La crisi economica: al via l'emigrazione degli immigrati?
Una voce d'aggira: che la crisi economica, il lavoro che non si trova, i sempre maggiori licenziamenti o casse-integrazione stiano
convincendo quote di stranieri a tornare indietro, alle loro terre.
Nel mentre che scriviamo, gli allogeni presenti nel CPA di
Lampedusa sono fuggiti dal centro di permanenza per manifestare al grido di "libertà!", tra ali di poliziotti che non muovono un dito, un po' come a
Castelvolturno nel settembre 2008 (lo muovono solo per sparare ai
nostri ragazzi, per manganellare i
nostri ragazzi, per costruire false prove contro i
nostri ragazzi).
Di quale libertà ciancino questi stranieri non si sa. Di certo non l'hanno conosciuta dove stavano e dove la gran parte di loro, c'è da giurarci, non ha mai fatto alcunché per conquistarla. Però la chiedono qua, nonostante, appunto, il sistema nazionale, europeo, mondiale, stia incrinandosi. Pretendono qualcosa per cui non hanno lottato, in un mondo in cui ce n'è sempre meno (grazie ai
nostri regimi, che attirano stranieri, nel mentre che impoveriscono gli autoctoni, e grazie ai
loro regimi, che si disfano tranquillamente di scocciatori e scocciature, mentre continuano a comportarsi come meglio aggrada loro).
Nonostante questo, sembra che diversi (molti? Pochi?) immigrati stiano lasciando l'Italia, mentre altri, venuti (si dice) per lavorare, perso il lavoro, vi rimangano facendo affidamento su tutto ciò che permetta loro di rimanere nonostante tutto. E nonostante quel "tutto ciò" tolga risorse agli autoctoni in difficoltà. Vedremo fino a quando durerà tutto questo...
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