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  1. #1
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    Predefinito Italia verso il default?

    Cambiamo discorso, dopo tutte le menate su Israele, Palestina e storie varie, torniamo a un discorso per noi ben piu' importante.
    Anche se e' da Politica Nazionale, lo apro qui sia perche' sul Nazionale non si puo' discutere decentemente, sia perche' ci sono ripercussioni internazionali notevoli.

    Ad ogni modo, sempre piu' gente, anche ai piani alti, parla di Italia in default o meglio di default come soluzione migliore per un'Italia in bancarotta.
    Prendo spunto da questa discussione http://www.finanzaonline.com/forum/s....php?t=1016940
    e da questo articolo.

    Default.


    Quando si dice “default”, immediatamente agli italiani vengono in mente le scene viste nel caso argentino, dando la scorretta impressione che in caso di default succeda automaticamente quanto avvenuto nel paese sudamericano. Pochi sanno, per esempio, che il default dei conti pubblici e’ gia’ avvenuto diverse volte in Europa, per esempio in Spagna. E non si sono viste quelle scene.
    In realta’ un default ha effetti devastanti sono in precise condizioni valutarie, come quelle che l’ Argentina ha ottenuto seguendo le politiche assurde dell’ FMI. Senza tali condizioni, il default produce semplicemente l’impossibilita’ del governo di pagare tutte le spese correnti, nonche’ tutti i titoli di stato, che vengono normalmente pagati solo in piccole percentuali e solo delazionati nel tempo.
    Di conseguenza, un default italiano (i cui prodromi fanno capolino in questo periodo sul mercato dei titoli) non sarebbe necessariamente un disastro di tipo argentino,ma quel che e’ peggio, potrebbe essere il miglior regalo fatto alle giovani generazioni. Vediamo perche’.
    Il primo concetto da capire e’ che agli attuali tassi di interesse e di crescita l’ Italia non ha NESSUNA possibilita’ di pagare il proprio debito. E neanche di ridurlo. MAI. Puo’ rientrare nei parametri di Maastrich riguardo alla sua crescita, ma solo per pochi anni , dopodiche’ l’esigenza di investimenti lo rendera’ impossibile.
    La grande menzogna, sostenuta da tutti i governi di ottuagenari signori della rendita, e’ che con una buona gestione si potra’ tenere il debito almeno “sotto controllo”. Ma un oggetto che cresce mentre non puoi investire in innovazione su vasta scala, prima o poi andra’ fuori controllo. E’ una palla l’idea che un governo qualsiasi, per quanto virtuoso, possa pagare il debito o sperare di ridurlo fino ai livelli europei. O anche sperare di ridurlo e basta.
    E’ ora di dire basta a questo mito della buona gestione: nessuno puo’ pagare o recuperare o “controllare” quel debito nel medio e lungo termine.
    Ed e’ ora di dire chiaramente che piu’ questi tentativi di fare l’impossibile si ripetono nel tempo, piu’ il debito divora pezzi di Italia impedendo gli investimenti. E’ ora di smettere di procrastinare l’inevitabile, nella speranza che siano tutti cazzi dei posteri.
    Chiarito che non sia possibile liberarsi di questa maledizione biblica pagando i debiti , (gli interessi sono superiori all’aumento annuo del PIL) e’ chiaro che il default e’ tra le opzioni praticabili. Anzi, l’unica. Il motivo per cui non si fa e’ che una classe dirigente di ottuagenari non permettera’ mai che i vecchi paghino di tasca propria il debito, senza invece continuare a spassarsela per poi accollarlo alle generazioni future.
    Vorrei chiarire tre cose.
    • Un eventuale default italiano puo’ inficiare il valore dell’ Euro, al massimo, dell’entita’ complessiva della partecipazione italiana alla BCE, ovvero il 14%. Non puo’ avvenire quindi un effetto Argentina.
    • Nel caso di uscita dall’ eurozona, l’ Italia potrebbe reagire al default svalutando la moneta per rendere conveniente l’export. Non avendo piu’ debiti per via del default, e’ persino possibile una svalutazione del 50%. Il che e’ un’incubo per tutti i concorrenti europei, che NON permetteranno MAI,neanche in caso di default, che l’ Italia possa usare strumenti simili. Disponendo di imprese in grande quantita’, una svalutazione del 50% di un’eventuale nuova lira produrrebbe la distruzione del manufatturiero di tutti i paesi mediterranei , Spagna , Francia e Turchia incluse, a favore dell’ Italia. Con questo rischio, nessuno ci fara’ mai uscire dall’eurozona, non vi preoccupate.
