puro e gratuito volontariato. Non abbiamo avuto la fortuna in questi anni di trovare uno sponsor, o più che potevano accompagnarci in questa nostra avventura, ma siamo andati avanti lo stesso auto-tassandoci perché ci credevamo e ci crediamo ancora in quello che facciamo. A differenza di qualche altra associazione non abbiamo avuto nessuna struttura pubblica che potesse ospitarci o addirittura un ente privato o altra mega associazione, pagandoci da soli i pigioni e le spese delle forniture elettriche, telefoniche, idriche e delle iniziative che mettevamo in campo fino ad oggi.

Oramai la chiusura era nell’aria già da un anno ma non volevamo rassegnarci, abbiamo inviato lettere a tutti, ai privati, ai parlamentari, alle fondazioni bancarie, ai consiglieri e assessori regionali, comunali e provinciali, al Presidente della Repubblica, ai giornali ecc., per chiedere di aiutarci economicamente anche con un piccolo e libero contributo economico ma quasi nessuno ci ha pensato.

Quasi nessuno perché due risposte le abbiamo ricevute, la prima è stata quella del presidente della Regione Campania Antonio Bassolino che ci ha aiutati a presentare un progetto per la radio e a richiedere dei fondi, l’atra risposta è venuta dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano che ci ha fatto contattare dalla prefettura per avviare una procedura per ricevere un contributo. In entrambi i casi abbiamo apprezzato l’interesse e la risposta delle Istituzioni ma allo stesso tempo non possiamo basarci solo su di loro perché le procedura burocratiche sono lunghissime e non abbiamo la fortuna di poter aspettare. Ci devono ancora arrivar i fondi del progetto regionale da quasi sei mesi, e nel frattempo ci siamo dovuti indebitare ancora maggiormente per poter pagare i fornitori delle attrezzature per la radio.

Forse in questi anni nessuno ci ha aiutati perché non muoviamo masse di elettori su un partito o su un altro, forse perché trattiamo una tematica come quella del contrasto alla camorra che tutti dicono di osteggiare ma a nessuno interessa farlo realmente.

Da un mese abbiamo ricevuto in gestione un bene confiscato alla camorra ad Ercolano dove, a breve, dovevamo insediare una web radio dedicata a Giancarlo Siani, qualcuno ci ha detto di spostarci in quei locali e portare avanti le attività in quel Comune, ma rinunceremo alla gestione di quel appartamento perché non avrebbe più senso lavorare solo in un territorio che non è il tuo, lasciando poi nel nostro quartiere, campo libero alla camorra e mettendo in strada i tanti bambini e ragazzi che ogni giorno, anche se per poco tempo, frequentano il nostro circolo e le nostre attività.

Nell’ultimo grido d’allarme e di aiuto che abbiamo lanciato qualche mese fa nessuno ci ha risposto, soltanto di nuovo la Regione Campania, che ringraziamo per la vicinanza, ma non possiamo permetterci di presentare qualche altro progetto per poi aspettare mesi e indebitarci ancora di più. Forse un altro fatto che ci ha portato a indebitarci è dovuto all’etica adottata nel gestire questi fondi che arriveranno un giorno, la regione al tempo ci ha stanziato € 7000,00 e noi li abbiamo investiti tutti, senza far gonfiare fatture o inventarcene di nuove per poi poter mettere una parte dei soldi come fondo cassa, lo fanno tutti forse ma noi no, perché ci teniamo alla corretta gestione e utilizzo dei fondi e della cosa pubblica.

A dicembre inviammo una mail in cui chiedevamo a molti quotidiani di aiutarci a lanciare una campagna di raccolta fondi dal titolo “we have a dream – noi abbiamo un sogno, quello di continuare a lottare per la nostra città”, tranne “il Roma” nessuno ci ha pensato.

Ora dobbiamo solo essere realistici e con rammarico comunicarvi che la nostra esperienza termina qui, in questo mese che ci resta vedremmo se riusciamo a racimolare almeno i fondi che dovrebbero arrivarci da mesi dalla Regione per pagare una parte dei debiti , un'altra parte la metteremo di tasca nostra e poi chiuderemo.

Ringraziamo quei pochi che in questi anni ci sono stati vicini.





I ragazzi e le ragazze dell’arci San Giovanni e di Radio Onda Pazza.

Il presidente Michele Langella

da:http://www.radioondapazza.it/