    • Il 50% del debito pubblico e’ in mani straniere, il che significa che immediatamente i governi inizierebbero a trattare per avere una restituzione anche parziale del credito. Poiche’ esso viene usato principalmente ai fini pensionistici, diversi governi sono disposti a fare di tutto perche’ almeno il 30% del debito sia pagato, come nel caso argentino. Le cifre sono troppo alte. E quando dico “a fare di tutto” intendo proprio “di tutto”.
    • In Italia, i titoli di stato sono in mano a quell’economia della rendita che e’ fatta di altrettanti ottuagenari e dei signori della rendita che si basano su di essi. Andare in default significa di fatto dare fiato alle nuove generazioni togliendo loro l’incubo di un debito ormai impossibile da pagare, a spese delle generazioni che tale debito lo hanno creato.
    La cosa che bisogna capire e’ che quando Amato dice “l’ Euro ci ha salvati , negli anni ‘90, non riuscivo piu’ a vendere i Bot”, sta infatti omettendo di specificare DA CHE COSA l’ Euro ci abbia salvati. E quando andiamo a vedere il curriculum vitae di Amato, scopriamo che il buon socialista era in quei governi CAF che il debito lo hanno creato: Amato dice che l’ Euro ci ha salvato dalle conseguenze del SUO STESSO operato , in pratica Amato ci dice che l’ Euro ci ha salvati da Amato.
    E lo stesso dicasi per Ciampi, che ci ha ricordato come l’ Euro ci abbia “salvati” dal disastro, senza menzionare chi ci fosse a dirigere la banca nazionale mentre quel disastro veniva prodotto: come Amato, anche l’ex presidente Ciampi ha perfettamente ragione. Come nel caso di Amato, Ciampi ci informa che l’ Euro ci ha salvati da Ciampi.
    Potrei anche menzionare i governi “tecnici” appoggiati dal centrosinistra, la cui disastrosa gestione dei conti pubblici (sacrificare la crescita economica e il risparmio delle famiglie al bilancio non e’ mai un bene, al bilancio si sacrificano gli sprechi) ha contribuito anch’essa al disastro corrente: persino a Prodi, inteso come capo delle forze uliviste, potrebbe essere rinfacciato il fatto che l’ Euro, da lui voluto, ci ha salvati da lui medesimo.
    In definitiva, credo che l’opzione Default andrebbe valutata. In primis perche’ libererebbe il paese di un fardello che, e’ inutile nasconderlo, e’ impossibile da pagare o da rimpicciolire. Si potra’ scendere fino al 100% o al 99% del PIL. E poi? In pochi mesi gli interessi lo riporterebbero al punto di prima.
    Bisogna rassegnarsi al fatto che senza provvedimenti drastici, come il Default, ai nostri figli lascieremo un debito che non potranno pagare, ed al quale dovranno sacrificare l’intero futuro. E lo stesso dicasi per i nipoti.
    Il secondo concetto, ed e’ il motivo per il quale la classe di ottuagenari che abbiamo al potere sostiene la leggenda del “deficit che puo’ rientrare”, e’ che il default finirebbe per colpire quasi esclusivamente i baroni dello stato, i grandi professionisti dello stato, i superconsulenti dello stato, e l’economia della rendita gerontocratica.
    Dichiarare un default sarebbe un brutto colpo per 5-10 anni. Ovviamente il fabbisogno pubblico dovrebbe calare enormemente, con un taglio gigantesco della pubblica amministrazione, un taglio come Brunetta non immagina neppure. Non sarebbe piu’ possibile finanziare nulla se non entro il 45% di pressione fiscale nazionale: no other assets.
    Ma nell’arco di 20 anni,un paese liberato dal debito avrebbe la possibilita’ di crescere con un’economia che non ingoia interessi al ritmo del 4% del PIL annuo, (contro una crescita dell’ 1-2%), non avrebbe il fardello di 7/8 dei soldi del paese che dormono congelati in cartacce di titoli di stato, e specialmente potrebbe parlare ai propri figli e nipoti con la coscienza pulita.
    Il motivo per il quale si resistera’ a questa idea di dichiarare default, che ormai ci viene consigliata persino da autorevoli economisti di tutto il mondo, e’ che questo processo sarebbe tutto a vantaggio delle nuove generazioni e del futuro, mentre andrebbe a venir pagato quasi esclusivamente dalle generazioni che hanno creato il buco.
    E questa e’ la ragione per la quale vi raccontano che un default in Italia otterrebbe i risultati dell’ Argentina, che invece furono causati da altri malcostumi economici.
    Per quanto mi riguarda, il governo italiano dovrebbe iniziare a valutare con la BCE un eventuale default ufficiale, in modo da limitare gli effetti sull’economia europea, e a fottere chi ha comprato 800 miliardi di merda. Se lo fanno quelli di Lehman, possiamo farlo anche noi.
    Uriel

    http://www.wolfstep.cc/312/default/

  2. #2
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    Sentivo poco fa a Radio 24 che lo spread tra i titoli di stato italiani e quelli tedeschi ha raggiunto i (!) 170 punti base (peggio di noi soltanto la Grecia) ma che alle recenti aste la domanda dei nostri BOT è stata più alta dell'offerta (al contrario dei TBund), escludendo per il momento il rischio di non riuscire a rifinanziare il debito.


    Per il resto non si può che concordare con l'articolo; mi piacerebbe sapere, da chi se ne intende, quali potrebbero essere le conseguenze negative del default.


    PS: La metà è debito estero!? Me cojons..

  3. #3
    Crocutale
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    Invece di limitarsi al default sarebbe ora di dire che non si paga più, e basta, altro che dilazionare nel tempo.

  4. #4
    Carpe Diem
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    Citazione Originariamente Scritto da Perseo Visualizza Messaggio
    Invece di limitarsi al default sarebbe ora di dire che non si paga più, e basta, altro che dilazionare nel tempo.


    quoto , drop the debt!!!!

  5. #5
    vae victis
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    Oltre il 50% del nostro debito è in mano ad investotori esteri.

    Qualcuno sà chi sono questo investitori?Potremmo valutare meglio un nostro "eventuale" default .

  6. #6
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    Citazione Originariamente Scritto da kingzorc Visualizza Messaggio
    Oltre il 50% del nostro debito è in mano ad investotori esteri.

    Qualcuno sà chi sono questo investitori?Potremmo valutare meglio un nostro "eventuale" default .
    E' una domanda seria, anche se non so quanto sia facile trovare una risposta, con tutti i giri finanziari che ci sono si puo' sapere chi e' l'ultimo della catena ad avere in mano un credito verso uno stato? Forse non lo sa neppure lui...

    Comunque a me piacerebbe ancora di piu' sapere chi e' che detiene il 50% rimasto qui. Se i titoli di stato sono debito pubblico, non pagarlo vuol dire che centinaia di migliaia di italiani non avranno restituiti parte dei propri risparmi, quelli messi in BOT.

  7. #7
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    se l'italia fallisce .. di sicuro siamo in buona compagnia ... inghilterra in primis..

  8. #8
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    Ieri Berlusconi diceva di avere un'idea relativa ai derivati con cui si sono impiccate molte nostre amministrazioni pubbliche.
    Sarà un'idea del tipo: raga, non c'è una lira e non si paga più nulla?

    Scusate l'ignoranza, ma che succede se si tronca il giro dei debiti? Dato che tutti sono indebitati con tutti, e magari finisce che io sono indebitato con me stesso, non so se mi spiego... secondo voi è un'ipotesi da fantascienza?

  9. #9
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    Personalmente non credo che l'Italia rischi il default. Ci sono ancora tanti italiani con tanti soldi e in estrema emergenza ci sarebbe dove prenderli.
    Penso che però sarebbe positivo, il debito pubblico andrebbe annullato, perchè frutto di speculazioni dei grandi potentati finanziari. Le conseguenze sarebbero inizialmente pesanti ma alla fine il 95/99% degli italiani avrebbe da guadagnarci.

  10. #10
    Crocutale
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    Allora stabiliamo qual'è il risparmio medio di una famiglia e congeliamo solo i bot oltre quella soglia.

 

 
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